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    Lo Spazio parla russo e italiano

    © Sputnik. Oleg Urusov
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    Tatiana Santi
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    Lo Spazio è una dimensione che va ben oltre la politica e rappresenta un’occasione di grande collaborazione internazionale, fondamentale per proseguire il viaggio in un Universo ancora tutto da scoprire. Lo Spazio inoltre parla sempre più russo e italiano.

    Lassù non esistono sanzioni e la politica non fa da padrona, nello Spazio la cooperazione fra Russia, Stati Uniti e Europa è indispensabile. I rapporti italo-russi nel settore spaziale sono veramente speciali. Numerosi i progetti congiunti fra l'Agenzia Spaziale Italiana e la russa Roscosmos, uno fra tutti ExoMars 2020, missione alla ricerca di tracce di vita sul pianeta rosso.

    Roberto Battiston
    © Foto: Eliseo Bertolasi
    Roberto Battiston

    L'esplorazione dello Spazio rappresenta un ennesimo tassello della grande amicizia fra Italia e Russia. Ebbene, quali sono i progetti che vedono partecipare congiuntamente l'ASI e Roscosmos? Sputnik Italia ne ha parlato direttamente con Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.

    — Presidente Battiston, quali sono i progetti in atto fra l'ASI e la Roscosmos?

    — Citerei innanzitutto la collaborazione relativa all'attività preparatoria per il volo di Paolo Nespoli, nell'ambito dell'accordo ASI-NASA MPLM (Multi Purpose Pressurized Module). Nespoli farà un volo di lunga durata di sei mesi partendo verso giugno-luglio 2017, quando porterà a bordo circa 13 esperimenti che svolgerà nel corso della sua permanenza. In questo periodo Nespoli sta beneficiando del training in Russia per le varie attività preparatorie di questa missione. Siamo molto interessati a questa missione, perché Nespoli farà la sua seconda missione di lunga durata, ha una grandissima esperienza e ha anche la possibilità di studiare il comportamento dell'organismo di una persona di mezza età in condizioni di stress e mancanza di gravità, Paolo Nespoli ha 60 anni.

    — In quali altri progetti collaborerete nel 2017 e nei prossimi anni?

    — Un altro importante settore è la scienza e quello delle applicazioni satellitari. Abbiamo da tempo un progetto italo-russo che si chiama Millimetron, un esperimento a guida russa sulla reazione del corpo nero rappresentato dall'Universo nel suo insieme. Verrà utilizzato uno strumento di grandissima sensibilità di misure ad alta frequenza, l'Italia contribuisce con i sensori posizionati al centro della grande parabola che raccoglie il segnale. Quest'ultimo è un progetto per i prossimi anni ed è in fase preparatoria.

    L'anno scorso abbiamo firmato con la Roscosmos un importante accordo per la realizzazione di uno strumento chiamato GEOSAR, un sistema satellitare geostazionario. Lo scopo del progetto è monitorare grandi parti del continente eurasiatico, si tratta di un monitoraggio continuo che permette di dare le misure di grandi aree, cosa attualmente impossibile con i satelliti utilizzati finora.

    L'ASI e la Roscosmos hanno firmato un accordo alla presenza di Matteo Renzi e Vladimir Putin nell'occasione del grande Forum di San Pietroburgo dell'anno scorso. Questo progetto congiunto punta a rilevare dati dell'osservazione della Terra per un mercato delle applicazioni nel settore civile, vale a dire per il monitoraggio delle condizioni di umidità, di grandi superfici agricole, della stabilità di frane o di strutture di grandi dimensioni.

    — È in corso un altro progetto congiunto che riguarda Marte e l'analisi di campioni del terreno marziano, no?

    — Certo, questo è un progetto importantissimo, ExoMars 2020. È un progetto fra l'ESA e Roscosmos, ma in cui l'Italia ha un ruolo principale che guida il consorzio. Stiamo lavorando in modo intensissimo con Roscosmos, sul terreno marziano si assemblerà un Rover con degli strumenti fra cui un trapano, pensato per poter penetrare fino a due metri di profondità per raccogliere campioni di terreno, acqua e ghiaccio. Lo scopo è fare delle analisi dei campioni rinvenuti nella speranza di avere tracce di fenomeni di tipo biologico, di macromolecole che possano essere collegate a forme di attività biologica. Siamo estremamente curiosi di sapere se sotto terra è rimasta qualche traccia di vita.

    — Tirando le somme possiamo dire che fra Italia e Russia intercorrono rapporti veramente speciali nel settore dello spazio?

    — Assolutamente sì! La Russia è un Paese che ha una straordinaria tradizione spaziale, come ben sappiamo, il primo Paese a lanciare un satellite nello spazio e poi ha avuto una serie lunghissima di successi. L'Italia con il progetto San Marco è stata il terzo Paese al mondo dopo l'ex Unione Sovietica e gli Stati Uniti a lanciare in modo autonomo un satellite dalla base americana di Wallops Island. L'Italia è molto contenta di collaborare in modo così stretto ed efficace con un Paese di una tale tradizione spaziale come la Russia. 

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Intervista, spazio, ExoMars, Agenzia Spaziale Italiana, NASA, Roscosmos, Italia, Russia
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