12:16 27 Febbraio 2017
    tomba etrusca

    Amore e sesso al tempo degli Etruschi

    © Foto: fornita da Tatiana Santi
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    Tatiana Santi
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    L’amore è il tema più affascinante e coinvolgente di sempre. Come ci si amava e qual era il rapporto fra uomo e donna nell’antichità? Rivisitando la civiltà etrusca si rimarrà colpiti dal concetto dell’eros dell’epoca e soprattutto dal ruolo della donna nella società. Benvenuti nel viaggio: amore e sesso al tempo degli Etruschi.

    Gli Etruschi sono una civiltà che intriga tuttora, un popolo da una lingua praticamente indecifrabile, avvolta da miti, ma che ci può anche raccontare una società incredibilmente moderna in termini di amore e di rapporti fra i due sessi.

    Claudio Lattanzi
    © Foto: fornita da Claudio Lattanzi
    Claudio Lattanzi

    "Amore e sesso al tempo degli Etruschi" è un saggio storico di Claudio Lattanzi (Intermedia Edizioni) che conduce il lettore attraverso l'eros dell'Antichità, confrontando gli Etruschi alle civiltà Romana e Greca. Questo viaggio alla scoperta di un mondo perduto mette a fuoco la dimensione della donna etrusca, indipendente e quasi alla pari dell'uomo.

    La donna nell'universo etrusco non è un oggetto a disposizione dell'uomo e il sesso non è un tabù, come avverrà nelle seguenti epoche, divenendo poi un vero peccato per il volere dei Padri della Chiesa. Un libro sull'amore, sul sesso e sulla donna di estrema attualità per i nostri giorni. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista l'autore del saggio Claudio Lattanzi, giornalista e scrittore.

    — Claudio, qual è la particolarità dell'amore al tempo degli Etruschi rispetto ai Greci e ai Romani, che lei mette a confronto nel suo libro?

    Amore e sesso al tempo degli Etruschi
    © Foto: fornita da Claudio Lattanzi
    "Amore e sesso al tempo degli Etruschi"

    — La particolarità della società etrusca nel confronto con le altre grandi civiltà del Mediterraneo è di avere una dimensione della donna che era equiparata a quella dell'uomo. Sugli etruschi non abbiamo moltissime informazioni, non sappiamo quale fosse lo status giuridico delle donne, però possiamo dire con certezza che ci fosse una situazione di condizioni quasi pari ai maschi. Questa è una grande novità e una grande anomalia nel panorama dell'antichità.

    Nelle civiltà Greca e Romana riscontriamo delle condizioni completamente diverse. Nella Grecia classica le donne vivevano da recluse, era preclusa loro qualsiasi forma di istruzione, non potevano uscire di casa se non per assistere alle tragedie. Ad una donna greca non capitava mai di conoscere un uomo che non fosse il proprio marito. Per le donne romane le condizioni erano analoghe.

    — Mentre per le donne etrusche?

    — Le donne etrusche godevano di grandi libertà civili, dei diritti di proprietà e addirittura davano il nome ai figli, era in vigore infatti il matronimico. Le persone si identificavano anche con il nome della madre. Parliamo quindi di una civiltà per certi aspetti moderna, molto femminile, in cui la donna non era considerata un oggetto a disposizione del maschio.

    • Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia
      Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia
      © Foto: fornita da Tatiana Santi
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      Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia
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    © Foto: fornita da Tatiana Santi
    Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia

    — Il cuore del suo saggio parla proprio del ruolo della donna etrusca. Sapendo come è evoluta la storia, la civiltà etrusca pare veramente moderna, troppo moderna per il suo tempo, no?

    — Sì, è insolitamente moderna, però tutto il libro ruota attorno a questa apparente modernità. Il significato di questo piccolo saggio storico è che questa modernità non è affatto un'anticipazione dell'emancipazione femminile, che avverrà solo con la rivoluzione sessuale del secolo scorso nel mondo occidentale. Si tratta piuttosto del retaggio di una civiltà arcaica, primitiva che è in diretto collegamento con una visione non patriarcale del rapporto uomo donna.

