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    San Marino si candida a centro di dialogo internazionale per risolvere conflitti

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    Lo scorso dicembre a San Marino si sono svolte le elezioni generali, che hanno dato forma al nuovo Congresso di Stato (governo, ndr) della Repubblica più antica del mondo. Il posto chiave di segretario di Stato per gli Affari Esteri, Affari Politici e Problemi della Giustizia nel nuovo governo è stato preso da Nicola Renzi.

    Nicola Renzi
    © Foto: fornita da Sergey Startsev
    Nicola Renzi
    Insegnante di latino e greco 37enne, ha già alle spalle un'importante esperienza politica. Dal 2012 è membro del Grande Consiglio Generale (Parlamento, ndr) di San Marino, dal 2015 al 2016 è stato uno dei due capitani reggenti, che secondo la secolare tradizione della Repubblica assolvono i compiti di amministrare questo antico Stato all'interno del territorio italiano.

    Con l'arrivo di Renzi nel ruolo di segretario di Stato di San Marino, molti dei suoi concittadini ripongono speranze su una revisione della politica estera e su un ruolo più attivo che uno degli Stati più piccoli del mondo potrebbe ricoprire in ambito internazionale. Per testare la validità di queste aspettative e personalmente chiedere al nuovo capo della diplomazia di San Marino i suoi progetti futuri, il corrispondente in Italia di RIA Novosti Sergey Startsev si è recato al Monte Titano.

    Signor Segretario di Stato, la repubblica di San Marino ha un territorio molto piccolo ma una grande storia. Quali sono i valori fondanti della vostra repubblica?

    La realtà di San Marino ha delle origini molto lontane. E' nato nel 301 dopo Cristo e come narra la leggenda è stato fondato proprio da San Marino, il quale stava fuggendo da una persecuzione romana contro i cristiani. Quindi fuggiva dalla Dalmazia ed è venuto sul Titano e ha fondato questo stato. La storia è una storia lunghissima ed è una storia fatta da alcuni elementi cardine: il primo è la libertà, e quindi la difesa costante della libertà e della sovranità di questo paese, che non è mai venuta meno. Peraltro il nostro paese è stato preso ad esempio in molte fasi diverse della storia, perché è la più antica repubblica del mondo e di questo siamo evidentemente molto fieri. Tra l'altro ha dato prova di grandissima generosità: voglio fare solamente un esempio, quando durante la Seconda Guerra Mondiale sono stati ospitati a S. Marino tantissimi profughi che venivano dalla vicina Italia, oltre cento mila persone e pensate cosa vuol dire per il nostro territorio, che era un territorio neutrale e dunque non toccato dalla guerra, anche se purtroppo ci sono stati alcuni avvenimenti come i bombardamenti.

    Quindi la Repubblica di San Marino da quel momento ha sempre cercato di farsi riconoscere nel mondo: un valore aggiunto culturale molto forte per l'Europa e per il mondo, un modello di pace, un modello di neutralità e un modello costante di dialogo fra le diverse realtà, siano esse religiose, statuali o di qualunque altro tipo. La vocazione fondamentale che ha il nostro paese e quella di favorire sempre ed in ogni modo il dialogo.

    San Marino fa parte del Consiglio d'Europa e dello Spazio Comune europeo, usa l'euro, ma non è membro della UE. Dopo la sua elezione ha detto che uno dei primi passi sarà la firma dell'accordo di associazione con la UE: a che punto stanno le cose?

    Allo stato attuale la Repubblica di San Marino sta condividendo insieme ad altri due stati di piccole dimensioni — Andorra e Monaco — un negoziato che deve portare ad un accordo di associazione con l'Unione Europea. Questo è estremamente importante per noi, perché ovviamente il nostro obiettivo più importante è di poter avere accesso al mercato dell'Unione Europea essendo però considerati alla pari degli altri paesi che sono membri. La trattativa di negoziato che si sta svolgendo riguarda le quattro libertà fondamentali dell'UE (libertà di movimento di persone, capitali, merci e servizi) e il quadro istituzionale di riferimento. Questo significa aprire il nostro paese, renderlo un paese che dialoga in maniera molto più serrata con l'UE. Questo comporta maggiori vantaggi per la mobilità interna dell'Europa e per le aziende insediate nel nostro paese comporta forti semplificazioni per commercializzare all'interno del mercato europeo.

    Nel luglio del 2016 Russia e San Marino hanno festeggiato i 60 anni di rapporti diplomatici bilaterali. Come giudica lo stato delle relazioni fra i due paesi, oggi?

