16:42 30 Marzo 2017
    Donald Trump

    Scalea: “Muslimban di Trump piace a tanti cittadini europei”

    © REUTERS/ Mark Kauzlarich
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    Marina Tantushyan
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    Il presidente americano Donald Trump ha introdotto una serie di misure restrittive per gli accessi in Usa che mettono al bando gli immigranti da 7 paesi musulmani: Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen.

    La stretta sull'immigrazione decisa da Trump ha scatenato una reazione molto negativa. Sono già arrivati i primi ricorsi contro il nuovo inquilino della Casa Bianca e il principale aeroporto di New York Jfk si è trasformato nel simbolo della protesta.

    Per scoprire quali conseguenze potrà avere questa mossa non solo sugli Stati Uniti ma anche sull'Ue Sputnik Italia ha parlato con il Direttore Generale dell'ISAG Daniele Scalea. 

    — Dopo la decisione di costruire il cosiddetto "secondo muro" agli occhi della opinione pubblica Trump è diventato subito "anti-islamico e razzista". Condivide queste accuse lanciate nei confronti del capo della Casa Bianca o, a Suo parere, questo decreto merita una lettura più accurata?

    — Le accuse di razzismo sono in genere sempre lanciate per finalità di polemica politiche e non c'è bisogno prenderle troppo sul serio. È evidente però che Trump non sia esattamente un fan dell'islam, soprattutto dell'"islam politico" che tramite l'immigrazione sta penetrando nelle società occidentali. Si tratta di una fetta abbastanza ampia d'islam che secondo Trump non è compatibile con le istituzioni e i valori politici fondamentali degli Stati Uniti e dell'Occidente. Quindi in questo senso da parte di Trump e della sua amministrazione c'è la volontà di combattere una lotta anche sul piano ideale contro non certo l'islam tout court, ma soltanto contro l'islamismo sì, considerato come un nemico equivalente al comunismo ai tempi della guerra fredda. Quindi per Trump l'islam e terrorismo sono sicuramente due cose distinte, ma non del tutto scollegate.

    — A Suo avviso, quando passerà la "tempesta", questo provvedimento potrà davvero in pratica aiutare a "proteggere gli Usa dall'ingresso di terroristi stranieri" e addirittura combattere l'ISIS?

    — Giustamente si dice che la grande maggioranza dei musulmani o degli immigrati non hanno niente a che fare con il terrorismo. E' però anche vero che tutti i terroristi islamici sono musulmani e che, se prendiamo soprattutto il caso della Germania, molti degli ultimi attentati sono stati compiuti dagli immigrati o richiedenti asilo.

    Se in Germania non fossero entrate queste persone, non si sarebbero stati gli attentati. È chiaro però che qui entrano in gioco delle valutazioni che sono di tipo morale. La questione è: sarebbe più giusto non far entrare tante persone che forse avrebbero bisogno pur di evitare che entrino anche i terroristi e gli estremisti, oppure esporsi al pericolo che ogni tanto qualche nuove venuto uccida qualcuno di noi, ma nel frattempo aiutando tante altre persone? Chiaramente ho una mia idea su questo, ma non sono un'autorità morale ed è inutile che mi esprima. Ognuno avrà una sua posizione individuale. Ma è oggettivo che molti di questi attacchi, in Germania ma anche negli Stati Uniti, sono stati compiuti da persone recentemente entrate nel paese. È chiaro che se non gli fosse stato permesso di entrare, non ci sarebbero stati gli attentati. Quindi dal punto di vista puramente pratico questo provvedimento è funzionale, almeno nel breve periodo, a prevenire parzialmente gli attentati. Inoltre questa misura si può facilmente applicare negli Stati Uniti perché lì i musulmani attualmente sono solo l'uno per cento e di solito hanno un livello d'integrazione più forte di quello che c'è qua in Europa.

    — Merkel, Hollande e Gentiloni si sono espressi contro il decreto sull'immigrazione. Che effetti potrà provocare l'ordine esecutivo di Trump sul Vecchio Continente che da molti anni senza particolare successo sta facendo fatica di combattere l'immigrazione clandestina? Servirebbe una misura del genere anche all'UE?

    — Intanto è una parola grossa dire che "l'Europa sta combattendo l'immigrazione clandestina". Negli ultimi tempi la linea è stata quella di provare a gestirla, ma comunque dando la preferenza alla politica delle porte aperte. Non senza incoerenze. I nordici da un lato proclamano di voler accogliere tutti, ma poi si lamentano perché i meridionali fanno davvero entrare tutti.

    Ma essendo la linea ufficiale una di grande apertura, il provvedimento sui visti di Trump riceve ampie critiche in Europa. Qui c'è una linea politica e ideologica totalmente differente da parte degli attuali dirigenti europei. Questi ultimi vedono l'immigrazione come un fattore ampiamente positivo e considerano come una sorta di dovere morale il permettere a tutti i bisognosi di stabilirsi in Occidente. È ovvio che chi non può più andare negli Stati Uniti ma vuole lasciare il suo paese verrà in Europa. Non stiamo però parlando di cifre enormi. Rispetto agli arrivi che ci sono già in Europa non ci sarà un grosso cambiamento. Il vero impatto sarà invece sul piano politico, perché questa misura di Trump che è vista con estrema ostilità dai dirigenti dell'Europa Occidentale, a livello popolare probabilmente piace ad un ampio settore della società.

    Non posso fare stime esatte ma sicuramente c'è un'ampia parte dell'elettorato europeo che pensa che questa misura sia giusta e la vorrebbe anche nel suo paese. Il fatto che sia messa in pratica negli Stati Uniti le dà una forte legittimità e suggerisce che una mossa del genere possa essere riproposta altrove. Quindi ci può essere una maggior richiesta per misure simili anche da parte europea. Nel momento in cui i dirigenti europei hanno palesato di non voler assecondare questa direzione, cioè può dare nuova linfa ai consensi politici per le opposizioni di destra che invece ritengono che si debba limitare fortemente l'immigrazione, particolarmente dai paesi musulmani.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Crisi dei migranti, Lotta al terrorismo, Paolo Gentiloni, François Hollande, Angela Merkel, Donald Trump, Germania, UE, Russia, USA
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    Tutti i commenti

    • Pompili
      Nell'elenco non mi pare che ci sia nemmeno un paese wahabita.
      Curioso no?!
    • cromwell
      Trump ultima speranza (con Le Pen) di sopravvivenza dell'occidente.
    • Otto Braun
      I paesi colpiti dal decreto di Trump compaiono in una lista di Obama! Trump l’ha ripresa.
      Il decreto ha una durata di 90 giorni, un periodo tecnico in cui le autorità competenti dovrebbero sviluppare dei metodi per impedire le immigrazioni illegali e basate su false identità. Il fatto stesso che questi paesi erano già nel mirino di Obama dimostra che effettivamente ci devono essere dei problemi di sicurezza nella chiara identificazione delle persone provenienti da questi paesi.
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