    La civiltà etrusca rappresenta lo spartiacque fra un mondo moderno, razionale, fondato sulla conoscenza dell'uomo e della natura e una civiltà precedente, in cui l'uomo è soltanto un pezzetto della natura e in cui la donna però viene esaltata come vera proprietaria spirituale del mondo. Il mondo antico è rappresentato dalla civiltà della Grande Dea. Gli Etruschi stanno in mezzo e queste reminiscenze di un'antichità perduta per sempre prima dell'affermazione del patriarcato, che trova un'espressione in queste forme di autonomia e emancipazione della figura femminile etrusca.

    — Il ruolo della donna è andato in seguito piano piano scemando, con l'avvento del Cristianesimo la figura della donna è cambiata molto. Possiamo dire che da questo punto di vista gli etruschi avevano una marcia in più?

    — Certo, perché gli Etruschi risentono degli echi di una civiltà che era la civiltà mediterranea precedente alle grandi invasioni dei popoli indoeuropei, cioè i Kurgan, gli Ittiti, gli Achei e gli Ebrei, che vivevano con una matrice patriarcale. Sono popoli dominatori, dove c'era violenza e distruzione, sostituirono all'agricoltura l'allevamento, costruirono le città fortificate. Sono popoli che hanno plasmato il mondo e che hanno imposto un modello patriarcale ad una società che non lo era affatto e che vedeva i rapporti fra i due sessi misurati da regole cooperativistiche e mutualistiche, piuttosto che da subordinazione del femminile al maschile. Questa subordinazione avverrà proprio da quel momento in avanti fino ai giorni nostri.

    Sappiamo bene che per esempio nell'ordinamento giuridico italiano è rimasto in vigore il delitto d'onore fino al 1981. Dal 5 mila a.C. fino ad oggi si è scritta un'altra storia, l'hanno scritta gli uomini sulla base di una trasformazione economica, sociale e militare, con l'arrivo dei popoli indoeuropei.

    — Durante le epoche che hanno seguito gli Etruschi, soprattutto con il Cristianesimo, il concetto del sesso è stato stravolto. Questa sfera è stata affiancata al peccato. Da un'epoca dove le scene erotiche erano tranquillamente raffigurate sui vasi e le pareti domestiche, si è passati ad un'epoca dove il sesso è diventato tabù, giusto?

    Il presidente degli USA Donald Trump e la first lady Melania Trump si lanciano nel primo ballo presidenziale al Liberty Ball, il 20 gennaio, 2017.
    © REUTERS/ Jonathan Ernst

    — Sì, il sesso è diventato un tabù in maniera fortissima, molto rigida con il dominio intellettuale assoluto dei Padri della Chiesa in una fase di passaggio dei secoli oscuri, appena dopo la fine dell'Impero Romano. Un gruppo di influentissimi Padri della Chiesa, come San Girolamo, Tertulliano e ancor prima San Paolo, costruiscono un'interpretazione delle Sacre Scritture all'insegna di una visione sessuofobica, misogina. Proprio qui nasce l'idea del peccato, per la prima volta si associa l'idea della vita sessuale non ad un vitalismo naturale e normale dell'essere umano, ma ad una violazione di regole religiose. Tutto questo perché quelle poche persone, che godevano però di un grande prestigio e di una grande autorità, hanno interpretato a modo loro le Sacre Scritture. Loro hanno inventato l'idea del peccato.

    Il Cristianesimo non viene dal nulla, nasce dall'incontro fra l'ellenismo e lo stoicismo. Lo stoicismo già aveva una visione moralistica molto forte, pensiamo a Seneca. Il sesso diventa però un peccato solo e definitivamente con l'autorità morale dei Padri della Chiesa.

    — Oggi è San Valentino, si festeggia l'amore. Il dibattito sul ruolo della donna nella società e sui rapporti fra uomo e donna oggigiorno è quanto mai vivo. Possiamo dire che la rilettura della civiltà etrusca è estremamente attuale?

