16:08 28 Aprile 2017
    L'ambasciatore della Bolivia Sacha Sergio Llorenti Soliz ha mostrato all'assemblea generale dell'ONU una foto di Colin Powell quando ragliava sulle armi chimiche di Saddam Hussain.

    Bolivia mon amour

    © AP Photo/ Mary Altaffer
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    Costantino Ceoldo
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    La Bolivia...ha dato al mondo e quindi anche all'Italia, una lezione di dignità e decoro come raramente se ne vedono. La Bolivia ha avuto la schiena dritta mentre l'Italia al contrario continua, ahimè imperturbabile, a comportarsi come una cagna che striscia, indifferente alla sua perdita di sovranità e onore.

    La Bolivia è uno Stato dell'America Latina con una Storia travagliata, dalla sua indipendenza dalla Spagna nel 1825 fino ai giorni nostri. Estesa poco più di un milione di chilometri quadrati ha una popolazione di circa dieci milioni di anime, per cui possiamo dire che non è molto popolata rispetto ad altre nazioni come, per esempio… l'Italia. L'Italia, infatti, è estesa poco più di trecentomila chilometri quadrati ma è abitata da sessanta milioni di persone, straniero più straniero meno.

    L'Italia, patria contenta di quattro diversi tipi ufficiali di mafia con cui i governi italiani non hanno mai trovato realmente disonorevole rapportarsi, ospiterà nella ridente Taormina il prossimo vertice del G7, a maggio, che ha tutta l'aria di essere una riunione di famiglia alquanto ristretta visto che sono stati escluse Russia e Cina. In particolare, il primo ministro italiano, l'onorevole Paolo Gentiloni (il cui passato nell'estrema sinistra è stato d'incanto dimenticato al contrario della sua appartenenza ad una famiglia dell'antica nobiltà italiana, quella dei Gentiloni-Silveri o Silverj), l'onorevole Gentiloni dicevo ha tenuto a far sapere che il legittimo presidente russo Vladimir Putin non era stato invitato.

    Insomma: Putin non è nella lista perché si ostina nel suo comportamento anti-democratico, illiberale, anti-liberista e filo-Assad. Il contrario cioè di tutto ciò in cui crede l'Occidente civilizzato.

    Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, è stato a Mosca per una visita lampo, il 10 di aprile ed ha incontrato Putin ma il risultato è stato trascurabile, al di là della cortesia formale: Mattarella ha sempre avuto in gran considerazione alcune caratteristiche tipiche dei democristiani italiani, prima fra tutte quella che loro stessi hanno sempre chiamato "prudenza" e la visita, di pochissimo precedente a quella dell'americano Tillerson, si è risolta nel niente che era prevedibile. Forse ha supplicato Putin di risparmiarci qualche atomica in testa ma ha anche insistito sulla responsabilità di Assad nell'attacco chimico nei pressi di Homs. Un colpo al cerchio ed uno alla botte, come hanno sempre fatto tutti i bravi democristiani che si rispettino? Solo il tempo ce lo dirà, forse.

    La Bolivia invece non ospiterà nessun vertice G7 nell'immediato futuro e il suo Presidente non è volato a Mosca a fare non si sa bene cosa. Tuttavia, il suo ambasciatore all'ONU ha fatto una cosa straordinaria: durante la discussione sui morti siriani ammazzati con gas velenoso, il signor Sacha Llorenti ha mostrato all'assemblea una foto di Colin Powell quando, nel medesimo consesso, ragliava sulle armi chimiche di Saddam Hussain e dell'assoluta necessità di attaccare l'Iraq per fermare questa minaccia. Vi ricordate Powell e la provetta con l'antrace? A quanto pare i boliviani se la ricordano bene e lo hanno ricordato anche al resto del mondo.

    Il diplomatico Sacha Llorenti mostra all'assemblea ONU una foto di Colin Powell mentre si scaldava sulle armi chimiche di Saddam Hussein
    Il diplomatico Sacha Llorenti mostra all'assemblea ONU una foto di Colin Powell mentre "si scaldava" sulle armi chimiche di Saddam Hussein

    Giusto per ricordare noi altre cose ancora, la provetta con l'antrace appartiene alla stessa storia delle bombe atomiche di Saddam fatte dentro camion sempre in movimento per sfuggire agli ispettori ONU: una bugia di dimensioni cosmiche a cui in quei giorni lontani molti hanno preferito crederci.

    Su internet ci sono i video dell'intervento del signor Llorenti e chi vuole può andarseli a vedere, almeno finché non saranno rimossi [qui uno dei tanti].

    L'intervento dell'ambasciatore boliviano non ha avuto l'attenzione e il riguardo che meritava: i grandi media, anche nella democratica Italia delle quattro mafie, lo hanno ignorato censurandolo o riservandogli poche righe subito dimenticate.