    E' ovvio che i rapporti con la Russia hanno una lunga storia. E noi guardiamo con grande attenzione e con grande rispetto la realtà che oggi la Russia esprime. Credo che ci siano anche alcune affinità culturali che noi comprendiamo bene, quindi il grande ruolo culturale che la Russia svolge in molti campi e questo per noi è motivo di grande attenzione. Detto questo, è ovvio che stiamo valutando come governo di poter incrementare le relazioni che abbiamo adesso con la Russia. Magari in tempi non molto lunghi potremmo innalzare il livello delle nostre relazioni diplomatiche e potremmo anche valutare l'idea in tempi non troppo lunghi di aprire un'ambasciata in Russia, che attualmente non c'è.

    Lei ha menzionato pocanzi l'accordo di associazione con la UE, ma non è un segreto il fatto che oggi tra UE e Russia le relazioni siano piuttosto tese, anche a causa delle sanzioni. Quali sono le prospettive di sviluppo dei rapporti economici tra i nostri due paesi?

    Per noi questo (la maggiore presenza degli imprenditori sammarinesi sul mercato russo) sarebbe molto importante. Ci tengo inizialmente a chiarire una questione: noi per quanto riguarda la questione delle sanzioni sappiamo bene che prodotti fatti esclusivamente nella Repubblica di San Marino possono essere importati in Russia senza nessun problema. Аnche perché aspetti diversi, che noi non vogliamo assolutamente percorrere, sarebbero distorsivi addirittura in confronto delle controsanzioni che la Russia ha stabilito nei confronti dell'Occidente. In questo senso noi manteniamo la nostra assoluta neutralità e non vogliamo di certo neanche prestarci a favorire pratiche distorsive, irrispettose nei confronti sia di chi le sanzioni le ha stabilite sia nei confronti del paese che ha deciso di stabilire altre controsanzioni. Questo deve essere assolutamente chiaro.

    E' vero anche che noi abbiamo dei prodotti, legati soprattutto all'agroalimentare, che sono di altissimo livello e che sappiamo essere molto apprezzati sul mercato russo. E quindi auspichiamo che questi possano trovare un futuro per quello che riguarda il mercato russo. E' chiaro che qui parliamo di rapporti bilaterali stretti, perché anche noi avremmo tutto l'interesse di valutare anche investimenti russi sul nostro territorio. Su questo noi non ci poniamo dei limiti, perché è possibile una cosa come l'altra.

    La mia attività (e questo vale a livello generale) sarà rivolta soprattutto di intrattenere rapporti bilaterali con altri paesi e le loro relative realtà per favorire sempre di più la creazione di business forum che possano far conoscere di più le realtà produttive e imprenditoriali di entrambi i paesi e quindi possiamo realizzare iniziative di questo tipo anche nei prossimi mesi. Tenga conto, che noi produciamo, per esempio, moltissimi materiali per edilizia e costruzioni come legno, ceramica ed altro e forse i nostri imprenditori potrebbero avere anche interesse per aperture in altre sedi. Non escludo assolutamente che le nostre ditte possono non solo esportare in Russia, ma anche portare e localizzare la loro produzione nel vostro Paese. Anche perché è chiaro: più incrementano i rapporti tra le due Paesi, più queste cose diventano naturali.

    Avete ricordato anche il grande ruolo della Russia nel mondo dal punto di vista culturale. Ci sono dei progetti di sviluppo dei legami tra Mosca e il monte Titano anche in questa sfera?

    Noi abbiamo un'Università che sta raggiungendo livelli molto importanti. Peraltro non sfugge a nessuno che i cittadini della Repubblica di San Marino parlano italiano e ragionano in lingua italiana. Ci piacerebbe tantissimo poter incrementare anche i rapporti culturali, come ad esempio scambi fra studenti e docenti della nostra Università con le Università russe. Questo sarebbe una cosa che valuteremmo con grande attenzione. Tra l'altro anche la Repubblica di San Marino può diventare anche una sede importante per l'apprendimento della lingua e della cultura italiana.

    Quali sono le priorità del suo governo nel contesto internazionale?

    Due grandi obiettivi che questo governo si pone: il primo è quello dell'internazionalizzazione del nostro sistema, che non vuol dire guardare solamente ad un lato del mondo, ma significa guardare a 360° e quindi internazionalizzazione vuol dire riuscire ad interagire con molte realtà differenti e in questo, ovviamente, anche con la Russia. Per noi questo è molto importante.

    L'altro grande obiettivo che ci poniamo è quello di continuare sul solco della nostra tradizione e l'obiettivo più ambizioso è proprio questo: riuscire a diventare una sede riconosciuta per l'analisi di alcune situazioni di crisi e una sede permanente di dialogo per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Da tantissimo tempo siamo impegnati in tutti gli organismi internazionali in cui sediamo a favorire, ad esempio, la dimensione religiosa del dialogo interculturale.

    Quindi la vostra intenzione è proprio quella di fare di San Marino un luogo per lo svolgimento di trattative diplomatiche per risolvere le crisi internazionali, il cui numero nel mondo non diminuisce affatto?