    — La civiltà etrusca non avrebbe nemmeno potuto concepire l'idea della festa di San Valentino, come non avrebbe potuto concepire una festa dedicata alle donne, perché le donne nella società erano sempre parificate all'uomo. Le donne non erano dei soggetti da proteggere o da celebrare in una sola circostanza. È un concetto che non avrebbero potuto elaborare.

    Il libro alla fine analizza la genesi del patriarcato, quando è nata la dominanza del maschile sul femminile. Gli Etruschi sono un popolo che ha resistito fra un mondo in cui questo fenomeno non c'era e un altro mondo dove si affermava questo valore dominante. Spero che il libro possa suscitare delle riflessioni utili sia agli uomini sia alle donne.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Storia, Intervista, Grecia
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    Tutti i commenti

    • Harald
      Ho letto quattro righe e poi mi sono fermato....ero incuriosito dal titolo....AMORE E SESSO AL TEMPO DEGLI ETRUSCHI....azz pensavo di leggere che lo facevano voltati di spalle....invece le solite chiacchiere da femministe.
    • Pompili
      Cosa centrano gli etruschi con il cristianesimo...
      Se parlate degli etruschi limitatevi a quello, se volete parlare di Cristianesimo fate un articolo a parte.
      Se poi, per voi, i diritti della Donna sono quelli di potersi scegliere a chi darla, beh, teneteveli stretti sti diritti.
      Articolo molto scorretto, sembra quasi di volerla buttare in "caciara" col proposito di colpire i cristiani ( quelli veri), non bastasse il Papa a farlo.
      Comunque la vostra emancipazione femminile ci ha portato ad essere ciò che siamo, se non esiste più cultura, educazione ed altro, è proprio grazie alla "spoliazione" della Donna. Era costei a mandare avanti il focolare, mio nonno mi diceva sempre che l'uomo in casa non contava un c...o, che i pilastri fondanti la stessa è sempre stata la Donna, e questo, i famosi noti, lo sanno benissimo. Per poter distruggere la società si deve passare attraverso la Donna, facendole credere che la libertà consistesse nell'indipendenza economica e sessuale.
      Ed ora eccoci quà, abbiamo demandato l'educazione dei nostri figli allo Stato ( dei soliti noti), la famiglia non esiste più e la Donna è tornata ad essere quella etrusca, la da a chi vuole, ma la loro cultura è sparita dalla storia.
      Ma signora Santi a che prò questo articolo?
      Saluti
      Marco

      PS: Non crediate che mio nonno sia stato un "bigotto", fu pure scomunicato, perché nell'immediato dopo guerra gli aiuti che venivano mandati dagli americani, il caro sindaco del paese li "intercettava" e li vendeva nel suo negozietto. Durante l'omelia zì prete invitò gli astanti a votare per la DC del caro sindaco che aveva anche affisso lo scudo crociato al di sopra del suo bel negozietto, al che, il mio "nonnino" interruppe zì prete e disse: bravi...bravi...lo scudo a voi, e la croce a noi...
      Scomunicato
    • avatar
      xplorer
      La parità dei sessi non è così rara nell'antichità: gli antichi Celti la cui estensione geografica era quasi paneuropea avevano una parità sostanziale, idem i Vichinghi. Altre civiltà storiche non facevano grandi differenze, ben fuori dall'Europa.

