08:10 23 Ottobre 2020
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La città della moda, del design e degli affari... Esiste anche un’altra Milano però, quella dei bambini che vivono in povertà assoluta. Sono più di tredici mila i minori a soffrire la fame a Milano, ma nasce un progetto per combattere questo triste fenomeno.

Negli ultimi anni la povertà a livello nazionale in Italia è aumentata in maniera esponenziale, fra i più colpiti ovviamente risultano le famiglie e quindi anche i minori. Si tratta di un fenomeno molto preoccupante e sentito sia in Italia sia in Russia.

Giuseppe Guzzetti
© Foto : fornita da Giuseppe Guzzetti
Giuseppe Guzzetti

Non si possono chiudere gli occhi di fronte alla fame e alla povertà dei bambini, cioè il futuro, come si ama ripetere spesso, della nostra società. Ebbene, a Milano, dove si recherà prossimamente Papa Francesco visitando i quartieri più poveri della città, è nato un progetto per cambiare le cose. Sputnik Italia ha intervistato direttamente il promotore del programma, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell'Acri.

— La Fondazione Cariplo ha già stanziato 12 milioni di euro in un progetto volto ad aiutare i bambini di Milano che vivono in povertà. Presidente Guzzetti, qual è l'obiettivo del progetto?

— Noi abbiamo appreso nel dicembre dello scorso anno da alcuni enti che operano nel sociale, come la Caritas Diocesana, che nella città di Milano vivono 13 mila bambini in povertà assoluta, bambini che mangiano solo quando c'è la possibilità o non mangiano proprio. Siccome la nostra Fondazione, accanto a tanti progetti nel settore dell'arte, della cultura e dell'ambiente, ha una priorità assoluta che riguarda momenti della vita dove bisogna dare speranza alle persone. Uno di questi momenti è l'infanzia.

La bandiera della Cina
© Sputnik . Maxim Bogodvid

La Fondazione Cariplo ha deciso di fare immediatamente un intervento straordinario di contrasto ponendosi l'obiettivo che in tre anni si riesca ad estirpare la fame dei bambini dalla città di Milano.

— Com'è strutturato il progetto?

— Il progetto è diviso in due fasi. La prima è stata un intervento immediato, abbiamo verificato assieme agli enti pubblici le condizioni di vita di questi bambini. Il progetto consiste in 12 milioni di euro nel triennio, che abbiamo già stanziato. Dobbiamo raccoglierne altri 13 per realizzare il progetto, naturalmente stiamo contattando enti che abbiano sensibilità su questo tema.  I primi due enti che hanno dichiarato la loro disponibilità sono state l'amministratore delegato di Intesa San Paolo Carlo Messina, il quale ha fatto deliberare dalla banca un contributo di 3 milioni di euro. La Fondazione Vismara ne ha stanziati 4 milioni e mezzo. Rispetto ai 13 milioni da totalizzare, siamo a buon punto e andremo avanti nella raccolta.

La nostra Fondazione Cariplo ha stanziato subito 12 milioni, perché bisognava intervenire immediatamente sostenendo le attività degli enti del terzo settore, che già si occupano di questo fenomeno, cioè la Caritas, il Banco Solidale e altre associazioni.

— La presentazione di questo progetto coincide con il prossimo viaggio a Milano di Papa Francesco, giusto?

Bambini a Gorlovka
© Foto : di Eliseo Bertolasi

— Il progetto è partito a dicembre, nel frattempo vi è questa favorevole coincidenza della visita il 25 marzo di Papa Francesco a Milano. Noi siamo lo sponsor che ha erogato un contributo importante per sostenere tutte le spese che queste visite pastorali comportano, in quell'occasione presenteremo a Papa Francesco il nostro progetto.

Quando io incontrai Papa Francesco dopo il Congresso dell'Acri due anni fa a giugno del 2015, nel corso del nostro colloquio lui raccomandò al sistema delle Fondazioni una particolare attenzione al tema dei bambini che vivono in condizioni di povertà in Italia, i bambini che arrivano in Italia non accompagnati. Stiamo finanziando con altre Associazioni dell'Acri gli enti no profit privati e sociali che vanno sulle imbarcazioni che accolgono i migranti bambini non accompagnati e danno loro assistenza.

Per quanto riguarda la povertà infantile a livello nazionale abbiamo in corso come Acri con il governo un piano triennale, è un progetto sperimentale per capire come intervenire sull'educazione infantile e la povertà tout court. Finita la sperimentazione, vorremmo offrire un metodo e una modalità per contrastare in modo efficace la povertà infantile.

— La povertà in Italia negli ultimi anni è raddoppiata, è un fenomeno sul quale non si possono chiudere gli occhi, no?

— Assolutamente, dobbiamo mettere in testa le priorità dell'azione del governo, degli enti pubblici, del volontariato, delle fondazioni bancarie. Io sono dell'opinione che in Italia abbiamo tre problemi fondamentali, non risolvendoli noi invano correremo verso il progresso economico: la povertà infantile, la disoccupazione giovanile e la condizione di disagio degli anziani. Se lei guarda bene sono momenti di speranza: la speranza di un bambino che comincia a capire, a vivere nella società e non deve incontrare la fame; la speranza dei giovani che quando chiedono di lavorare noi non possiamo rispondere che il lavoro non c'è; infine è importante la serenità degli anziani.

— Come auspicio possiamo dire che ognuno nel suo piccolo può fare qualcosa e aiutare?

— Bisogna che tutti diano una mano. Quando io parlo della povertà infantile a Milano, la gente gira gli occhi, perché non ci crede. Nel momento in cui le persone prendono coscienza del fenomeno, sono disposte ad aiutare, siano associazioni o semplici cittadini. Due grandi istituzioni, una grande banca e un'istituzione importante per noi ambrosiani di Milano, come le dicevo hanno subito dato una mano concretamente. Se si conosce il fenomeno, la gente dà una mano d'aiuto.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
Intervista, Bambini, Milano, Italia
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