    La Bolivia tuttavia ha dato al mondo e quindi anche all'Italia, una lezione di dignità e decoro come raramente se ne vedono. La Bolivia ha avuto la schiena dritta mentre l'Italia al contrario continua, ahimè imperturbabile, a comportarsi come una cagna che striscia, indifferente alla sua perdita di sovranità e onore.

    La situazione in Siria dopo l'attacco USA
    © Sputnik. Michail Voskresensky
    Tillerson è stato a Mosca, qualcuno dice per portare un ultimatum a Putin: molla Assad o sarà peggio per te. Ma perché la Russia dovrebbe tradire il proprio alleato proprio ora? Poteva farlo prima e concentrarsi su altri fronti. Il 2013, con il suo tristemente famoso attentato nei pressi di Damasco fatto con vero gas nervino, è stata un'occasione d'oro per un simile tradimento. In quell'occasione la flotta russa si è invece schierata a difesa della Siria. Vi ricordate un John Kerry spaventato a morte annaspare cercando una soluzione che evitasse lo scontro? Per fortuna sua e nostra alla fine si è trovato un accordo e la Siria si è privata delle sue armi chimiche, sotto l'egida delle solite Nazioni Unite.

    Quindi perché Assad avrebbe dovuto usare del gas velenoso contro i nemici proprio ora, in un momento in cui l'esercito siriano sta vincendo su tutti i fronti? In un momento in cui ha tutti gli occhi del mondo puntati addosso? Non c'è motivo alcuno: il risultato militare è stato nullo perché gli unici cadaveri visti in Occidente sono quelli di bambini e vecchi, subito mostrati al mondo intero.

    Nel 2013 si è scoperto subito che l'attacco era stato fatto dai "ribelli" (leggi: da invasati terroristi, assassini e psicopatici) usando una granata al sarin proveniente dagli arsenali saccheggiati della Libia e passata ai jihadisti dai loro protettori turchi. Cioè: da Recep Tayyip Erdoğan. Un simile precedente, come pure il quotidiano comportamento dei jihadisti a Raqqa, Palmira, Aleppo e in tutte le altre zone in cui sono arrivati ed imperano ancora oggi, un simile precedente avrebbe dovuto richiedere cautela nell'accusare Damasco. Invece no. La risposta subitanea degli americani è stata una condanna senza appello e 59 Tomahawk sulla base aerea da cui sarebbero decollati gli aerei responsabili dell'eccidio. Follia pura.

    E tuttavia qualcosa non torna, ma cosa di preciso? 59 missili sparati ma solo 23 a bersaglio. Mancano 36 missili all'appello. La base aerea di Shayrat ha subito pochi danni ed è tornata subito operativa, i voli dei caccia sono ripresi dopo poche ore, le attività belliche non si sono mai interrotte. Le difese aeree russe e siriane non sono però intervenute: forse è stata usata qualche tipo di contromisura elettronica? Non ci è dato saperlo, almeno per il momento.

    Mi chiedo tuttavia se Donald Trump, della cui elezione io avevo gioito, abbia davvero cambiato idea sulla Siria e sui rapporti con Mosca. Mi chiedo se abbia sacrificato le sue idee in politica estera a favore esclusivamente di quelle in politica interna trovando un accordo con chi lo osteggia e in particolare con lo stato profondo americano che è parte integrante e precisa emanazione di quel complesso militare industriale contro la cui crescita sproporzionata già il generale Eisenhower aveva a suo tempo messo in guardia la Nazione americana. Se è questo il caso, se Trump davvero si fosse lasciato convincere che Assad è IL MALE e che i russi si ritireranno dalla Siria qualora messi veramente sotto pressione, allora siamo sull'orlo dell'abisso.

    Tillerson a Mosca chiede la resa della Russia in Siria, una resa che può essere solo incondizionata perché gli Americani si sono sempre rimangiati la parola data. Come ci si può infatti fidare di un popolo di bugiardi in preda ad uno stato perenne di auto-esaltazione messianica? E' impossibile raggiungere un accordo sostanziale in queste condizioni. Per cui questi potrebbero essere gli ultimi giorni per la razza umana.

    Nella tragicità di queste vicende, una nota che rende bene l'idea del tipo di persone con cui i russi (ma non solo loro) hanno a che fare. Il portavoce della Casa Bianca, Ben Spicer, durante una conferenza stampa di qualche giorno fa, si è lasciato sfuggire che neppure Hitler è arrivato ad usare armi chimiche come Assad. Si certo, il signor Spicer in seguito si è scusato per questa gaffe ma qualcuno vi potrebbe vedere perfino una sorta di… lapsus freudiano. Ironicamente parlando, si intende.

    Costantino Ceoldo — Pravda freelance

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Crisi in Siria, Armi chimiche, Relazioni Russia-USA, Storia, geopolitica, relazioni Italia-Russia, Vertice G7, ONU, Rex Tillerson, Donald Trump, Bashar al-Assad, Sergio Mattarella, Vladimir Putin, Bolivia, Occidente, Siria, Italia, USA, Russia
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