      La grande repressione e mortificazione del sesso è riconducibile sopratutto alle grandi religioni monoteiste.
    • sputnik_2In risposta Pompili(Mostra commentoNascondi commento)
      Pompili, concordo; bisogna ammettere però che il signor Lattanzi ha saputo rispondere. L'errore che spesso viene fatto è confondere il cristianesimo con il cattolicesimo dei preti.
      Saluti.
    • avatar
      pierpaolo.poldrugo
      La parità dei sessi non è una cosa rara tra le civiltà estinte, anzi.
      Non deve meravigliare se gli Etruschi sono da annoverare tra quelle.
    • PompiliIn risposta sputnik_2(Mostra commentoNascondi commento)
      Buona sera sputnik_2.
      Ribadisco, cosa centra il Cristianesimo, il Clero con gli etruschi? Quando scrivi un articolo del genere dove vuoi andare a parare? La Roma dei primordi era etrusca. i sette Re di Roma, i Tarquini, erano etruschi, eppure era fortemente patriarcale. A quanto sembra, o perlomeno dalle mie letture, la Roma prisca effettuava sacrifici umani ( sono state trovate due bambine sepolte sotto le prime due porte di Roma), poi però c'è stato qualcosa che ha cambiato il tutto perché in seguito i romani aborrivano il sacrificio umano ( prova ne è che sterminarono i Druidi Celti che ne fecero a gogò). I romani già da pagani erano patriarcali, ma alla Donna era riservato un compito, quello più difficile, infondere la "coscienza" alla prole. Non a caso la Matrona romana godeva di poteri non indifferenti, e così è stato fino all'esistenza di una chiesa forte. Quale religione insegna che bisogna rispettare la Donna fosse anch'essa una prostituta ( chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra)? Non ne conosco altre...
      Poi se vogliamo parlare degli errori del clero in quanto uomini beh, l'uomo per sua natura non è perfetto, per non parlare poi delle alte sfere ( Papi, Cardinali, ecc), ma quì si apre un altro argomento che riguarda il potere temporale del Papa. Questo potere al Papa fu dato dalle necessità del momento, ed in quel momento Roma fu abbandonata ed era alla mercè delle scorrerie dell'Attila di turno, per cui ben venga il potere temporale che investì Papa Leone I nell'affrontarlo ( magari ci fosse un altro Papa Leone I ora).
      Ribadisco la poca correttezza dell'articolo...
      Una buona serata
      Marco
    • sputnik_2In risposta Pompili(Mostra commentoNascondi commento)
      Pompili, Il cristianesimo con gli etruschi non centra niente. E su questo, ripeto, siamo d'accordo.
      Nell’articolo la giornalista dice che “con l’avvento del cristianesimo il concetto di sesso viene stravolto completamente” mentre l’intervistato non nega in modo diretto ma indirettamente e glissando dice la verità ossia che “il sesso è diventato un tabù in maniera fortissima, molto rigida con il dominio intellettuale assoluto dei padri (padri=socieà patriarcale) della Chiesa”, aggiungerei apostolica cattolica romana, che altro non è che il proseguio dell’impero romano che perdura tutt’oggi. Nel cristianesimo il ruolo della donna non viene stravolto, anzi è proprio la "chiave" che i “padri” della chiesa (assemblea) ci hanno sempre nascosto. Per concludere, visto che l’ottimo sig. Lattanzi ha parlato di popoli kurgan indoeuropei, prettamente domininatori di matrice patrialrcale, consiglio la lettura della straordinaria opera di Marija Gimbutas: “La Civiltà della Dea – Il mondo dell’antica europa” (vol. 1 e 2) per capire meglio il ruolo centrale della donna (Dea) nel tardo paleolitico e successivo neolitico.
      Cordialmente.
    • PompiliIn risposta sputnik_2(Mostra commentoNascondi commento)
      Buon giorno signor Sputnik_2.
      Perfetto! Abbiamo ambedue stabilito che la cultura etrusca con il Cristianesimo non c'entra nulla,
      allora mi spiega per quale motivo, in quest'articolo, viene tirata in ballo? Qual'è il paragone,
      visto che non sono nemmeno coeve, visto che tra queste due c'è stata di mezzo la cultura romana?
      Perché la Fede Cristiana/Cattolica, e non, ad esempio, il Buddismo? Lei scrive che con l'avvento
      del Cristianesimo il concetto di sesso è diventato un tabù, nulla di più errato, lo era già con
      i romani, ed, infatti, Lei, in seguito, scrive che la Chiesa Romana Apostolica Cattolica non è
      altro che il prosequio della cultura romana ( il Pontifex è li ha dimostrarcelo), riguardo al
      fatto che questa cultura ( Cattolica Romana) persiste fino ad oggi, beh, anche in questo non siamo d'accordo, ampliando il discorso, la cultura Greco/Romana è stata distrutta da quella luterana/anglicana/calvinista. Per farle un esempio nella cultura Greco/Romana era prevista l'Assistenza ai più bisognosi, mentre per l'altra cultura era prevista la Carità che non prevedeva il “miglioramento” del soggetto ma semplicemente, il miglioramento di colui che la effettuava al cospetto di Dio, un po', se vuole, la cultura indiana brahamitica delle caste, ecco, questo stà diventando l'Europa oggi.
      Scrive anche che nel Cristianesimo il sesso diventa un tabù, cosa vuol dire un tabù? I cristiani non lo facevano perché era un tabù? O piuttosto lo vivono nell'intimità del loro Amore? Se poi per sesso
      intendiamo quello sfrenato delle “Baccanali” beh, si vada a leggere cosa succedeva in quei frangenti e cosa ha dovuto fare il Senato per porre fine a quel bordello ( Tito Livio “Ab urbe condita” mi pare).
      E comunque è pieno il mondo di questi esempi come la “Prostituzione Sacra” in oriente ed estremo oriente in primis, o nel culto della Dea Madre da lei citata.
      Certo, i fini possono apparire anche nobili, ma alla fine sempre di prostituzione si tratta...
      ...comunque sempre meglio la Prostituzione Sacra che il Sacrificio Umano no?!
      Vede signor sputnik_2 ognuno di noi è ciò che “vive”, e ciò che io ho “vissuto” mi ha portato a vedere le cose in un modo diverso dal suo che ha avuto un altro percorso.
      Quando vedo nel mondo, il trattamento riservato ai cristiani (anche dal Vaticano stesso), beh vuol dire che se il sistema vuole sopprimere questa gente/credenti qualche fastidio lo danno.
      Sa una cosa? Per come la vedo io il più grande “rivoluzionario nella storia dell'Uomo è Gesù il Cristo...

