04:49 23 Giugno 2018
Eataly

Eataly sbarca a Mosca

© Foto : fornita da Eataly
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Marina Tantushyan
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Nonostante l'embargo russo sulle importazioni di prodotti agroalimentari dall'Europa deciso tre anni fa in risposta alle sanzioni imposte dall'Occidente, il polo gastronomico fondato da Oscar Farinetti approda a Mosca.

Il centro, che si estenderà su 7.500 metri quadrati nei pressi della stazione della metro Kievskaya, seguirà il collaudato modello già sperimentato all'estero di unire i ristoranti al supermercato.

Alla viglia dell'aperura ufficiale, che si terrà il 25 maggio, per maggiori informazioni Sputnik-Italia ha raggiunto Simone Tosato, responsabile del franchising di Eataly.

— Dopo anni di annunci e rinvii l'Eataly si apre comunque nella capitale russa. A che cosa è dovuto tutto questo ritardo?

— Il ritardo principalmente è stato dovuto alla costruzione del palazzo che ha subito uno stop per un certo periodo. E poi una volta che ci hanno consegnato il palazzo, ovviamente ha richiesto quei sei mesi che normalmente chiediamo per realizzare tutto l'interno del negozio. Quindi, il rinvio non è in realtà collegato al discorso embargo ma alle altre dinamiche.

Eataly a Mosca
© Foto : fornita da Eataly
Eataly a Mosca

— L'embargo russo riguarda oltre 50 categorie di prodotti, tra cui formaggi e salumi. Come pensate di risolvere questo problema mantenendo allo stesso tempo la filosofia di Eataly di promuovere nel mondo il cibo d'alta qualità?

— Certamente l'embargo è un problema per una serie di prodotti, soprattutto per salumi e formaggi e tutto quello che riguarda un po' il prodotto fresco: carne, pesce, ecc. Comunque, quando noi andiamo all'estero, sempre cerchiamo anche di dare spazio a quello che è l'eccellenza del prodotto locale. Anche in altri negozi, dove non abbiamo il problema di embargo, noi comunque seguiamo questo schema. Prendo due casi che riguardano i nostri negozi a Istanbul e in America, dove abbiamo tanti prodotti locali di eccellenza. Quindi in realtà avremo comunque avuto una parte di prodotto russo e ovviamente in questo caso quello che ci manca un po' di più sono i formaggi perché loro sono bloccati proprio al 100 per cento. Quindi, non possiamo avere un parmigiano, gran padano e tutti questi prodotti che sono tipici della produzione italiana. In questo momento non possiamo farci niente. Abbiamo lavorato molto sulla produzione locale. Oggi la situazione non è quella che c'era all'inizio dell'embargo. Nel senso che nel frattempo tante persone si sono spostate in Russia a produrre e la qualità del prodotto, che si trova oggi in Russia, è di buon livello.

— Quindi pure voi avete deciso di passare alla nuova formula "Made with Italy". A Suo avviso, è un meccanismo efficace? 

— Esatto, abbiamo tanti italiani che si sono spostati in Russia e devo dire che loro fanno buon prodotto. Abbiamo anche massimizzato la nostra produzione in negozio. Abbiamo un laboratorio che era nato per produrre prodotti ultra freschi — le mozzarelle, la buratta, le stracciatelle, le ricottine, ecc. Nel caso di Mosca, visto che al momento che c'è questa difficoltà ad importare tutti i nostri formaggi, abbiamo allargato molto quello che è la produzione interna. Quindi in questo negozio, a differenza degli altri nostri location, faremo una serie dei formaggi a breve e media stagionatura. Abbiamo una cella di stagionatura a vista per i clienti, e cosi gli mostriamo che il prodotto che facciamo nel nostro caseificio è quello che mettiamo a stagionare. Questo ci consente di colmare quello che è il gap sul prodotto fino alla media stagionatura. Ovviamente non possiamo produrre dei formaggi a pasta dura o a lunga stagionatura come sono i parmigiani sia per la questione di non fattibilità della cosa sia ovviamente per la questione di denominazione di formaggio. Parmigiano è sempre prodotto in una determinata aria con le determinate caratteristiche, determinato latte e ecc. Quindi quel tipo di prodotto non riusciremmo mai a replicare…
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— Negli ultimi anni Eataly è riuscito ad uscire dai confini italiani ed aprire le sue rappresentanze nei diversi paesi come Stati Uniti, Germania, Danimarca, Brasile, Turchia, Giappone, Corea del Sud, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi. La sede di Mosca sarà diversa dagli altri?

