11:02 15 Dicembre 2019
Il ponte dei sospiri, Venezia

Veneto sempre più vicino alla Russia

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Il Veneto, dove si svolgerà un referendum consultivo su una maggiore autonomia della regione, si batte in prima fila contro le sanzioni antirusse e da tempo coltiva i propri rapporti con Mosca. Il Veneto è sempre più vicino alla Russia.

Stefano Valdegamberi
© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
Stefano Valdegamberi
In seguito ad un referendum bloccato dalla Corte Costituzionale, il Veneto non si arrende e promuove un altro referendum, questa volta sull'autonomia della regione e non sulla sua indipendenza. La Venexit, in cui molti veneti sperano, è infatti una possibilità per il momento utopica, perché secondo la Costituzione Italiana la Repubblica è una e indivisibile.

La guerra economica contro la Russia ha danneggiato numerosissime imprese venete, da tempo legate al mercato russo, e la regione è fra le prime in Italia ad avere messo sul tavolo risoluzioni e progetti per invertire questa tendenza autolesionista. Al di là delle sanzioni, volute dall'Ue e gli Stati Uniti, ma sottoscritte anche dall'Italia, il Veneto mantiene e sviluppa relazioni sempre più strette con la Russia. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Stefano Valdegamberi, consigliere regionale della regione Veneto.

—  Stefano Valdegamberi, a che punto si trova il vostro percorso verso l'indipendenza del Veneto?

—  Noi avevamo approvato due leggi, la prima per fare un referendum chiedendo la volontà di esprimersi sulla possibilità che il Veneto sia uno Stato sovrano. Questa legge, di cui io ero il promotore, è stata bloccata dalla Corte Costituzionale, è stata dichiarata illegittima. Nel frattempo abbiamo fatto una seconda legge dove avevamo chiesto di fare comunque un referendum sull'autonomia del Veneto, perché ancor prima dell'indipendenza noi non abbiamo neanche l'autonomia. Siamo una regione fra quelle che contribuiscono di più allo Stato e siamo fra quelle che ricevono di meno dallo Stato. Paghiamo quindi l'inefficienza degli altri.

Abbiamo pertanto chiesto maggiore autonomia per poter gestire nel territorio alcune competenze statali e allo stesso tempo trattenere le risorse per poter svolgere i nostri servizi. Questo secondo referendum ci è stato concesso, abbiamo già stanziato i soldi, abbiamo solo chiesto allo Stato di poter svolgere il referendum in occasione di altre elezioni per abbattere i costi. Lo Stato non ci ha ancora risposto, se non risponderà, noi comunque lo faremo.

—  Avete intenzione di continuare la vostra battaglia per l'indipendenza?

—  Questa battaglia certamente non viene accantonata, ma richiede una maturazione e consapevolezza maggiori da parte della popolazione. Se chiedi per strada sono tutti d'accordo, però alla fine sembra una cosa talmente impossibile che la gente non ci crede.

Io sono per una visione di Europa diversa da quella attuale: l'Europa si occupi della politica estera e finanziaria, poi vi sono temi riguardanti strettamente i territori. L'Europa dovrebbe essere lo Stato declinato nei vari territori, superando gli Stati nazionali di oggi, la mia è una visione futuristica, ma è l'unica prospettiva perché l'Europa abbia senso. Così com'è congeniata adesso l'Europa, priva di politica e fatta di vincoli, sarà subalterna alla politica di altri e non seguirà i propri interessi. È un Europa, quindi, che sarà destinata a fallire.

— L'indipendenza del Veneto però è incostituzionale, l'Italia infatti è una e indivisibile secondo la Costituzione.

—  Certamente, è incostituzionale se la guardiamo nella prospettiva del diritto nazionale, se la guardiamo nella prospettiva del diritto internazionale il popolo è sovrano quando si esprime e si autodetermina. Si tratta di un'espressione pacifica e volontaria. Le costituzioni sono la rappresentazione dei principi fondamentali di una volontà popolare in un determinato periodo storico, ma non sono eterne.

—  Al di là delle sanzioni e della politica nazionale italiana, il Veneto ha instaurato dei rapporti diretti con la Russia, no?

— Noi abbiamo dei rapporti molto forti con la Russia. In questo momento sto andando all'aeroporto, vado a prendere un amico che viene proprio dalla Russia! Ci sono rapporti anche di amicizia, di stretto contatto, non solo a livello istituzionale. Anche se sappiamo che non è compito nostro, come regione Veneto vogliamo differenziarci dal resto della politica italiana: riteniamo che sia un grave errore continuare ad alzare barriere contro la Federazione russa, io sogno un'Europa che sia inclusiva della Russia e non esclusiva. La Russia è parte dell'Europa, la cultura russa fa parte della cultura europea. Vorrei che si creasse un'area di mercato da Vladivostok a Lisbona, un'area quindi dove mettere le nostre forze, le nostre creatività, la nostra capacità produttiva italiana assieme alle materie prime e le risorse che noi non abbiamo. Insieme potremmo creare una grande potenza civile, ma anche economica. Questa strategia eurasiatica dà molto fastidio a qualcuno.

—  Le sanzioni vi hanno dato un input e alla fine, possiamo dire, vi siete avvicinati ancora di più alla Russia?

—  Da una parte le sanzioni hanno rovinato parecchie nostre imprese e continuano a crearci parecchi danni. Non esprimo più auspici, perché sembra di parlare con un Parlamento europeo sordo e cieco. Dall'altra parte le sanzioni ci hanno anche consentito di riscoprire da più vicino il mondo russo, ci hanno riavvicinato e noi siamo pronti, per quando verranno tolte le sanzioni, ad avere una marcia in più con Mosca nei rapporti politici, culturali ed economici.

Abbiamo instaurato delle relazioni di amicizia reciproca, stiamo lavorando insieme su diversi progetti, stiamo portando le imprese italiane in Russia e in occasione del Forum di Yalta avrò 30 imprese italiane importanti che si avvicineranno non solo alla Crimea, ma al mondo russo in generale. Abbiamo voglia di creare contatti e di aprirci, purtroppo la politica va in un'altra direzione, ma io essendo un politico, devo fare in modo che le cose cambino. Questa è la mia missione, per questo mi hanno votato i cittadini.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Indipendenza, Stefano Valdegamberi, Veneto, Italia, Russia
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