15:10 07 Maggio 2021
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Un binomio tutto particolare, due potenze distanti e complementari allo stesso tempo. La Germania e la Russia attraverso la storia fino ai giorni nostri giocano su uno scacchiere strategico da cui dipendono le sorti dell’Europa. GeRussia, amore e odio nella geopolitica.

Il saggio di Salvatore Santangelo "GeRussia-l'orizzonte infranto della geopolitica europea" illustra le diverse fasi delle relazioni fra Berlino e Mosca, complicate e strettissime allo stesso tempo. Un'analisi che ripercorre le tappe storiche, le ferite nei rapporti fra i due Paesi, arrivando all'attuale partita politica fra due grandi leader, Angela Merkel e Vladimir Putin.

Salvatore Santangelo
© Foto : fornita da Salvatore Santangelo
Salvatore Santangelo

La caduta del Muro di Berlino e il collasso dell'Unione sovietica hanno ridimensionato i confini della carta dell'Europa. Nonostante la Russia e la Germania si siano combattute mortalmente in passato, alcuni settori, in primis quello energetico, hanno mantenuto saldo il ponte fra i due Paesi, fino alla crisi ucraina, che ha messo a dura prova l'asse Berlino-Mosca.

Quale sarà il futuro di GeRussia? La partnership russo-tedesca come influenzerà la geopolitica dell'Europa? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Salvatore Santangelo, autore del libro "GeRussia-l'orizzonte infranto della geopolitica europea" (Castelvecchi Editore), giornalista e docente di geografia delle lingue all'Università di Tor Vergata.

— Salvatore, che ruolo ha avuto per l'Europa il ponte Mosca-Berlino dalla caduta del muro ad oggi?

— È un rapporto strategico, il titolo stesso del libro rimanda ad un'intuizione del centro di geopolitica della Duma, che all'inizio degli anni '90 coniò il termine GeRussia per sottolineare la relazione speciale che correva fra le due capitali.

GeRussia-l'orizzonte infranto della geopolitica europea
© Foto : fornita da Salvatore Santangelo
"GeRussia-l'orizzonte infranto della geopolitica europea"

GeRussia fra alti e bassi è avanzata a tappe forzate fino alla crisi ucraina del 2014. In questi anni si è rafforzata la cooperazione culturale, economica e soprattutto energetica. Chiaramente la crisi ucraina pone una serie di problemi a questo rapporto, anche se sull'energia, pensiamo al raddoppio del Nord Stream, rimane una sintonia di fondo.

— GeRussia, questa relazione particolare, influenza gli equilibri europei, scrive lei nel libro. Come esattamente?

— Entriamo nel tema della modernizzazione. GeRussia è un progetto di ricerca incardinato all'interno del dottorato di storia dell'Europa ed è partito da un appunto del grande economista inglese Keynes, il quale al latere della conferenza di Versailles, disse che "il destino storico della Germania è la modernizzazione della Terra degli Zar". Chiaramente questo concetto implica una serie di dimensioni e un approccio diverso da parte dei due partner di questa relazione.

Il messaggio di fondo che anima questo libro, al di là di una ricerca voluminosa di tre anni, è di tipo pacifista. Germania e Russia si sono combattute in due conflitti mondiali, la seconda Guerra è stata combattuta sul fronte dell'Est, nonostante ciò c'è la possibilità di costruire un futuro diverso. 

Naturalmente la storia e la geografia hanno un ruolo determinante. Fra la Russia e la Germania ci sono oggi una serie di Paesi, come l'Ucraina e le Repubbliche Baltiche, che hanno sentito il peso di tutti gli aspetti negativi di questa relazione. È fondamentale che Germania e Russia abbiano la capacità di costruire una dinamica per mantenere al centro anche le paure e le perplessità, trovando un modo per disinnescarle.