    La nostra vocazione è quella di risolvere i conflitti e la conflittualità e favorire il dialogo fra le parti. Noi abbiamo sempre svolto un ruolo di "neutralità attiva", come l'abbiamo definita: San Marino per la sua storia e per la sua cultura vuole sempre e comunque perseguire la composizione e la risoluzione dei conflitti.

    In questo caso San Marino si può attivare, per quello che è di sua competenza, per favorire un confronto fino ad arrivare a delle soluzioni positive. San Marino tramite la sua rete diplomatica e tramite le sue attività all'interno di organismi internazionali, può far presenti delle posizioni. Noi spesso appoggiamo o non appoggiamo determinate risoluzioni che vengono prese. Noi però come paese non vogliamo diventare uno schierarsi da una parte o dall'altra. Noi vogliamo fare di tutto per far dialogare le posizioni in campo. Vuol dire anche che la Repubblica di San Marino ambirebbe nel tempo, strutturando bene questa idea, a diventare una sede di dialogo internazionale per cercare di risolvere i conflitti e magari anche di prevenirli e questo è un grande obiettivo che ci poniamo.

    Ci rendiamo conto che per fare questo un riconoscimento internazionale è molto importante, perché è chiaro che noi possiamo lanciare questa idea e lo facciamo forti della nostra storia e della nostra cultura. Poi ovviamente se troveremo partner internazionali che vogliono riconoscere questo ruolo a San Marino, saremo ben fieri di poter collaborare e di poterci mettere a disposizione.

    Qual'è la posizione di San Marino in merito alla crisi migratoria?

    Sono profondamente convinto che sia molto vero quello che ha detto il Papa Francesco qualche tempo fa e cioè che si sta vivendo una vera e propria Terza Guerra Mondiale fatta a pezzi. Questo ci deve far preoccupare enormemente perché la situazione è veramente difficile in tante aree geografiche nel mondo, il che a volte rende davvero difficile capire in quale area ci siano le emergenze maggiori.

    La Repubblica di San Marino ha preso delle posizioni forti, ad esempio nel Consiglio dei diritti umani dell'ONU in materia di profughi e di rifugiati, perché ovviamente l'attenzione che noi abbiamo è proprio quella della protezione dei diritti umani. Quando si vedono delle scene drammatiche come quelle che vediamo quotidianamente non si può rimanere sordi. Questo non vuol dire che ci debba essere una deregulation. In questo caso la Repubblica di San Marino ha aderito ad un'iniziativa come quella dei corridoi umanitari: iniziativa fortemente promossa dalla Comunità di Sant'Egidio, che aveva l'obiettivo di far giungere in varie località ospitanti dei profughi che provenivano da varie zone, prevalentemente la Siria, e che erano migranti ben individuati, si sapeva chi fossero e si sapeva che erano delle persone che necessitavano effettivamente di asilo. Questa iniziativa fondamentalmente aveva l'obiettivo di portare aiuto a delle persone, ma dall'altro lato anche combattere la tratta di esseri umani, e quindi combattere il mercato che purtroppo oggi viene fatto nel Mediterraneo dagli scafisti e quindi sappiamo tutto quello che c'è dietro al racket delle migrazioni.

    San Marino ha ospitato un'intera famiglia di profughi siriani e forse adesso si aprirà anche la possibilità di ospitare profughi minori non accompagnati. Questa è una di quelle fasce di disagio che colpisce più di tutti, perché vedere dei minori che magari hanno perso la famiglia e che non sanno veramente cosa fare, dove andare e come riuscire a vivere la loro vita e quindi su questo la Repubblica di San Marino ha dato ampie disponibilità all'accoglienza di queste fasce.

    E ovviamente La Repubblica di San Marino ha preso una posizione ferma, intervenendo in vari organizzazioni internazionali, come al Consiglio dei diritti umani dell'ONU e al Consiglio d'Europa proprio per fare presente la necessità di opporsi in ogni modo al terrorismo.

    Uno dei problemi più gravi del nostro mondo è il terrorismo. La Russia ha più volte sostenuto che per combatterlo bisogna fare fronte comune. San Marino da che parte sta?

    La Repubblica di San Marino farà di tutto per riuscire a favorire il dialogo e la creazione di un fronte comune che si opponga al terrorismo. Questo è sicuro. Ma non dobbiamo mai dimenticare che è giusto combattere il terrorismo quando si manifesta e quando dimostra la sua violenza e la sua feroci. Però l'obbiettivo ambizioso che credo tutti i paesi debbano avere è quello di prevenire il terrorismo e quindi di carpirne le cause fondamentali di nascita. E anche in questo lo sforzo che tutti dobbiamo fare è quello di maturare una visione comune, che non sia soggetta agli interessi geopolitici diversi, rispetto alla vera volontà di non far nascere i sistemi terroristici.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Rapporti, Dialogo, Nicola Renzi, San Marino, USA, Russia
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