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    Agente delle forze speciali turchi

    Comprendere il clima politico in Turchia attraverso il prisma del fallito golpe

    © AP Photo/ Hussein Malla
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    Ahmet Ucok
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    Articolo a firma del Colonnello dell'esercito turco Ahmet Ucok sulle ragioni che hanno condotto al fallito golpe del 2016 e sulla determinazione del Governo turco a garantire la sicurezza del Paese in vista del prossimo referendum.

    Il 16 aprile, il popolo turco sarà chiamato a pronunciarsi sul referendum costituzionale che deciderà il futuro assetto della Repubblica Turca, mentre politici e opinion makers di tutta Europa commentano i recenti sviluppi della politica in Turchia comodamente seduti nei loro uffici di Bruxelles, Parigi e Londra. Tuttavia, molti di loro non comprendono a pieno le sfide decisive affrontate dalla democrazia turca negli ultimi decenni e culminate nel tentato golpe del 15 luglio 2016.

    Cos'è realmente accaduto in quella notte? Politici e opinionisti, europei e non, hanno dato una risposta semplice e sbrigativa a questa domanda, attribuendovi delle soluzioni altrettanto riduttive: "I militari hanno organizzato un colpo di stato. È fallito. Ora andiamo avanti come prima".

    Questa soluzione è fondata su assunti superficiali e falsi. Fondamentalmente, si sottostima la portata del morbo che ha afflitto il corpo politico turco, così come la profondità ed estensione del lavoro preparatorio che ha reso tutto ciò possibile.

    Per 40 anni la rete facente capo a Gülen ha lavorato per infiltrare suoi fedeli all'interno della Repubblica Turca, con metodi sofisticati e un'ampia capacità di penetrazione. I gülenisti hanno utilizzato nomi in codice, comunicato tramite sistemi criptati, riportato a una gerarchia parallela di "fratelli" e intercettato sistematicamente le istituzioni dello Stato. Hanno rubato i test per accedere all'accademia militare, così da aiutare i loro candidati: nel solo 1987 sono stati ammessi oltre 1.300 studenti riconducibili al movimento gülenista, mentre oggi ammonterebbero a circa 100.000 unità. Dei 358 generali delle forze armate turche, 160 sono collegati a questa organizzazione.

    Sarò chiaro: la loro influenza non è positiva. L'obiettivo di questo movimento politico è destabilizzare la Repubblica Turca. Ho visto con i miei occhi quello di cui è capace il movimento: sono stato imprigionato perché accusato di aver preso parte a un colpo di Stato conosciuto con il nome di Caso Balyoz, in occasione del quale gli agenti della FETÖ hanno prodotto delle prove false per eliminare gli oppositori.

    La Repubblica Turca è fondata su un modello costituzionale comune a molti Paesi: governo repubblicano, uguaglianza dinanzi alla legge, separazione dei poteri. Tuttavia, questi principi non offrono nessuna risposta alle domande poste dall'infiltrazione dei gülenisti nelle forze armate turche. Come dovrebbe rispondere la società turca quando l'integrità del potere giudiziario è compromessa dalla penetrazione di un movimento terroristico, quando gli agenti di polizia fanno capo alla gerarchia gülenista piuttosto che alla linea di comando che gli spetta, o quando le sezioni militari sono controllate da attivisti politicamente schierati che non hanno nessuna remore a eseguire dei raid aerei sul Parlamento Turco? La società turca è in stato di shock. È vitale che i Paesi partner della Turchia e quelli vicini comprendano esattamente perché.

    La sfida che si pone oggi è quella di restaurare l'integrità originaria delle istituzioni turche. Dinanzi a noi si trovano allo stesso tempo grandi difficoltà e opportunità e il referendum rappresenta un passo avanti per curare la società turca: per la prima volta nella storia della Repubblica, il potere militare potrà essere soggetto al controllo civile di un Governo democraticamente eletto, un cambiamento impensabile anche soltanto qualche anno fa. Quegli ufficiali e funzionari pubblici che sono stati marginalizzati dalla vecchia guardia gülenista sono stati riabilitati, mentre l'inedita unità di intenti nell'opporsi al colpo di Stato ha chiarito come la stragrande maggioranza della Turchia sostenga i principi democratici.

    Il periodo straordinario di turbolenze che la Turchia sta affrontando metterebbe a dura prova la capacità di resistenza di qualsiasi Paese, tuttavia, la Repubblica Turca è determinata ad affrontare con determinazione le sfide poste da ETÖ, PKK, ISIS e milioni di migranti, nel mutuo interesse con l'Europa, la cui sicurezza è intimamente connessa alla stabilità della Turchia.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

    Tags:
    Sicurezza, Referendum, Colpo di stato in Turchia, Turchia
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