— I rapporti russo tedeschi sono stati messi alla prova dalla crisi ucraina. È molto interessante capire la relazione, a volte sottovalutata, fra geografia e politica. Che ruolo gioca quindi la geografia della politica?

— Nel percorso di studio è emerso come esista una geografia fisica, ma esista anche un modo diverso di leggere gli spazi geografici. La zona che noi comprendiamo tra la parte orientale della Germania e quella occidentale della Russia può essere descritta in modi molto diversi.

È GeRussia se accettiamo questo tipo di percorso che abbiamo costruito. Può essere quella che il grande storico americano Timothy Snyder chiama "le Terre insanguinate", perché sono state il luogo dove dalla metà degli anni '30 fino alla metà degli anni '40 e il 46 si sono consumati i più grandi eccidi della storia. Se prendiamo il punto di vista polacco e ucraino parliamo di inter mares, cioè uno spazio non di unione, ma di divisione fra la Germania e la Russia, che tende ad allargarsi per spingere la Russia verso Est e la Germania verso l'Atlantico.

La geografia ha sicuramente un ruolo fondamentale, ma non è neutra, va letta e la scelta dei diversi punti di vista che noi facciamo sicuramente ha un riverbero sulle diverse dinamiche.

— I confini esistono, ma la geografia non è immobile e dipende sempre dai punti di vista quindi?

— Sì, anche dalla dimensione culturale. Chiaramente GeRussia ha il suo punto di forza sulla dimensione energetica, perché la complementarietà fra la grande fabbrica di Europa, che è la Germania, e il grande produttor di Oil e Gas, che è la Russia, resta assolutamente fondamentale. Questo disegno strategico sarebbe stato completato ad esempio con il South Stream ed un ruolo importante dell'Italia. Sappiamo che oggi questo progetto è naufragato, mentre c'è un rilancio di Nord Stream e l'idea di un raddoppio. Anche qui si nota un certo pragmatismo da parte dei tedeschi, che vedono attori diversi all'interno di questo scenario.

Se la Merkel certamente è l'alfiere più duro delle posizioni sanzionatorie nei confronti dell'attuale leadership russa, ci sono personaggi importanti dell'establishment tedesco come Steinmeier o Schroeder, i quali lavorano per tenere vivo il rapporto con la Russia. C'è anche un pizzico di spregiudicatezza, perché in piena vigenza delle sanzioni, i tedeschi non solo hanno dato il via al raddoppio del Nord Stream, ma hanno messo in campo una serie di azioni come l'asset swap. Si tratta di uno scambio di asset fra Gazprom con alcune importanti società di distribuzione dell'Oil e del gas come Basf ed E.On. L'economia e i fondamentali riescono a superare anche alcune contingenze dove l'ideologia o la propaganda prendono il sopravvento.

— Si sa, al di là delle sanzioni, i tedeschi hanno sempre continuato a siglare contratti con i russi. Qual è il futuro di GeRussia dal suo punto di vista?

— Il libro lancia un messaggio pacifista, due Paesi che si sono mortalmente combattuti possono avere la capacità di costruire un futuro diverso, tenendo presente che in questo spazio geografico ci sono dei popoli che hanno sofferto per una storia terrificante, la quale ha scoperto il cuore nero del nostro continente.

Il destino di GeRussia dipenderà dalle scelte politiche. Dalla caduta del muro di Berlino abbiamo visto una grande sintonia fra Kohl e Eltsin, fra Schroeder e Putin. I rapporti fra la Merkel e Putin non sono idilliaci, mentre altri segmenti importanti dei due Paesi hanno avuto la capacità di difendere e sostenere questo tipo di meccanismo.

Molto dipenderà dalla capacità di mantenere vivo il dialogo e di evitare che le continue provocazioni che mantengono aperta la crisi ucraina possano trasformare una fase storica nella creazione di un nuovo muro e una ferita sanguinante nel cuore dell'Europa.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
geopolitica, Intervista, Vladimir Putin, Angela Merkel, Germania, Russia
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