Widgets Magazine
10:23 15 Ottobre 2019
Droga, papaveri da oppio in AfghanistanFormer Taliban fighters look on as they stand alongside their weapons in Jalalabad, the capital of Nangarhar province on March 19, 2014

Soldi ai talebani per coltivare grano al posto dell’oppio, ma qualcosa andò storto

Rahmat Gul © AFP 2019 / Noorullah Shirzada
1 / 2
Opinioni
URL abbreviato
Di
683
Seguici su

Esistono uomini dotati di scarse qualità che, tuttavia, riescono ad ottenere numerosi e importanti incarichi. Anche i loro frequenti fallimenti nei compiti assegnati loro sembrano non influire sullo sviluppo delle carriere future.

Tra i molti personaggi di questa categoria figura tale Pino Arlacchi, già deputato europeo (eletto nel 2009 nelle file dell'Italia dei valori, passò nel 2010 in quelle del PD, partito per cui aveva già ricoperto due legislature nel Parlamento italiano). Tuttavia, non è tanto la sua persona che ci interessa quanto il ruolo da lui svolto in qualità di Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite e direttore dell'UNDCCP (ufficio delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine). La nomina a quell'incarico gli arrivò (chissà come) nel 1997 e durò fino al 2002, quando fu costretto a dimettersi per l'accusa di "gestione non trasparente". Assumendo l'incarico affermò che la sua azione avrebbe portato all'eliminazione delle coltivazioni utili a produrre droghe da tutta la faccia della Terra entro dieci anni (intervista a Repubblica del 21/3/98). Ahimè, si sbagliò, e di molto!

Il suo piano consisteva nell'erogazione ai Talebani che allora controllavano l'Afghanistan di cospicui finanziamenti in denaro perché procedessero alla sostituzione dei campi di papaveri da oppio di cui quel Paese era il più grande produttore mondiale con piantagioni di prodotti ortofrutticoli e di grano. I risultati immediati parvero dare ragione ad Arlacchi e la produzione di droga fu temporaneamente ridotta. Durò però poco perché in pochi mesi tutto tornò come prima. Ciò che i Talebani fecero con quel denaro resta un mistero, anche se non è difficile immaginarlo. Si scoprì però che la diminuzione della produzione non influì sulla quantità dell'offerta generale nei mercati di consumo perché qualcuno approfittò della situazione per ottenere un lento smaltimento dei magazzini e un conseguente aumento del prezzo di vendita con relativi maggiori introiti per i trafficanti. Naturalmente l'Arlacchi, nella sua autobiografia parla di un suo successo, ma la realtà è che, una volta svuotate le riserve, i campi tornarono a riempirsi dei papaveri incriminati. La conseguenza è che, pur avendo arricchito i Talebani, l'Afghanistan costituisce oggi ancora la più grande fonte al mondo di eroina.

Anni fa, mi capitò di assistere in Tagikistan al sequestro di una partita di più di quattrocento chili di eroina. L'operazione era stata eseguita da truppe russe stanziate vicino al confine con l'Afghanistan e, prima della distruzione del materiale avvenuta bruciando il tutto, vidi come la droga era confezionata. I piccoli trafficanti che la trasportavano a dorso di mulo erano dotati di grandi sacchi che contenevano centinaia di pacchettini da un chilo provenienti da vari laboratori. Sembra assurdo dirlo, ma ogni singola confezione riportava il timbro del laboratorio che aveva trasformato il papavero in pura eroina: una sorta di "brand" a garanzia della qualità della merce. La maggior parte di quei laboratori erano pachistani e ciò potrebbe far riflettere sull'estensione delle complicità legate a quei traffici criminali.

Da allora niente è cambiato e un rapporto delle Nazioni Unite del 2016 ha stabilito che la produzione afghana di papaveri da oppio sia aumentata del 10 % rispetto all'anno precedente. L'incremento è dovuto anche a condizioni meteorologiche favorevoli ma pure alla riduzione dei controlli da parte del Governo di Kabul, quello sostenuto dalla Comunità internazionale.

Quando scoppiò la guerra contro i Talebani, nessuno disse che tra gli obiettivi ci fosse anche la distruzione delle piantagioni e in effetti, per non suscitare reazioni negative da parte di quella grande fetta di popolazione che vive su quelle coltivazioni, non ce se ne curò molto. Anche se si finse qualche tentativo, non si volle mai forzare la mano. Gli ettari tuttora coltivati sono stimati essere 201.000 con una crescita di circa 20.000 dal 2015. Le eradicazioni avvenute nello stesso anno hanno invece riguardato solo 355 ettari. Le province "vocate" sono passate nel frattempo da 13 a 14, su un totale di 34.

Di là dai danni che in tutto il mondo provoca l'eroina e dal fatto che l'Afghanistan ne produce da solo l'ottanta percento, un danno collaterale consiste nel fatto che i coltivatori di papaveri pagano da sempre un "contributo" ai Talebani che, naturalmente, usano quegli introiti per finanziare l'acquisto di armi e continuare la loro guerriglia. Il Governo afgano dichiara di aver arrestato durante l'ultimo anno ben 1408 trafficanti, tra cui alcuni impiegati pubblici e qualche straniero. Sembrerebbe che il materiale sequestrato ammonti a circa 230 tonnellate di oppio (materia prima non ancora trasformata) e che siano stati chiusi addirittura trentacinque laboratori locali mentre non si hanno notizie di altrettante operazioni effettuate in Pakistan. Considerato che le cifre citate corrispondono a una briciola rispetto alle superfici coltivate e al giro d'affari coinvolto, si può avere un'idea di come la vera battaglia contro la produzione di questa droga debba ancora cominciare. Nonostante gli ultimi venti anni siano stati investiti miliardi di dollari per reprimere il fenomeno, la battaglia conto questo narcotico è ancora un fallimento e l'Afghanistan continua a esserne il più grande produttore mondiale.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Correlati:

Per la prima volta dopo ritiro truppe USA mandano marines in Afghanistan
Non esistono alternative agli armamenti russi in Afghanistan
Afghanistan, “quasi 12 miliardi di dollari per l'illegalità”: la richiesta di Obama
Afghanistan, civili ancora sotto attacco
Tags:
eroina, oppio, trafficanti, Droga, UNDCCP, Talebani, ONU, Afghanistan
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik