22:35 27 Febbraio 2020
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In occasione della giornata della Vittoria il 7 maggio a Roma, per la seconda volta si è svolta l’azione civile del "Reggimento immortale".

L'iniziativa, alle quale hanno partecipato circa 70 persone provenienti da Lazio, Toscana, Abruzzo, Campania e Emilia-Romagna, è stata organizzata dall'associazione culturale "Speranza" con il coordinamento dell'Unione dei Volontari del Donbass. Il corteo nazionale con le foto dei soldati caduti durante la Grande Guerra Patriotica (nome russo per la Seconda Guerra Mondiale), che è partito dalla piazza Vittorio Emmanuele II, è proseguito per le vie del centro della capitale.

Organizzatrice del corteo Irina Vikhoreva ha raccontato a Sputnik Italia della seconda edizione romana del "Reggimento immortale".

— Com'è nata l'idea di organizzare questa bellissima iniziativa a Roma?

— L'idea di organizzare un corteo del Reggimento Immortale a Roma è nata l'anno scorso durante i festeggiamenti del Giorno della Vittoria presso il Centro metodico-didattico di "Nicolai Gogol". Erano presenti così tanti adulti, bambini e ospiti che mancava lo spazio per contenerli. Grazie a Tat'jana di Jaroslav' è nata l'idea di portare fuori le mura di un cortile un evento così importante per la memoria del nostro popolo. L'organizzazione effettiva è cominciata a febbraio di quest'anno. 

— Come il "Reggimento Immortale" del 2017 è diverso da quello precedente? Quali sono le novità principali? 

— La novità principale di quest'anno è proprio questa: un corteo nazionale con le foto dei nostri eroi della guerra passata fuori uno spazio chiuso. Da parecchi mesi si stava lavorando all'organizzazione dei partecipanti da tutte le parti d'Italia. Pensate: sono arrivate le delegazioni da Napoli, Bari, Abruzzo, Terni, Rimini, Bologna, Liguria, Toscana… Purtroppo, per una città come Roma, anche la presenza di 200 persone è poca per passare per le vie centrali (dall'inizio si preparava un percorso a partire dal Colosseo, passando per i Fori Imperiali e arrivando a piazza S.S. Apostoli). Ci è stata concessa dalla questura l'autorizzazione di riunirci presso i centralissimi giardini di piazza Vittorio Emanuele (nelle vicinanze della stazione centrale Termini per la comodità delle delegazioni fuori porta) con la possibilità di un corteo deciso al momento dalle autorità locali in base all'effettivo numero di presenti. Come ha visto, il piano ha funzionato a meraviglia! E il concerto finale ha toccato i cuori più duri e ha sciolto le lacrime a tutti i partecipanti e ai passanti. Come Lei ha notato, noi abbiamo portato i numerosi cartelli ufficiali tutti uguali del Reggimento Immortale con e senza foto, ma con i nomi dei parenti di ognuno dei presenti. Per prepararli abbiamo impiegato parecchio tempo e sforzo, lavorando con amore e dedizione, unite insieme indifferentemente dalla nazionalità (un ringraziamento particolare a Marina dalla Georgia).

— Dietro queste vecchie fotografie sono prima di tutto le storie personali. Potrebbe raccontarne almeno una che l'ha colpita di più?

— Non c'è bisogno di andare lontano. Lei stessa ha sentito i racconti delle signore che, da piccole, hanno vissuto i terribili giorni dell'assedio di Leningrado. Io, se Lei mi permette, racconto un atto eroico del mio nonno materno, che all'età di 22 anni, in Ungheria, rimasto circondato dai nemici e ha richiamato su di sé il fuoco dalla proprie posizioni (rimanendo  ferito e deceduto in seguito) oppure del mio nonno di secondo grado richiamato alle armi a 18 anni nel 1944 e morto nel febbraio 1945 a difesa di Kaliningrad, oppure del mio bisnonno, classe 1898, che dopo aver fatto la rivoluzione e la guerra civile, circondato dai tedeschi, portato via con i suoi soldati, fuggiti, una volta presentandosi dai nostri, arrestato, controllato, ritornato al fronte… Una vita difficile, ma non si è mai lamentato dei metodi usati dal governo. Diceva: "questi erano i tempi".

— Lo scopo principale del "Reggimento Immortale" consiste nel conservare la memoria personale della generazione che ha vissuto la guerra. Tra i vostri manifestanti ci sono stati tanti giovani e bambini. Pensa che abbiano capito l'esperienza dei nonni?

— Sicuramente. Tutti i bambini ed i giovani presenti custodiscono bene la storia della propria famiglia e sono curiosi di scoprirne i particolari. La nostra manifestazione, volta a creare un legame fra le generazioni per preservare la memoria storica di un popolo unito in un'unica lotta contro un nemico comune, ha raggiunto il proprio obbiettivo.

— Come questa marcia pacifica è percepita dagli italiani, molti dei quali sanno ancora poco o addirittura sono inconsapevoli del ruolo dell'URSS sul nazismo?

— Già, nelle scuole italiane si parla poco o niente sul ruolo dell'Unione Sovietica nella sconfitta del nazismo in Europa. Ma come Lei ha visto, erano presenti le delegazioni italiane da Roma, Bari, Terni che studiano la storia e non si accontentano dell'informazione dei media spesso manipolata a favore del pensiero politico attuale.

— Oggigiorno il mondo è straziato dalle guerre locali. Basta guardare a quello che sta succedendo in Siria o in Ucraina. A Suo avviso, questa manifestazione potrebbe avvicinare il nostro turbato mondo con un passo importante alla pace e allontanare l'incombente nuova guerra mondiale?

— Me lo auguro fortemente. Sono nativa di Donetsk, una città del Donbass attualmente martoriata dalla guerra civile. Per tutti i noi la parola "guerra" ha un significato reale. So che nei cortei dedicati al Giorno della Vittoria, che si svolgeranno nel Donbass, verranno commemorati anche i caduti degli ultimi tre anni. Noi l'abbiamo già fatto: il ritratto del sindaco popolare di Pervomajsk nella provincia di Lugansk Evghenij Ischenko e le bandiere delle due Repubbliche autoproclamate ne sono la testimonianza.    

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
memorie, Storia, Parata della Vittoria 2017, Reggimento Immortale, Giorno della Vittoria, Seconda Guerra Mondiale, URSS, Italia, Russia
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