10:05 15 Ottobre 2018
Centro di rappresentanza DNR a Torino

Riconosciuto lo status di “Protezione sussidiaria” a una cittadina di Donetsk

© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
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Eliseo Bertolasi
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Olga, una cittadina ucraina originaria di Donetsk, assistita dal Centro di Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk, ha ottenuto dalla Commissione territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale della Prefettura di Torino lo status di "protezione sussidiaria" diventando a tutti gli effetti una "rifugiata".

La Commissione governativa, ha riconosciuto legittimo e attuale il timore di Olga, in quanto civile, qualora rientri a Donetsk, di poter finire vittima della guerra tuttora in corso nel Donbass, seppur meno intensa rispetto al 2014.

Nel caso specifico, la Commissione aveva tenuto in sospeso la richiesta presupponendo che il conflitto fosse sospeso dal cessato il fuoco e dagli accordi di Minsk. Il Centro di Rappresentanza, tuttavia, tramite assistenza legale gratuita alla propria assistita è riuscito a dimostrare alla Commissione che, di fatto, non solo il conflitto è ancora in corso, ma che la stessa città di Donetsk è sempre stata interessata dai bombardamenti da parte delle forze armate ucraine. 

Il provvedimento della Commissione assume quindi una valenza a dir poco "rivoluzionaria", poiché cancella con un colpo di spugna le dichiarazioni euro-atlantiste sul conflitto ucraino, mistificato come semplice operazione anti-terrorismo (ATO) contro sedicenti milizie separatiste.

Questo provvedimento conferma inoltre il ruolo del Centro di Rappresentanza della DNR a Torino che seppur aperto da poco, sta già lavorando a ritmo sostenuto.

Il documento della Commissione territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale della Prefettura di Torino che riconosce lo status di protezione sussidiaria
© Foto : Fornita da Eliseo Bertolasi
Il documento della Commissione territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale della Prefettura di Torino che riconosce lo status di "protezione sussidiaria"

Numerose sono le richieste, già pervenute, da parte d'immigrati ucraini che invece di contattare l'ambasciata ucraina si rivolgono al Centro per l'ottenimento del passaporto, in questo caso quello della DNR (riconosciuto dalla Federazione Russia); richiesta già inoltrata anche da Olga.

Altre tre cittadine ucraine hanno già presentato richiesta per pratiche finalizzate al riconoscimento dello status di "protezione sussidiaria":

Elena di Donetsk, che vive a Torino e ha chiesto asilo per la madre che vive in un'area di conflitto ora occupata dalle truppe di Kiev;

Elena di Lugansk, con la casa distrutta a Debaltsevo, che vive a Modena e chiede asilo per sé stessa;

Alessia di Donetsk, che ha chiesto asilo per la sorella e per la nipotina di 8 anni residenti a Gorlovka, città particolarmente martoriata dalla guerra, e teme con apprensione che possano finire vittime sotto i bombardamenti ucraini.

Ecco come Maurizio Marrone responsabile del Centro di Rappresentanza commenta il risultato:

"Non aveva fatto in tempo il Sottosegretario agli Esteri Amendola, interrogato da una pletora di parlamentari democrats, a sostenere l'unanimità dell'orientamento politico internazionale di negare "legittimità alle sedicenti Autorità di Donetsk e di Lugansk, aree sotto il controllo dei gruppi separatisti", e sbandierare invece "il sostegno alla sovranità dell'Ucraina e alla sua integrità territoriale", oltre a ribadire che la Rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk in Italia non avrebbe "alcun rapporto con le istituzioni, senza status diplomatico", che questa novità sopraggiunge a smentirlo. E, ironia della sorte, sopraggiunge proprio da un altro Ministero italiano, quello dell'Interno. Evidentemente al Ministero degli Esteri dell'esecutivo Gentiloni non solo ignorano o fingono d'ignorare cosa accade nel Donbass, ma anche cosa accade negli altri Dicasteri del loro stesso Governo".

Anche Olga ha voluto esprimere le sue impressioni:

— Sono molto contenta! Erano tre anni che aspettavo questo riconoscimento. Finalmente è arrivato! Non ci speravo più, e per questo ringrazio il Centro di Rappresentanza della DNR.

— Cosa l'ha spinta a chiedere lo status di "rifugiato"?

— Io sono partita da Donetsk il 22 aprile del 2014 per l'Italia e sono arrivata a Torino. Dopo tre giorni hanno chiuso l'aeroporto di Donetsk, ed è iniziata la guerra. Pensavo la guerra finisse al più presto. Poi col passare dei mesi io e il mio compagno italiano abbiamo capito che la guerra non sarebbe finita presto. Io non potevo tornare a casa, avrei rischiato di finire sotto i bombardamenti, allora ho fatto richiesta per lo status di "rifugiato". 

— Perché si è rivolta al centro di rappresentanza della DNR e non all'ambasciata ucraina?

— Inizialmente ho fatto domanda per lo status di "rifugiato" alla Prefettura di Torino e aspettavo una risposta. Poi ho saputo tramite mia madre che vive a Donetsk che aprivano il Centro di rappresentanza della DNR a Torino. Ho telefonato a Maurizio Marrone e sono stata aiutata. Non ho chiesto aiuto all'ambasciata Ucraina perché siamo in guerra: l'Ucraina contro la DNR. 

— Dovendo passare per Kiev per tornare a Donetsk non teme per la sua sicurezza?

— Sì, ho molto paura a passare per l'Ucraina.

Il provvedimento emesso dalla Commissione assume ora valenza di esempio per eventuali richieste analoghe.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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guerra civile, rifugiati, Sussidio, Crisi in Ucraina, Accordi di Minsk, Torino, Repubblica Popolare di Lugansk, Repubblica popolare di Donetsk, Donbass, Italia, Ucraina
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