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    Internet, la chiave del successo per gli “artigeni”

    © AFP 2017/ JUNG YEON-JE
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    Tatiana Santi
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    Crisi economica, disoccupazione, futuro incerto…si vive effettivamente immersi in un mare di negatività, quando sembra impossibile svoltare, ma è lì che grazie all’ingegnosità può nascere una grande idea e internet può essere la chiave del successo. Come?

    "Sei un genio!", il libro del giornalista Giampaolo Colletti, racconta la storia di 150 imprenditori e artigiani, i quali non si sono arresi di fronte alla crisi, ma hanno dato sfogo alla propria creatività utilizzando le nuove tecnologie e in particolare il web.

    Internet è effettivamente una piattaforma universale, dove gli artigeni, i protagonisti del libro, possono creare comunità in cui conversare, confrontarsi e crescere insieme, ottenendo ottimi risultati. Ovviamente la rete non basta per vincere, occorrono competenze e soprattutto idee nuove e innovative. La rete ha cambiato il nostro modo di vivere, di comunicare e quindi anche il mondo del lavoro.

    Giampaolo Colletti
    © Foto: fornita da Giampaolo Colletti
    Giampaolo Colletti
    Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Giampaolo Colletti, giornalista, storyteller, fondatore della web community wwworker, autore di "Sei un genio!" edito da Hoepli.

    — "Sei un genio" racconta tante storie di persone che riescono a trovare la propria strada nonostante la crisi. Giampaolo, chi sono gli "artigeni" di cui parla nel libro?

    — Gli artigeni sono artigiani e lavoratori che operano in Italia, ma che poi grazie alle tecnologie vanno molto anche all'estero, perché la rete permette loro di conversare e di aggregare community. Possono quindi trovare potenziale pubblico e poi vendere in rete. Sono di fatto persone che arrivano da mestieri molto tradizionali, quindi mestieri legati al saper fare e al Made in Italy, sono coloro che riescono a contaminarsi con il digitale e le nuove tecnologie.

    In realtà appartengono al mondo del manifatturiero italiano, però sanno utilizzare in modo creativo e originale la rete per realizzare progetti innovativi e idee "wow", come le chiamo io.

    — La rete ha un ruolo significativo quindi oggi, soprattutto per trovare lavoro?

    — La rete penso sia fondamentale, ritengo sia un acceleratore, è un termine che si usa molto quando si parla di tecnologie e startup. Si tratta di mettere della benzina fresca nel motore e far partire i progetti in maniera più innovativa. La rete permette una scalabilità maggiore, si riescono a creare progetti di grande impatto, penso anche ai progetti di crowdfunding che partono da piccole realtà.

    A man types on a computer keyboard
    © REUTERS/ Kacper Pempel/Files

    Oggi secondo me la rete comunque non basta, occorre un'idea innovativa, un'intuizione geniale, tanta conoscenza e competenza. La rete certamente è fondamentale, ma come elemento chiave occorre anche la ricerca e la capacità di preparazione che ciascun artigenio ha.

    — Perché ha deciso di scrivere questo libro e di dedicarsi a questo tema?

    — Io da diversi anni racconto le storie di piccoli imprenditori, artigiani, lavoratori distribuiti in ogni angolo d'Italia. Ho raccolto queste storie in una community, la prima job community italiana che si chiama wwworkers, nata sette anni fa con una trasmissione radiofonica di Radio24. È una piattaforma con tante testimonianze. Credo che proprio attraverso le testimonianze, le eccellenze si riesca anche ad ispirare altri lavoratori nel trovare la propria strada. Parlo di uno storytelling positivo che possa fare da stimolo per altri lavoratori.

    — Qual è il filo rosso che lega tutte le storie del libro?

    — Penso che siano tre gli elementi comuni fra le diverse storie. Innanzitutto la contaminazione digitale, non si tratta di "smanettoni del web" come vengono chiamati in Italia. Sono storie in realtà che nascono dal profondo tessuto produttivo italiano, però contaminate dalle nuove tecnologie.

    Il secondo elemento è la genialità, l'estro creativo, il pensiero laterale. L'idea "wow" è un termine di Seth Godin, guru del marketing americano. Si tratta di idee che si distinguono dal rumore di fondo.

    Un altro importante elemento riguarda l'alleanza, le storie del mio libro raccontano alleanze generazionali: sono storie che uniscono generazioni molto giovani con figure più mature.

    — Quali storie l'hanno colpita?

    — Nel libro per esempio parlo delle sfoglie di Parmigiano Reggiano, che si chiamano parmonie, nate a Bibbiano in Emilia. Le parmonie sono nate grazie ad un panettiere sessantenne che ha incontrato sulla sua strada uno startupper 24-enne. È nata un'impresa che oggi dà lavoro a una decina di persone a Bibbiano e le parmonie sono esportate fino a New York, addirittura vengono servite nel ristorante di Robert De Niro.

    Si tratta quindi di contaminazione anagrafica, si creano ponti e alleanze. La cosa bella della rete è che in realtà il competitor di un tempo, quando c'erano le botteghe chiuse, oggi diventa un ottimo alleato per riuscire ad andare in fiere, per avere una piattaforma, per cercare di uscire da una situazione di crisi.

    Nel libro parlo anche di Elisa Casumaro che a Solara di Bomporto dopo il terremoto in Emilia ha deciso di aggregare le aziende casearie e ha venduto on-line, grazie a facebook, 42 mila forme di Parmigiano Reggiano danneggiate dal sisma.

    — La rete quindi dà la possibilità di unirsi e aiutarsi a vicenda? Possiamo dire che il suo libro porta in sé un messaggio di positività per il futuro nonostante la crisi?

    — Sì, ci si aiuta molto. Noi stiamo vivendo una fase di cambiamento culturale e anche infrastrutturale del lavoro. Se noi capiamo di passare dall'internet delle cose all'internet delle persone, con l'uomo al centro, le alleanze al centro, riusciremo a superare questo momento difficile. Viviamo un momento di ridefinizione del tema lavoro.

    Credo che non bisogna arrendersi, il momento che stiamo vivendo, nonostante la crisi, è il momento migliore per poter pensare a qualcosa di nuovo e per innovare anche il mondo del lavoro.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Crisi, Internet, Intervista, Italia
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