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    Onlus italiana regala un sorriso alle mamme russe

    © Sputnik. Ramil Sitdikov
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    Marina Tantushyan
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    Associazione italiana “Aiutateci A Salvare I Bambini Onlus” fondata nel 2001 con lo scopo di sostenere e rendere possibili le cure di bambini particolarmente bisognosi della Federazione Russa parteciperà in un nuovo progetto per la pediatria della regione russa di Arсhangel'sk “Un sorriso per ogni mamma”.

    Il Progetto è particolarmente importante e si inserisce nel più vasto intervento che culminerà, nella prossima estate, con l'apertura del nuovo Centro Perinatale con una capacità di 130 posti e finanziato con risorse federali, nel quale si inserisce l'Onlus italiana.

    Ennio Bordato, presidente dell'Associazione Aiutateci a salvare i bambini
    © Foto: fornita da Ennio Bordato
    Ennio Bordato, presidente dell'Associazione "Aiutateci a salvare i bambini"
    Per i maggiori dettagli Sputnik Italia si è rivolto a Ennio Bordato, Presidente di Aiutateci a Salvare i Bambini Onlus.

    — Ennio, come è nata l'idea di realizzare questo progetto di Aiutateci a Salvare i Bambini?

    — La nostra Associazione, nata nel 2001, dopo primi anni di attività nella clinica RDKB di Mosca ha iniziato ad allargare il suo orizzonte operativo. La Regione di Archangel'sk è fra le regioni della Federazione Russa dove oggi operiamo. Qui, dal 2011, in pieno accordo con le istituzioni regionali (il Ministero della Sanità e la Duma) abbiamo già sviluppato 6 progetti annuali che hanno aiutato la pediatria locale ad ammodernarsi, sia dal punto di vista delle attrezzature che della cultura medica. Quest'anno, su richiesta del locale Ministero, abbiamo deciso di sviluppare questo progetto molto qualificante che si inserisce a pieno titolo nella più vasta opera di sostegno alla neonatologia ed alla politica di aiuto alla maternità che da qualche anno è attiva in Russia.

    — Quali sono i suoi obiettivi principali? Da dove provengono i finanziamenti per questo progetto?

    — La Regione di Archangel'sk è vasta quanto la Francia e conta meno di 1 milione e duecentomila abitanti. I villaggi "sperduti" in questo vastissimo territorio del nord della Russia europea sono ben 4 mila. In concomitanza con lo strategico progetto federale di costruzione del nuovo centro Perinatale il nostro progetto si inserisce in questo con lo scopo di donare la strumentazione volta ad avere un servizio di telemedicina che sorvegli elettronicamente a distanza tutte le donne in gravidanza della Regione in rapporto con i centri di eccellenza di ostetricia e ginecologia, neonatologia e perinatali della capitale regionale. Gli effetti positivi attesi dall'introduzione nel territorio della regione di questo sistema informatizzato del monitoraggio delle donne in gravidanza (cardiotocografia), porterà come risultato una riduzione del tasso di mortalità materna, una riduzione del tasso di mortalità perinatale ed infantile, un aumento della qualità dell'assistenza medica alle donne in gravidanza ed ai neonati ed un calo del ricorso all'aborto terapeutico. Le risorse che stanno arrivando provengono da donazioni di privati cittadini e dal 5xMille del 2015 che ci verrà erogato nel 2017.

    — Quale sarebbe la missione della vostra Associazione a questo proposito?

    Bambini a Gorlovka
    © Foto: di Eliseo Bertolasi

    — La nostra "mission" è da sempre quella di dare un contributo alle cure dei bambini gravemente ammalati, vittime del terrorismo e delle guerre della Federazione Russa e dei paesi ove vivano popolazioni russofone. Operiamo su due livelli: aiuti a singoli bambini che hanno bisogno di cure urgenti (oncologiche, genetiche, specialistiche in genere) o progetti "collettivi" come quello di Archangel'sk. Nel 2001 siamo partiti da Mosca dalla clinica RDKB in partenariato con il Gruppo Padre Aleksandr Men'. Oggi siamo presenti, oltre a Mosca, non solo nella regione di Archangel'sk, ma anche nel Caucaso (Beslan), a Volgograd e laddove ci chiedano, quando possibile, un aiuto.

    — L'Associazione "Aiutateci A Salvare I Bambini Onlus" è da 15 anni impegnata in progetti di aiuto per bambini in difficoltà che riguardano non solo i teatri civili ma anche quelli di guerra. Potrebbe raccontare i vostri interventi già svolti nelle zone colpiti dai conflitti?

