10:56 26 Maggio 2019
L`ambasciatore  della Russia in Italia Sergey Razov

Intervista all’Ambasciatore Razov: “Russia e Italia sempre insieme nei momenti difficili”

© Sputnik . Владимир Вяткин
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Marina Tantushyan
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Nella notte tra il 5 e 6 aprile 2009 una scossa di 5,8 gradi della scala Richter distrusse in gran parte del centro storico dell’Aquila. A quell'epoca la Russia fu l'unico paese che tese la mano all'Italia.

Сon l'accordo firmato il 26 aprile 2010, un anno dopo la tragedia, fra l'allora primo ministro della Federazione Russa Vladimir Putin e l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il governo russo s'impegnò a finanziare il restauro di due monumenti scelti ai tempi del G8 2009, per un importo pari a 7,2 milioni di euro. A distanza di otto anni dal tragico terremoto dell'Aquila grazie al sostegno finanziario della Federazione Russa è stato ricostruito il Palazzo Ardinghelli, uno dei massimi esempi del barocco aquilano, e vengono completati i lavori di ripristino dell'antica Chiesa di San Gregorio Magno.

Sputnik Italia ha raggiunto l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov per parlare del contributo della Russia alla rinascita della città gravemente danneggiata dal sisma.

— Signor Ambasciatore, nel 2009 un reparto del Ministero della Protezione Civile della Russia ha partecipato alle ricerche e soccorsi nella città dell'Aquila distrutta dal terremoto. Considera importante l'apporto dato dalla Russia alla ricostruzione della città?

— La Russia è stata uno dei primi paesi ad inviare all'Aquila soccorritori subito dopo il terremoto. In seguito abbiamo partecipato attivamente alla ricostruzione di due siti storico-architettonici che erano andati completamente distrutti: il Palazzo Ardinghelli e la Chiesa di San Gregorio Magno, stanziando a questo fine nove milioni di euro. Abbiamo rispettato tutti gli impegni assunti: gli edifici sono stati ricostruiti. Durante i lavori il canale televisivo locale "LaQtv"  ha girato un documentario che, a quanto ci è stato detto, verrà tradotto in lingua russa. Il 5 aprile presso la residenza dell'Ambasciata si è tenuta un'iniziativa solenne alla quale hanno partecipato il Governatore della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, l'Assessore alla ricostruzione dell'Aquila Pietro Di Stefano, abitanti della città e parenti delle vittime e tutti hanno espresso la loro riconoscenza alla Russia per il contributo dato alla rinascita della città.

— Nel 2016 l'Italia ha subito un nuovo catastrofico sisma. Ci può raccontare dell'intervento effettuato dai soccorritori russi ad Amatrice, una delle città più colpite?

— Il terremoto del centro Italia in agosto 2016 ha provocato un elevato numero di vittime e danni molto importanti. I collaboratori della squadra aeromobile centrale di Stato "Tzentrospas" e del Centro per le Operazioni di soccorso ad elevato rischio "Leader" del Ministero della Protezione Civile della FR che hanno una grande esperienza di intervento nelle zone colpite da terremoti, insieme ai tecnici italiani e ai volontari hanno scavato tra le macerie, estraendone superstiti ai quali hanno prestato i primi soccorsi. Utilizzando il sistema "Struna", i cui sensori operano in una gamma di frequenze che va da 0,1 a 150 Hz, al fine di determinare la resistenza sismica, gli  specialisti russi hanno verificato la stabilità di molte strutture: edifici residenziali, scuole asili, ma anche ponti che risalgono — cosa abbastanza frequente in Italia — a molti secoli fa.

— Le catastrofi naturali sono piuttosto frequenti anche in Russia. In quei casi l'Italia partecipa alle attività di ripristino?

— I colleghi italiani hanno aiutato i nostri soccorritori nei momenti più difficili. Per esempio nella rovente estate del 2010 due aerei anfibi "Canadair" hanno partecipato all'intervento di spegnimento degli incendi nella regione di Samara e in Ciuvascia. Siamo grati ai piloti e ai tecnici della protezione civile italiana che hanno lanciato fino a 600 tonnellate al giorno di acqua attinta dal Volga per spegnere le torbiere invase dalle fiamme nonostante in quel periodo il lavoro in patria fosse più che sufficiente: la Sicilia era in fiamme.

— Anche grazie al sostegno dell'Ambasciata russa in Italia il 4 aprile è stato sancito il gemellaggio tra Amatrice e Yelets. Quali opportunità di collaborazione aprono questi rapporti?

— Al termine degli interventi di soccorso compiuti dal nostro personale ad Amatrice, il sindaco della città Sergio Pirozzi mi ha inviato una lettera di ringraziamento con la quale mi ha appunto proposto di stabilire un gemellaggio con una città russa. Siamo felici che questa iniziativa sia stata accolta da Yelets, una delle città più antiche e belle della Russia centrale, fondata nel 1146. Questa città nel corso della sua storia è stata soggetta a numerose distruzioni ed è quindi un simbolo della rinascita, che è tanto importante oggi per Amatrice e per le altre città italiane colpite dal sisma. Dalla firma del Protocollo di collaborazione è trascorso solo un mese ed è presto per dire quali saranno gli ambiti prioritari della cooperazione. Il gemellaggio offre potenzialità significative di sviluppo delle relazioni tra due territori, soprattutto grazie alla sua vicinanza a un più vasto pubblico.

L'indirizzo economico può fungere da catalizzatore e in questo senso vorrei sottolineare la disponibilità ad attuare progetti congiunti espressa dal capo della delegazione russa, il sindaco di Yelets Serghej Panov. Per quanto riguarda i contenuti, saranno le parti stesse ad elaborare programmi di sviluppo della cooperazione. Ogni anno, nell'ambito della "Giornata del gemellaggio", le parti faranno un bilancio del lavoro svolto e imposteranno i programmi di sviluppo della collaborazione.

Nel complesso, questo formato di cooperazione tra municipalità, insieme a quello tra regioni, va a integrare organicamente le relazioni tra i due stati. Nel contesto di relazioni tradizionalmente amichevoli con l'Italia, una simile iniziativa, che è un vero modello di diplomazia popolare  non può che essere salutata positivamente. Tutto ciò è totalmente in linea con i nostri interessi e l'Ambasciata, nel sostenere questo percorso, garantisce il suo aiuto ai nuovi germogli di gemellaggio perché acquisiscano forza e vigore.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Sergey Razov, Russia, Italia
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