09:56 18 Novembre 2019
Portofino, Italia

L’Italia ha bisogno di un nuovo Rinascimento

© Foto: Wojtek Wyszkowski
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La bellezza sarebbe il punto forte dell’Italia, ma la politica oggi non investe nella cultura e nel bello. Non si tratta di un mero decoro urbano, la bellezza estetica delle città italiane è parte fondamentale della società. L’Italia ha bisogno di un nuovo Rinascimento, Sgarbi docet.

L'occhio italiano ha fatto il callo tant'è la bellezza ovunque ci si trovi: sono infiniti i magnifici scorci, i paesaggi mozzafiato e i preziosi monumenti architettonici. Il bello da secoli affianca la vita degli italiani, rispetto alla bellezza naturalistica che il nostro pianeta ci regala ovunque, la bellezza in Italia è creata dall'uomo. Per il potere, soprattutto nel Rinascimento, investire nella bellezza era importante, abbellire la propria città un dovere.

Vittorio Sgarbi e Tatiana Santi
© Foto : Tatiana Santi
Vittorio Sgarbi e Tatiana Santi
Oggi il bello sembra perdere il suo ruolo fondamentale per la politica e la società. Ci può essere polis senza bellezza? Effettivamente lungo la storia si sono alternati periodi di decadenza e di grande civiltà. "Ora è il momento buono per un nuovo Rinascimento", ha sottolineato lo storico dell'arte Vittorio Sgarbi in un'intervista rilasciata a Sputnik Italia.

— Vittorio, qual è il legame fra il bello e la politica, il bello e la giustizia?

— La giustizia è un tema dell'umanità, quindi si possono avere leggi, codici, Costituzioni più o meno garantiste. La giustizia serve per garantire qualcuno dal danno che gli fa un altro, quindi riguarda l'umanità.

La bellezza c'è ovunque nel mondo, c'è nei paesaggi. La bellezza creata dall'uomo invece è soprattutto in Italia. Non si può dare polis, cioè politica, senza bellezza. Ripeto, ovunque c'è bellezza, a Mosca e in tante altre parti del mondo. In Italia la bellezza è costituzionale, quindi è naturale, è la continuazione della natura. Goethe quando arriva in Italia a Vicenza vede la Rotonda, la bellissima villa sul colle, gli sembra che l'architetto abbia creato anche il colle. L'architetto però era Dio.

— La politica dovrebbe occuparsi anche del bello?

— Non puoi immaginare nessuna azione politica in Italia senza che tu abbia la bellezza. Nel libro "La Costituzione e la bellezza" scritto da me e Michele Ainis abbiamo immaginato che al primo articolo, senza togliere nulla alla formula, si debba aggiungere anche la bellezza. Ovviamente la Costituzione deve essere fondata sul lavoro, che non solo è un diritto: una persona, soprattutto la donna nel tempo in cui gli uomini erano prevalenti, soltanto se lavorava era indipendente. Assieme al lavoro però riteniamo vada aggiunto l'elemento dell'identità italiana e della bellezza. Si tratta di aggiungere una riga al primo articolo della Costituzione.

— Secondo lei perché in Italia oggi rispetto al Rinascimento non si investe nella bellezza e nella cultura?

— Perché è un mondo di ignoranti, per cui non esiste civiltà che sia espressa in simboli, come le piramidi e i templi greci. Gli ultimi 70 anni in Italia non c'è un solo edificio che meriti di essere guardato, c'è stato un distacco fra la politica e la bellezza.

— Che cosa si rischia con questo distacco fra la politica e la bellezza?

— Oramai la decadenza è cominciata, per cui l'Italia è diventato un Paese brutto. Se tu vai a Rossano Calabro o Ruvo per trovare la bellezza devi scavalcare una grande quantità di brutti palazzi. È terribile. Abbiamo rivestito la bellezza di orrore e adesso a parte me, che lo dico sul piano emblematico, anche il FAI parla di un'altra Italia. Bisogna evidenziare le nostre peculiarità. Per l'economia delle Maldive è fondamentale il mare, non c'è un Ministro delle montagne, no? L'Italia deve evidenziare e dare importanza alle proprie peculiarità.

— C'è bisogno di un ritorno al Rinascimento? Lei è speranzoso?

— Esattamente, con diversi livelli di consapevolezza bisogna tornare al Rinascimento, ora il momento è buono, quando si tocca il fondo non si può che ricominciare. Posso criticare tutto, ma sono ottimista. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Costituzione, politica, bellezza, cultura, Italia
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