    — L'aiuto ai bambini vittime del terrore è purtroppo uno dei nostri campi d'azione. Dopo aver sviluppato il progetto in aiuto ai bambini di Beslan dopo l`inumana strage del 2004 (2004 — 2010), abbiamo aiutato i bambini vittime del tentato genocidio del popolo osseto del sud (2008) e dal 2014 la tragedia del Donbass ci vede presenti in termini di forte impegno. Dallo scoppio della guerra contro la popolazione russofona di Ucraina abbiamo aiutato moltissimi bambini feriti e mutilati gravemente.

    Da Vanja Voronov (allora di 8 anni) che nel 2015 perse le gambe, un braccio e la vista, al piccolo Andrjusha Dmitriev (11 anni) che per il terzo anno aiuteremo a farsi operare in Germani per cercare di recuperare l'uso delle gambe. Viktorija Mager (13 anni) che fu la prima dei bambini aiutata nel 2014 e che, anche grazie alla solidarietà italiana ora è ritornata a camminare e a vivere normalmente. Ma anche azioni di sostegno collettivo: il gruppo di bambini che vivono a duecento metri dal fronte a Miniera Gagarin (Gorlovka) ai quali nel 2016 e anche quest'anno aiuteremo ad andare due settimane al mare di Tuapse per far dimenticare loro, per un po', la guerra vissuta quotidianamente sotto le bombe ucraine, ma anche asili, ospedali pediatrici e reparti oncologici delle molte città del Donbass. O Anna Tuv alla quale il nostro aiuto ha ridato letteralmente un braccio per dare una speranza di vita ai suoi due figli di 4 e 2 anni che hanno vissuto la morte del padre e della sorella maggiore a causa del bombardamento, nel maggio 2015, della loro casa nella città di Gorlovka. Purtroppo l'elenco potrebbe continuare per altre decine di casi. Il Donbass rimane una ferita sanguinante nell'Europa ipocrita che predica la pace e sostiene il regime anticostituzionale e guerrafondaio di Kiev. Noi cerchiamo di portare una concreta solidarietà alla Russia e alle popolazioni russofone che soffrono.

    — A Suo avviso, per quale motivo l'Europa e l'ONU stanno testardamente chiudendo gli occhi su tutto quello che sta succedendo ai bambini di Donbass che continuano a morire sotto le bombe? È possibile rompere questo silenzio?

    — La guerra contro la Russia nel Donbass è la guerra "che non c'è". E' la guerra contro la Russia che viene combattuta dal governo di Kiev, nato da un colpo di stato anticostituzionale, che risponde unicamente al proprio padrone, le forze economiche dominanti di oltre oceano. E questa guerra divampa, purtroppo, grazie alla scomparsa di quello che viene raccontato come "il primato dell'Europa democratica dei diritti umani". Questi valori europei sono scomparsi al primo colpo di cannone sparato sui bambini, sugli ospedali, sulle scuole, sulle abitazioni civili, sugli asili delle città e dei villaggi dell'Ucraina sud orientale — il Donbass. E l'Europa non ha solo taciuto, ma ha sostenuto e tuttora sostiene i bombardatori.

    Ma il silenzio sui bombardamenti della popolazione civile è rotto quotidianamente dalle migliaia di europei che non credono più, da tempo, alla disinformacija dei tromboni del mainstream. Ma anche se queste persone aumentano di giorno in giorno non sono ancora sufficienti a sconfiggere la bugia istituzionalizzata delle potenze economiche e culturali dell'occidente "democratico" governate dalla menzogna e dalla guerra ai popoli che vogliono solamente di vivere in pace secondo le proprie culture, storie e tradizioni, non volendo diventare sudditi del pensiero dominante. Per questa sua resistenza alla "occidentalizzazione" e "democratizzazione" la Russia è da anni sotto assedio. E noi parteggiamo per lei, per i deboli, i bombardati, gli innocenti. Per i bambini ai quali l'Europa (al comando USA) ruba la pace, la fanciullezza, la scuola, la salute e la vita. E gli aiutiamo come possiamo.

    — Come agisce Aiutateci a Salvare i Bambini per sensibilizzare l'opinione pubblica italiana su questo argomento eclatante? Nel corso del 2017 previsti i nuovi progetti per mostrare solidarietà ai bambini del Donbass?

    — Si, il nostro impegno umanitario e solidale continua. La Bella Italia sinora si è dimostrata molto solidale. Grazie ai tantissimi italiani che ci hanno aiutato con le loro donazioni abbiamo potuto accrescere le nostre capacità di aiuto alle vittime civili della guerra, ai bambini del Donbass. Il nostro sito www.aasib.org relaziona sugli interventi e le nostre pagine sui "social" informano puntualmente della situazione. Grazie anche a Sputnik la gente può conoscere la verità sul Donbass e sul mondo non "hollywoodializzato". Tutti possono partecipare alle nostre attività. A dare una mano a portare l'aiuto a chi non è rimasto che con le lacrime agli occhi. A volte finendo anche quelle.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    ONU, ONLUS, Europa, Russia
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