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00:22 20 Ottobre 2019
Un aereo dell'Alitalia.

Salvare il disastro Alitalia: missione impossibile?

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Alitalia, sull’orlo dell’ennesimo fallimento, è tenuta in vita ora da un prestito statale di 600 milioni di euro, che dovrebbero essere restituiti entro sei mesi. I tre commissari nominati dal governo dovranno in tempi brevi sistemare i conti e vendere l’azienda. Salvare il disastro Alitalia: missione impossibile?

Il governo ha concesso un prestito ponte di ben 600 milioni di euro ad Alitalia per garantire la sua continuità, mentre i tre commissari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, hanno il compito di elaborare un bando di gara con l'obiettivo di trovare manifestazioni di interesse per l'acquisizione dell'azienda. In poche parole i commissari dovranno trovare una soluzione di mercato per Alitalia.

Gaetano Intrieri
© Foto : fornita da Gaetano Intrieri
Gaetano Intrieri
Nel giro di un decennio la compagnia aerea di bandiera italiana è fallita tre volte, la privatizzazione dell'azienda in passato non ha prodotto gli effetti sperati e i manager di Alitalia hanno fatto un buco nell'acqua. Che fine farà Alitalia? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Gaetano Intrieri, consulente aeronautico, docente presso l'Università Tor Vergata.

— Gaetano, come procede il caso Alitalia e quali prospettive si aprono all'orizzonte?

Alitalia
© Sputnik . Natalia Seliverstova
— Aver deciso di procedere con la dichiarazione di insolvenza da parte del Tribunale di Roma e quindi poi essere passati al commissariamento secondo la legge Marzano a mio avviso non è stata l'idea migliore. Alitalia oggi si trova ingessata nel terzo default nella sua vita in meno di un decennio con gravissimi problemi anche per l'indotto e soprattutto con gravi problemi verso i propri fornitori, che stanno soffrendo non poco la situazione di Alitalia. Tutto ciò creerà parecchi problemi alla continuità della compagnia nelle prossime settimane.

— Entro l'estate i commissari prevedono di avere delle offerte concrete per l'acquisizione, ma Alitalia rischia di essere svenduta a pezzi?

— Per il momento è prematuro dirlo, non credo comunque che soggetti seri, compagnie aeree importanti si avvicineranno ad Alitalia. Non reputo questo scenario facile a realizzarsi, perché al momento nel mondo dell'aviazione vale sempre più forte il pensiero che l'acquisizione di una compagnia da parte di un'altra compagnia non genera grandi risultati reddituali. Se poi ci sono delle entità finanziarie che vogliono prendere gli asset questo è possibile, ma se io fossi il governo italiano starei molto attento, visto i precedenti, a chi cedere Alitalia.

— Cioè?

— Intendo che la privatizzazione di Alitalia è stato un fallimento totale, prima i famosi "capitani coraggiosi", poi Etihad, hanno fallito la loro missione. Sennò Alitalia non si troverebbe nello stato attuale.

— Alitalia infatti ha vissuto una serie di fallimenti, quali sono stati gli errori più gravi?

— Paradossalmente l'analisi dei bilanci di questi ultimi dieci anni dimostra che Alitalia andava molto meglio quando era dello Stato. La privatizzazione di Alitalia è stato uno dei flop più incredibili della storia di questo Paese.

Anni fa quando nessuno ne parlava, scrivevo su diversi forum degli errori quasi dilettanteschi che vedevo fare al management di Alitalia. Oggi è diventato un tiro al bersaglio, tutti se la prendono con il management di Alitalia. È ovvio che ci sono dei manager che stanno in Alitalia da dieci anni, dopo aver fatto tre fallimenti stanno ancora lì.

Banconote euro
© Sputnik . Vladimir Trefilov
Tra gli amministratori delegati che si sono succeduti nessuno veniva dal settore dell'aviazione, che è un settore molto difficile e dove bisogna avere molta esperienza per gestire una compagnia aerea. Se continueranno a mettere in Alitalia persone non del settore, Alitalia continuerà a fallire a ripetizione, è un dato quasi matematico.

— Per l'Italia non avere una compagnia aerea di bandiera è un problema secondo lei?

— L'Italia è uno dei Paesi industrializzati più importanti. Se da italiano devo vivere senza avere neanche la compagnia di bandiera, dobbiamo dire allora che questo Paese va indietro come i gamberi. Mi trovi lei un Paese del G8 o comunque un Paese industrializzato che non abbia la compagnia di bandiera. In un Paese come il nostro, con città bellissime da Roma a Venezia e Firenze, la compagnia di bandiera dovrebbe fare da traino per il turismo.

Alitalia potrebbe essere un asset assolutamente strategico all'interno di un governo che voglia puntare su quella che dovrebbe essere una delle prime voci della nostra economia, il turismo. Invece si è messa in mano ai privati in una maniera scellerata, privati che hanno gestito peggio del pubblico la compagnia. Ora lo Stato sta tirando fuori altri 600 milioni pubblici per dare all'Alitalia non si capisce bene quale futuro.

I nostri ministri si sono affrettati a dire che i 600 milioni sono un prestito, in realtà lo saranno nel caso qualcuno comprasse Alitalia e li restituisse. Se nessuno compra Alitalia, quel prestito è a fondo perduto.

— Che cosa insegna il caso Alitalia?

— Insegna che se una persona ha il mal di denti deve andare dal dentista, né dal dermatologo né da un altro specialista. Purtroppo in questo Paese la specializzazione ha spesso lasciato il posto ai tuttologi, ai manager per tutte le stagioni e per tutti i settori, che stanno sempre lì pronti ad accalappiarsi la poltrona per laudi compensi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
crisi, Economia, governo, Alitalia, Italia
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