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    tomba etrusca

    Amore e sesso al tempo degli Etruschi

    © Foto: fornita da Tatiana Santi
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    Tatiana Santi
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    L’amore è il tema più affascinante e coinvolgente di sempre. Come ci si amava e qual era il rapporto fra uomo e donna nell’antichità? Rivisitando la civiltà etrusca si rimarrà colpiti dal concetto dell’eros dell’epoca e soprattutto dal ruolo della donna nella società. Benvenuti nel viaggio: amore e sesso al tempo degli Etruschi.

    Gli Etruschi sono una civiltà che intriga tuttora, un popolo da una lingua praticamente indecifrabile, avvolta da miti, ma che ci può anche raccontare una società incredibilmente moderna in termini di amore e di rapporti fra i due sessi.

    Claudio Lattanzi
    © Foto: fornita da Claudio Lattanzi
    Claudio Lattanzi

    "Amore e sesso al tempo degli Etruschi" è un saggio storico di Claudio Lattanzi (Intermedia Edizioni) che conduce il lettore attraverso l'eros dell'Antichità, confrontando gli Etruschi alle civiltà Romana e Greca. Questo viaggio alla scoperta di un mondo perduto mette a fuoco la dimensione della donna etrusca, indipendente e quasi alla pari dell'uomo.

    La donna nell'universo etrusco non è un oggetto a disposizione dell'uomo e il sesso non è un tabù, come avverrà nelle seguenti epoche, divenendo poi un vero peccato per il volere dei Padri della Chiesa. Un libro sull'amore, sul sesso e sulla donna di estrema attualità per i nostri giorni. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista l'autore del saggio Claudio Lattanzi, giornalista e scrittore.

    — Claudio, qual è la particolarità dell'amore al tempo degli Etruschi rispetto ai Greci e ai Romani, che lei mette a confronto nel suo libro?

    Amore e sesso al tempo degli Etruschi
    © Foto: fornita da Claudio Lattanzi
    "Amore e sesso al tempo degli Etruschi"

    — La particolarità della società etrusca nel confronto con le altre grandi civiltà del Mediterraneo è di avere una dimensione della donna che era equiparata a quella dell'uomo. Sugli etruschi non abbiamo moltissime informazioni, non sappiamo quale fosse lo status giuridico delle donne, però possiamo dire con certezza che ci fosse una situazione di condizioni quasi pari ai maschi. Questa è una grande novità e una grande anomalia nel panorama dell'antichità.

    Nelle civiltà Greca e Romana riscontriamo delle condizioni completamente diverse. Nella Grecia classica le donne vivevano da recluse, era preclusa loro qualsiasi forma di istruzione, non potevano uscire di casa se non per assistere alle tragedie. Ad una donna greca non capitava mai di conoscere un uomo che non fosse il proprio marito. Per le donne romane le condizioni erano analoghe.

    — Mentre per le donne etrusche?

    — Le donne etrusche godevano di grandi libertà civili, dei diritti di proprietà e addirittura davano il nome ai figli, era in vigore infatti il matronimico. Le persone si identificavano anche con il nome della madre. Parliamo quindi di una civiltà per certi aspetti moderna, molto femminile, in cui la donna non era considerata un oggetto a disposizione del maschio.

    • Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia
      Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia
      © Foto: fornita da Tatiana Santi
    • Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia
      Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia
      © Foto: fornita da Tatiana Santi
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    © Foto: fornita da Tatiana Santi
    Vaso etrusco dal Museo di Tarquinia

    — Il cuore del suo saggio parla proprio del ruolo della donna etrusca. Sapendo come è evoluta la storia, la civiltà etrusca pare veramente moderna, troppo moderna per il suo tempo, no?

    — Sì, è insolitamente moderna, però tutto il libro ruota attorno a questa apparente modernità. Il significato di questo piccolo saggio storico è che questa modernità non è affatto un'anticipazione dell'emancipazione femminile, che avverrà solo con la rivoluzione sessuale del secolo scorso nel mondo occidentale. Si tratta piuttosto del retaggio di una civiltà arcaica, primitiva che è in diretto collegamento con una visione non patriarcale del rapporto uomo donna.