      Le auguro una serena giornata

      Marco
    • sputnik_2In risposta Pompili(Mostra commentoNascondi commento)
      Pompili, Forse sta fraintendendo. Le domande non deve porle a me, che mi sembra di essermi già espresso in modo chiaro, ma alla giornalista che ha scritto l'articolo. Comunque per essere ancora più chiaro mi devo ripertere (infondo non c’è due senza TRE): nella prima risposta (anche nella seconda) le ho dato ragione in merito alla sua obiezione nell’errata associazione tra etruschi e cristiani e concordo anche con quanto detto dal sig. Lattanzi nell’articolo. Inoltre lei mi accusa di aver scritto che con il cristianesimo il sesso diventa tabù. In realtà ho detto l’esatto opposto, forse le è sfuggiata la seconda parte della mia seconda risposta. Se si riferisce al virgolettato mi sono limiato a citare quanto detto dalla giornalista, che disapprovo, quindi perchè se la prende con me?
      Ricambio l’augurio di una serena giornata.
      Salute per il corpo, saggezza per la mente e serenità per lo Spirito. (cit.)
    • PompiliIn risposta sputnik_2(Mostra commentoNascondi commento)
      Mi scuso se le ho dato l'impressione di avercela con lei, non è affatto così, mi ripeto: ognuno di noi è ciò che ha vissuto. Però, in due parole, mi pare che ciò che ha scritto "giustifichi" lo "sconfinamento" dell'articolo nell'ambito del Cristianesimo, ed io questo non lo tollero, non la sua eventuale giustificazione, ma lo sconfinamento...
      Chi scrive degli articoli ha dei doveri ( correttezza), mentre chi commenta ha dei confronti, come me e lei.
      Mi scuso ancora e le auguro una buona nottata.
      Marco
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