17:13 19 Luglio 2018
Putin e Papa Francesco

Il Papa, Putin e Trump: il nuovo triangolo geopolitico

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Tatiana Santi
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Il contrasto sul campo politico e ideologico fra Bergoglio e Trump è evidente, ma un’America meno interventista e aperta alla Russia non può non piacere al Vaticano. Un vero dialogo fra Mosca e Washington gioverebbe infatti alla soluzione del nodo siriano. Nasce così un nuovo triangolo geopolitico: il Papa, Putin e Trump.

Il fenomeno Trump ridimensiona gli equilibri politici internazionali, ora un mondo multipolare sembra possibile e un'apertura degli Stati Uniti a Mosca è certamente vista di buon occhio dalla Santa Sede. La situazione dei cristiani in Medioriente e la famiglia sono solo due dei temi sui quali Papa Bergoglio e Vladimir Putin viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda.

Si nota sempre più sintonia inoltre fra la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, soprattutto dopo lo storico incontro a Cuba fra Papa Francesco e il Patriarca di tutte le Russie Kirill, dedicato proprio al tema delle persecuzioni dei cristiani in Medioriente. Il nuovo asse Washington-Mosca, con tappa anche in Vaticano, verrà messo alla prova proprio in Siria, dove, si spera, gli sforzi comuni portino ad una soluzione della crisi.

Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Stefano Caprio, docente di storia e cultura russa al Pontificio Istituto Orientale.

Stefano Caprio, docente di storia e cultura russa al Pontificio Istituto Orientale
© Foto : fornita da Stefano Caprio
Stefano Caprio, docente di storia e cultura russa al Pontificio Istituto Orientale

— Tra il nuovo presidente americano Trump e la Santa Sede, esponenti di posizioni completamente diverse su molti aspetti, il mediatore potrebbe essere la Russia secondo lei?

— Non credo si possa usare il termine di "mediatore", non credo ci saranno occasioni dirette di intervento del presidente Putin o di esponenti della Russia nei rapporti fra Stati Uniti e la Santa Sede. Credo piuttosto che la convergenza dei vari interessi in questo campo potrebbe favorire le relazioni.

Il presidente russo Vladimir Putin
© AFP 2018 / Mark Schiefelbein / POOL
— Papa Francesco con Vladimir Putin hanno diversi punti in comune, come ad esempio la protezione dei cristiani in Medioriente e la difesa dei valori della famiglia. Possiamo dire che fra Bergoglio e Putin c'è un rapporto proficuo e un dialogo che a volte manca fra Mosca e i leader occidentali?

— Sì, senz'altro si può dire proprio così. L'incontro di un anno fa fra Papa Francesco e il Patriarca Kirill ha dato una conferma clamorosa di questa convergenza. Quell'incontro era proprio specificatamente convocato per la protezione dei cristiani in Medioriente nei giorni in cui si stava sviluppando l'iniziativa del governo russo di intervenire militarmente in Siria. Le due cose si sono collegate in modo abbastanza evidente.

Il Medioriente è una questione antica, importantissima per la Chiesa Cattolica e per la Russia, dove la collaborazione fra cattolici e la Russia è indispensabile. Siccome credo che sia interesse del presidente Trump lasciare alla Russia il compito principale di controllare il Medioriente, qui la convergenza mi sembra molto lampante.

— Dal punto di vista del conflitto siriano, nel caso avesse vinto la Clinton sarebbe stata tutta un'altra storia?

— Credo che la Santa Sede avrebbe avuto molte più difficoltà con la Clinton, come in fondo le ha avute con Obama, perché la posizione dell'amministrazione Obama e dei democratici è quella di esportare nel mondo il modello americano. Questo non è molto gradito alla Santa Sede, che non vede l'esportazione del modello americano come una finalità propria. Qui si tratta di una soluzione più ampia di un conflitto, ma anche della sistemazione di un'area dove il Cristianesimo è principalmente ortodosso, questa è una questione delicata su cui gli americani di solito intervengono senza troppa attenzione.

— Sia nel caso siriano, ma anche più in generale, questo dialogo fra Trump e Putin è comunque sia una condizione auspicabile dal punto di vista della stabilità nella geopolitica, no?

— Certo, credo che questa sia la questione più grande a livello internazionale, perché abbiamo avuto un secolo di guerre e di Guerra Fredda, che ha diviso il mondo in due blocchi. Tutto ciò ha creato uno schema comprensibile a cui ci eravamo abituati. La globalizzazione degli ultimi 25 anni ha creato un'estrema confusione e la necessità di una delimitazione delle sfere di influenza, da sempre una delle preoccupazioni del governo russo, sembra che ora stia diventando anche una preoccupazione dell'amministrazione Trump.

Dall'iniziativa di esportare il modello americano nel mondo, una politica di tipo democratico liberale ma comunque imperialista, si sta passando di nuovo ad una politica di multipolarità, che è più gradita al governo russo e probabilmente anche al Vaticano.

— Ora nasce un triangolo geopolitico particolare: Putin — Papa Francesco — Trump?

— Sì, questa è chiaramente una questione geopolitica, lei accennava anche alle questioni dei diritti civili e della morale su cui c'è più convergenza fra Putin e Trump, perché entrambi appartengono ad un indirizzo conservatore, che non vuole cedere nell'estensione dei diritti civili riguardanti la famiglia, la persona e la vita.

Su questo bisognerà vedere come si posiziona il rapporto anche con le Chiese: da un lato la Chiesa Cattolica avendo una morale tradizionale deve salvaguardare i principi classici della morale, della bioetica; dall'altro lato, essendo impegnata nel dialogo col mondo pluralista di oggi, la Chiesa dovrà tenere una posizione più prudente.

Su questo c'è un favore sulle posizioni di Trump da parte del mondo conservatore, anche quello cattolico, compresi i cattolici americani. Questo quindi potrebbe da un lato aiutare anche la missione cattolica, dall'altro creare dei conflitti, come nel caso dell'immigrazione. Bisognerà vedere nel bilancio fra queste posizioni, chi prenderà più l'iniziativa.

— Sarà interessante vedere come si svilupperà questo triangolo geopolitico.

— È un triangolo geopolitico ed un triangolo ideologico, il primo secondo me è più facile da comprendere. Pensiamo anche alla posizione di Trump sulla NATO: il nuovo presidente americano non è favorevole a continuare l'espansione della NATO e questo è uno degli argomenti che più vanno in favore della politica di Putin. Proprio all'estensione della NATO Putin ha risposto con una specie di nuova guerra fredda con l'Europa. Bisognerà che l'Europa prenda una posizione più chiara e anche lì la Santa Sede su questo non interverrà direttamente, ma potrebbe ricavare anche dei vantaggi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Cooperazione con la Russia, religione, Relazioni Russia-USA, geopolitica, Cooperazione, chiesa, Chiesa Cattolica, Santa Sede, Chiesa Ortodossa, Donald Trump, Papa Francesco, Vladimir Putin, Vaticano, Italia, USA, Russia
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