    La civiltà etrusca rappresenta lo spartiacque fra un mondo moderno, razionale, fondato sulla conoscenza dell'uomo e della natura e una civiltà precedente, in cui l'uomo è soltanto un pezzetto della natura e in cui la donna però viene esaltata come vera proprietaria spirituale del mondo. Il mondo antico è rappresentato dalla civiltà della Grande Dea. Gli Etruschi stanno in mezzo e queste reminiscenze di un'antichità perduta per sempre prima dell'affermazione del patriarcato, che trova un'espressione in queste forme di autonomia e emancipazione della figura femminile etrusca.

    — Il ruolo della donna è andato in seguito piano piano scemando, con l'avvento del Cristianesimo la figura della donna è cambiata molto. Possiamo dire che da questo punto di vista gli etruschi avevano una marcia in più?

    — Certo, perché gli Etruschi risentono degli echi di una civiltà che era la civiltà mediterranea precedente alle grandi invasioni dei popoli indoeuropei, cioè i Kurgan, gli Ittiti, gli Achei e gli Ebrei, che vivevano con una matrice patriarcale. Sono popoli dominatori, dove c'era violenza e distruzione, sostituirono all'agricoltura l'allevamento, costruirono le città fortificate. Sono popoli che hanno plasmato il mondo e che hanno imposto un modello patriarcale ad una società che non lo era affatto e che vedeva i rapporti fra i due sessi misurati da regole cooperativistiche e mutualistiche, piuttosto che da subordinazione del femminile al maschile. Questa subordinazione avverrà proprio da quel momento in avanti fino ai giorni nostri.

    Sappiamo bene che per esempio nell'ordinamento giuridico italiano è rimasto in vigore il delitto d'onore fino al 1981. Dal 5 mila a.C. fino ad oggi si è scritta un'altra storia, l'hanno scritta gli uomini sulla base di una trasformazione economica, sociale e militare, con l'arrivo dei popoli indoeuropei.

    — Durante le epoche che hanno seguito gli Etruschi, soprattutto con il Cristianesimo, il concetto del sesso è stato stravolto. Questa sfera è stata affiancata al peccato. Da un'epoca dove le scene erotiche erano tranquillamente raffigurate sui vasi e le pareti domestiche, si è passati ad un'epoca dove il sesso è diventato tabù, giusto?

    Il presidente degli USA Donald Trump e la first lady Melania Trump si lanciano nel primo ballo presidenziale al Liberty Ball, il 20 gennaio, 2017.
    © REUTERS/ Jonathan Ernst

    — Sì, il sesso è diventato un tabù in maniera fortissima, molto rigida con il dominio intellettuale assoluto dei Padri della Chiesa in una fase di passaggio dei secoli oscuri, appena dopo la fine dell'Impero Romano. Un gruppo di influentissimi Padri della Chiesa, come San Girolamo, Tertulliano e ancor prima San Paolo, costruiscono un'interpretazione delle Sacre Scritture all'insegna di una visione sessuofobica, misogina. Proprio qui nasce l'idea del peccato, per la prima volta si associa l'idea della vita sessuale non ad un vitalismo naturale e normale dell'essere umano, ma ad una violazione di regole religiose. Tutto questo perché quelle poche persone, che godevano però di un grande prestigio e di una grande autorità, hanno interpretato a modo loro le Sacre Scritture. Loro hanno inventato l'idea del peccato.

    Il Cristianesimo non viene dal nulla, nasce dall'incontro fra l'ellenismo e lo stoicismo. Lo stoicismo già aveva una visione moralistica molto forte, pensiamo a Seneca. Il sesso diventa però un peccato solo e definitivamente con l'autorità morale dei Padri della Chiesa.

    — Oggi è San Valentino, si festeggia l'amore. Il dibattito sul ruolo della donna nella società e sui rapporti fra uomo e donna oggigiorno è quanto mai vivo. Possiamo dire che la rilettura della civiltà etrusca è estremamente attuale?

    — La civiltà etrusca non avrebbe nemmeno potuto concepire l'idea della festa di San Valentino, come non avrebbe potuto concepire una festa dedicata alle donne, perché le donne nella società erano sempre parificate all'uomo. Le donne non erano dei soggetti da proteggere o da celebrare in una sola circostanza. È un concetto che non avrebbero potuto elaborare.

    Il libro alla fine analizza la genesi del patriarcato, quando è nata la dominanza del maschile sul femminile. Gli Etruschi sono un popolo che ha resistito fra un mondo in cui questo fenomeno non c'era e un altro mondo dove si affermava questo valore dominante. Spero che il libro possa suscitare delle riflessioni utili sia agli uomini sia alle donne.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Storia, Intervista, Grecia
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