— I nostri negozi sono sempre molto diversi uno dall'altro. Noi diciamo sempre che Etaly è come una famiglia e non come una catena. Nel senso che l'anima e l'idea è comunque comune però ci sono dei luoghi, dove dobbiamo adottarsi a quello che sono gli spazi. Siamo molto variabili anche in termine di metratura. Un negozio di Roma che è quello il più grande è di 16 mila metri quadri e l'ultimo negozio che abbiamo aperto a Qatar è di 580 metri. Naturalmente ci adottiamo alle location che troviamo. Nel caso di Mosca è un Eataly completo. C'è tutto, è talmente grande che c'è spazio per qualsiasi attività. Dal punto di vista del nostro concetto, il negozio di Mosca in termini di layout e attività è uno dei più vicini all'originale idea di Eataly in Italia. Il nostro store moscovita mantiene l'equilibrio tra il mercato e la ristorazione. Se abbiamo un ristornate di carne, c'è macelleria davanti, davanti dei ristoranti di pesce c'è la pescheria, e se abbiamo un ristorante della pasta, troverete la produzione della pasta fresca di fronte, ecc. Quindi è veramente un Eataly completo che può offrire un'esperienza su tutte le tre nostre arie d'interesse: il mercato, la ristorazione e la didattica. In questo negozio abbiamo messo anche la scuola di cucina con singole postazioni di cucina, come abbiamo a Roma e in pochi altri casi, in maniera tale da spiegare e da raccontare quello che è il prodotto italiano, da farlo provare e da insegnare come preparalo. Quando ci spostiamo in un paese estero, la didattica diventa ancora più importante perché la conoscenza specifica è ovviamente diversa. Inoltre, in giro per il negozio abbiamo tanti carelli di degustazione prodotto. E quindi sarà un negozio molto vivo, molto interattivo dove vogliamo continuatamente raccontare il prodotto che proponiamo.

Eataly
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— Mosca è una metropoli multiculturale nella quale abitano i rappresentanti di vari confessioni. Anche i loro gusti saranno presi in considerazione?

— Noi vogliamo rimanere autentici. La cucina italiana è una cucina estremamente semplice, è riconosciuta in tutto il mondo come una cucina d'eccellenza. Quindi indipendentemente dal posto, dove andiamo ad aprire i nostri negozi, cerchiamo sempre di rimanere il più possibile attinenti a quello che è l'originalità della cucina italiana. Avremo piatti tendenzialmente semplici, tipicamente italiani. Come in altri paesi alcune materie prime saranno locali però verranno tutti trattati e cucinati con autentiche ricette italiane perché il nostro obiettivo è di offrire la vera esperienza di cucina italiana che troppe volte all'estero si adatta e si snatura.

— Quali sono le vostre aspettative per l'Eataly nella capitale russa?

— Abbiamo deciso di aprire questo primo negozio molto grande proprio perché siamo convinti che a Mosca il nostro store possa funzionare molto bene. Abbiamo adottato una politica di pricing abbastanza progressiva, non vogliamo essere un posto solo per ricchi. Ci aspettiamo un grosso riscontro. 

Eataly
© Foto : fornita da Eataly
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— Non è un secreto che la cucina italiana è molto amata sul tutto territorio russo. Pensate di allargare la vostra attività nelle altre città russe?

— Noi ragioniamo sempre in questo modo: facciamo partire il primo negozio e poi per almeno sei mesi lo sistemiamo — i negozi cosi grandi richiedono tanta attenzione perché l'operation sono molto complicate. Nel momento in cui vediamo che il primo negozio non ha più bisogno di particolari attenzioni e focus specifici, andiamo a valutare i nostri prossimi passi. Siamo aperti a valutare nuove aperture, nuove location sia a Mosca che in altre città sia della Russia che dell'ex Unione Sovietica.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Cibo, Sanzioni contro la Russia, Embargo, Embargo alimentare, Sanzioni, relazioni Italia-Russia, Italia, Mosca, Russia
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