15:42 25 Aprile 2019
Vladimir Vysockij

Vladimir Vysockij è tornato a Roma

© Sputnik . Anatoliy Garanin
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Marina Tantushyan
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Allo storico ristorante romano “Otello alla Concordia”, nel quale dal dopoguerra a oggi si ritrovavano gli autori cinematografici da Federico Fellini e Mario Monicelli a Robert De Niro, è stato regalato un asteroide nominato in onore del famoso cantautore russo Vladimir Vysockij.

Ovviamente non asteroide vero e proprio ma una medaglia di 8 centimetri creata dallo scultore lettone Janis Strupulis e la eminente astronomo Ljudmila Zhuravleva che aveva scoperto 200 piccoli pianeti fra cui "Vladvysockij".

La medaglia "Asteroide Vladvysockij" è un'opera d'arte, le sue copie si trovano nelle prestigiosi collezioni dei importanti musei come l'Ermitage a San Pietroburgo e le collezioni d'Arte di Stato di Dresda.

La medaglia Asteroide Vladvysockij
© Foto : Marina Tantushyan
La medaglia "Asteroide Vladvysockij"
Sputnik Italia ha raggiunto Andrea Sisti, il proprietario di mitico locale per capire perché "Otello alla Concordia" abbia fortuna di essere il primo in Italia di custodire l'opera:

— Questa medaglia di asteroide mi è stata regalata. Io con grande piacere ho saputo che è stato titolato a Vladimir Vysockij e per cui ho deciso di attaccarlo proprio a quel punto dove Vysockij cantò 38 anni fa.

All'epoca la trattoria "Otello alla Concordia" era il punto di ritrovo e di riferimento non solo per il tutto cinema italiano ma anche per quello internazionale. E questo luogo è veramente particolare fu fondato dal mio nonno Otello nel 1948. Negli sessanta questo locale era frequentato anche da una grande attrice francese Marina Vladi che poi che si sposo` con il famoso attore e grandissimo cantautore russo Vladimir Vysockij. Marina Vladi era molto legata alla famiglia di Otello e il 2 luglio del 1979 lei è venuta a cena qui con Vladimir Vysockij. Quella sera Vysockij per cortesia nei confronti degli ospiti di "Otello" fece un concerto meraviglioso durante il quale lui aveva cantato tutti le sue canzoni di successo. Io lo ricordo, ero un ragazzino, avevo 12 anni, e questo concerto fu registrato dal mio zio Dario. Questa registrazione è stata poi pubblicata da una casa discografica francese. La cosa molto bella di questa registrazione è che tra una canzone all'altra che cantava Vladimir, per tutti gli ospiti della nostra trattoria Marina Vladi faceva la traduzione del testo in italiano.

— Che impressione ha avuto lei di Vladimir Vysockij?

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© Sputnik . Vitaly Podvitsky

— Io lo ricordo come un uomo con la grandissima personalità. All'epoca quando Vysockij faceva concerti in Russia, non esisteva nessuna pubblicità in radio. Solamente con il passaparola si presentavano migliaia e migliaia di persone. È una cosa assolutamente unica per qualsiasi artista. Questo ci fa capire quanto è stato importante Vladimir Vysockij non solo per la cultura russa ma anche per la cultura occidentale. Qui in Italia, ad esempio, molti nostri grandissimi artisti hanno fatto dei tributi a Vysockij che era un personaggio importante per Russia come è stato Bob Dylan per l'America e Fabrizio De Andrè per l'Italia. E anche io crescendo ho apprezzato molto la sua arte. Quella storica registrazione la porto sempre tra i dischi che io amo di più. Infatti la mia canzone preferita di Vysockij è i "Cavalli bradi" ". 

Marina Vladi (a sinistra) al VIII Festival cinematografico internazionale a Mosca
© Sputnik . Galina Kmit
Marina Vladi (a sinistra) al VIII Festival cinematografico internazionale a Mosca

Penso che Vysockij è riuscito a conquistare il cuore del pubblico innanzitutto perché lui era un gradissimo poeta — i suoi testi erano molto forti. Ma poi una cosa meravigliosa era come esprimeva la propria musica Vladimir Vysockij. Aveva una voce molto forte, molto profonda e rocca. Aveva un vocione! Io sempre ho amato i cantanti sanguinici che hanno una grande passione per l'espressione. E Vysockij aveva una grande forza sia in testo che per la sua espressione vocale.

— Il 25 gennaio 2018 Vladimir Vysockij avrebbe compiuto 80 anni. Pensa in qualche modo di ricordare qui ad "Otello" questa data?

— A dir la verità, sono sempre stato contrario alle celebrazioni. Però in realtà l'ho già fatto perché in mio documentario che si chiama "Segreto dell'Otello", che è stato presentato al Festival di Berlino, subito dopo delle interviste con dei grandissimi registri italiani, c'è proprio una canzone di Vladimir Vysockij — i "Cavalli bradi" — che fu cantata durante quella sera storica.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
musica, Vladimir Vysockij, Roma, Italia, Russia
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