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00:23 22 Ottobre 2019
Quartier generale NATO a Bruxelles

Con Trump meno NATO per tutti, più interessi nazionali

© AP Photo / Yves Logghe
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La NATO non sembrerebbe interessata ad accogliere in grembo l’Ucraina, Paese alle prese con le riforme politiche e in grande difficoltà economica. Inoltre la NATO che abbiamo visto finora ruggire ai confini con la Russia, non sarà più la stessa. Come cambierà la NATO con Trump?

"La NATO è uno strumento obsoleto" ha ribadito a più riprese il nuovo presidente americano Donald Trump spiazzando un po' tutto il mondo occidentale. Effettivamente se si considerano tutte le energie sprecate dalla NATO per provocare la Russia ai suoi confini, organizzando maxi esercitazioni degne di una nuova guerra fredda, qualche dubbio sugli scopi dell'Alleanza è più che legittimo.

E se la NATO non funzionasse più in chiave antirussa, ma si concentrasse e lottasse insieme alla Russia contro la minaccia del terrorismo? Stando alle dichiarazioni di Trump sembrerebbe una prospettiva possibile. Non è un segreto per nessuno inoltre che gli interessi nazionali, anche in materia di difesa, non coincidono sempre con quelli degli altri Paesi. Meno NATO per tutti insomma, più interessi nazionali. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari.

Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari
© Foto : fornita da Mirko Molteni
Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari
— L'Ucraina non sembrerebbe pronta per entrare nell'Alleanza Atlantica a detta della stessa NATO. Effettivamente, come potrebbe l'Ucraina nello stato in cui si trova dare un contributo al rafforzamento della NATO?

— Dalle dichiarazioni fatte dalla NATO stessa emerge che il quartier generale di Bruxelles si rende conto che l'Ucraina non è assolutamente pronta a entrare nell'Alleanza Atlantica. Questo per vari motivi: da un punto di vista militare, ma anche per l'instabilità politica ed economica. Sappiamo tutti lo stato disastroso delle finanze ucraine, che dipendono da un lato dai continui prestiti del FMI e dall'altro dal debito di 3 miliardi di dollari in eurobond con la Russia.

L'entrata dell'Ucraina nella NATO costituirebbe una frizione con la Russia, che però la nuova amministrazione americana non vuole assolutamente. Questa presa di distanza della NATO nei confronti dell'Ucraina, pur graduale, è già un segnale di questi primi giorni della nuova amministrazione.

— La NATO ha sempre mostrato i muscoli in Europa Orientale con le numerose esercitazioni ai confini russi, ora Trump definisce l'Alleanza atlantica come "uno strumento obsoleto". Dal punto di vista della sicurezza con Trump c'è la possibilità che la situazione migliori?

— Sì, certamente. Rispetto le dichiarazioni di Trump, le quali definivano la NATO obsoleta riguardo alle nuove minacce come quella dell'ISIS, il generale Mattis del Pentagono ha tranquillizzato il segretario della NATO Stoltenberg sul fatto che la NATO non verrà abolita. Si tratta di uno strumento in sé ancora utile, però la nuova amministrazione americana vuole evidentemente ridefinirne la missione e gli scopi. Non si vuole più rimettere in piedi quella tensione che c'era in Europa fino al 1991, ma ridefinire la missione della NATO non contro la Russia, bensì insieme alla Russia per la stabilità nel Medioriente, in Nord Africa e in generale.

— Trump che strategia userà a tuo avviso?

Barack Obama
© AFP 2019 / ARIS MESSINIS
— La nuova amministrazione cercherà di colmare quei vuoti geopolitici che sono stati lasciati da Obama in tutto il periodo di crisi nel mondo islamico, perché la campagna aerea dell'ex presidente contro l'ISIS è stata inconcludente e fatta a singhiozzo a tentennamenti fra alti e bassi. Anche dopo la campagna contro Gheddafi nel 2011, la Libia è stata praticamente abbandonata a sé stessa con qualche raid aereo negli ultimi anni di Obama senza un costrutto strategico, fatto quasi a casaccio. La nuova amministrazione Trump cercherà di colmare questi vuoti, anche perché altrimenti verrebbero riempiti dalla Russia, che abbiamo visto portare la portaerei vicino a Bengasi tanto da farla visitare al generale libico Haftar.

Trump non farà muro con la Russia, la NATO a mio avviso si confronterà in modo costruttivo con Mosca per trovare insieme un equilibrio e imporre una stabilità nelle aeree di crisi.

— Possiamo dire che non si tratta ovviamente di annullare la NATO quindi, ma di ridefinire i suoi obiettivi, reindirizzare le forze contro il nemico comune che è il terrorismo e non agire più in chiave antirussa?

— Sì, sarà interessante vedere poi nei primi vertici NATO con l'amministrazione Trump i nuovi equilibri che si creeranno per rapporto alle spese militari. Trump fin dalla campagna elettorale aveva detto che comunque i vari Paesi membri della NATO dovranno aumentare un po' le proprie spese militari perché non debba essere sempre l'America a spendere di più per poi difendere tutti gli altri.

Al di là delle mere spese militari, questo può avere anche degli effetti politici nel momento in cui l'America, pur rimanendo il Paese più forte della NATO, potrebbe delegare un po'di più la difesa dei propri interessi ai Paesi europei.

— Questa rivalutazione della NATO secondo te porterà a concentrarsi di più su una sicurezza europea? Dipendere meno dalla NATO evidentemente darà dei vantaggi anche ai singoli Paesi europei, Italia compresa?

— Certamente! Prima di tutto porterà si spera in pochi mesi alla graduale eliminazione delle sanzioni e il ripristino dei proficui scambi commerciali che ci sono sempre stati con la Russia. Sarà importante che i Paesi dell'Europa Occidentale riescano a convincere in qualche modo i Paesi dell'Est come la Polonia e le tre Repubbliche Baltiche che la Russia non è una minaccia. Molti di questi Paesi hanno legami storici e culturali con la Russia, la comune appartenenza al mondo slavo e tutto ciò dovrebbe fare da incentivo perché gli Stati dell'Est Europa riescano a vedere Mosca come un fratello maggiore.

Pochi giorni fa l'Ungheria aveva ribadito quanto le siano costate le sanzioni alla Russia. Orban negli ultimi tempi ha sempre cercato di mantenere buoni rapporti con Putin e di mantenere anche rapporti commerciali opponendosi alle sanzioni imposte dall'Ue. Questo nonostante i fatti del 1956 quando l'Armata Rossa entrò in Ungheria. Sono cose successe più di 60 anni fa, gli ungheresi hanno saputo distinguere i problemi della storia passata e l'oggi, dove i rapporti positivi con la Russia sono benvenuti per l'economia e la politica ungherese. Bisogna liberarsi dei fantasmi del passato e ragionare in maniera più costruttiva.    

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
guerra fredda, sicurezza europea, Sicurezza, Difesa, Relazioni Russia-USA, Cooperazione con la Russia, lotta contro il terrorismo, Terrorismo, NATO, Donald Trump, Russia, Italia, USA
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