15:47 11 Dicembre 2019
Le bandiere dell'Italia e dell'UE

Scalea: “Dopo il voto in Francia Italia rischia di avere un ruolo marginale nell’Ue”

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Con la vittoria del candidato pro-Europa tutti gli occhi sono puntati sull’Italia che è considerata come nuovo focolaio della crisi nell’eurozona. Quali effetti il “fenomeno Macron” potrebbe avere sull’Europa e sull’Italia in particolare, Sputnik ne ha parlato con Daniele Scalea, Direttore Generale dell'IsAG e analista del Centro Studi Machiavelli.

— Quali conseguenze potrebbe avere il voto in Francia sull'Europa tenendo presente che più di un terzo dei votanti ha comunque scelto l'estrema destra?

— Le conseguenze in realtà saranno molto limitate. Penso che Macron rappresenti il consolidamento della linea attuale, soprattutto dell'attuale proposito di Europa a due velocità mirato a creare un'Europa federale almeno in parte del continente. Infatti avere Macron in Francia permetterà un accordo con la Germania, i paesi del Benelux, l'Italia e probabilmente con la Spagna e il Portogallo per avanzare in questa direzione.

È vero che una bella fetta dei voti sono andati verso le forze critiche nei confronti dell'Unione Europea. Parlo non solo del 35 per cento della Le Pen al ballottaggio, ma anche dei buoni risultati al primo turno di Melenchon. E forse molti francesi al ballottaggio hanno votato per Macron senza condividere totalmente i suoi progetti politici. Ma il dato fondamentale e pratico, che non si può far finta di non vedere, è quello che le elezioni sono state vinte nettamente dal candidato che era il più entusiasta rispetto al progetto europeista. Pensiamo a come, durante il festeggiamento in piazza per Emmanuel Macron, i simboli dell'Unione Europea (la bandiera, l'Inno alla Gioia) fossero molto presenti, a voler rimarcare che lui appunto era il candidato europeista.

— Emmanuel Macron crede che l`unico modo ad essere sentito a Bruxelles è trovare una lingua comune con Angela Merkel. Pensa che con la rinascita di questo vecchio-nuovo asse Francia-Germania, l'Italia rischi di essere esclusa da tavoli importanti?

— Sicuramente esiste un forte rischio di marginalizzazione dell'Italia. Dal punto di vista strettamente politico-ideologico, l'attuale governo italiano è in linea con la Merkel e con Macron, però dal punto di vista economico l'Italia molto più della Francia avrebbe bisogno di scelte differenti da quelle che sono promosse dai tedeschi. Visto che anche in Germania non si prospetta un cambio al vertice, ci dovrebbe essere una prosecuzione dell'attuale linea politico-economica in Europa, rafforzata dall'asse con Macron, con cui probabilmente l'Italia avrà più difficoltà a trovare una linea comune rispetto a quanto faceva (già con difficoltà) con Hollande. L'Italia potrebbe alla fine uscire sconfitta da questa situazione, considerando che c'è anche la Brexit e quindi impossibilità di rivolgersi alla Gran Bretagna per cercare di controbilanciare l'asse franco-tedesco. L'Italia forse cercherà di trovare un asse privilegiato con Washington che è il vero interlocutore con cui l'Italia può in teoria arginare un po' questo rinnovato e rafforzato asse franco-tedesco. Però anche con gli Stati Uniti ci saranno molte difficoltà, perché la visione del mondo del governo italiano è assai distante da quella dell'attuale Amministrazione americana. Per cui non è escluso che alla fine l'Italia scelga di porsi disciplinatamente in coda a francesi e tedeschi e seguire tutto quello che faranno loro, anche se questo porterà a sacrifici dal punto di vista economico e sociale.

— I mercati guardano già all'Italia come una fonte di forte incertezza per quanto riguarda sia la sua situazione politica sia quella economica  il debito pubblico che ammonta al 133% del PIL. A suo avviso, in vista del voto del 2018 il Movimento 5 Stelle riuscirà a giocare questa carta per vincere le elezioni?

Il leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo
© AFP 2019 / Filippo Monteforte
— Il Movimento Cinque Stelle è un movimento anti-establishment che si basa sostanzialmente su una nuova classe politica, composta di persone che non vengono dal vecchio sistema dei partiti ma anzi vogliono apertamente scardinarlo. Il M5S ha concrete possibilità di vincere perché a oggi centrodestra, centrosinistra e M5S sono tre forze che nei sondaggi tendono a equivalersi. Alla luce dei dati attuali la lotta sarà molto aperta; tutto però dipende dalla legge elettorale. 

— Putin ha invitato il neo eletto presidente francese a superare la differenza reciproca. Come si svilupperanno i rapporti con la Russia?

— Io mi aspetto che proseguirà la politica estera tradizionale francese. Nel passato ci sono state alcune aperture verso la Russia, però tendenzialmente la Francia mira ad essere protagonista nel Mediterraneo e a dare seguito al progetto europeista. Sono questi i settori dove si creano poi potenziali tensioni e scontri di interessi con la Russia. Perciò credo che la linea rimarrà più o meno la solita: sarà un rapporto non troppo ostile ma nemmeno troppo amichevole.

—  Pensa che Macron si allineerà al conformismo dominante nei riguardi delle sanzioni alla Russia nonostante la politica di protezionismo di Trump nei confronti dei prodotti europei?

— Per quanto riguarda le sanzioni antirusse, la Francia potrebbe essere favorevole all'allentamento o alla rimozione totale nella misura in cui ci fosse un moto generale verso questa risoluzione. La Francia non è sanzionista quanto la Gran Bretagna ma nemmeno "abolizionista" come l'Italia. Parigi ha una posizione mediana, come la Germania. Determinante sarà la posizione degli Usa, cui è prevedibile che l'Europa si accoderà come ha spesso fatto in materia di sanzioni anche verso altri Paesi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Elezioni presidenziali Francia 2017, Emmanuel Macron, Donald Trump, Vladimir Putin, Angela Merkel, Germania, UE, Europa, Italia, Francia, Russia
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