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    Una donna in cinta.

    Ucraina, “paradiso” di gravidanze surrogate low cost

    © Fotolia/ ballabeyla
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    Tatiana Santi
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    Ce n’è per tutti i gusti: dal pacchetto standard a quello VIP e al tutto incluso. In Ucraina, per via della crisi economica, si è registrato un vero boom di donne pronte ad offrire il servizio del cosiddetto “utero in affitto”. L’Ucraina diventa così un “paradiso” di gravidanze surrogate low cost.

    La gravidanza surrogata è legale in diversi Paesi, fra cui gli Stati Uniti, il Canada e la Russia. A causa del livello di povertà in alcuni Paesi tale pratica è assai diffusa, come ad esempio in India e in Ucraina, due mete fra le più economiche del settore. Per le coppie occidentali si tratta di un buonissimo "mercato".

    In Italia la gravidanza surrogata è illegale, ma molti cittadini italiani ogni anno si rivolgono ad agenzie ucraine per usufruire dei loro servizi, descritti sui siti internet ucraini direttamente in lingua italiana. La gravidanza surrogata in Ucraina è molto più economica che negli Stati Uniti, si può ottenere un bambino a buon mercato, un vero affare diciamo.

    Filippo Savarese
    © Foto: fornita da Filippo Savarese
    Filippo Savarese
    Mentre la povertà spinge le donne fino al punto di mercificare il proprio corpo, ci si dovrebbe domandare se avere un figlio sia veramente un diritto da ottenere a tutti i costi. Sputnik Italia ne ha parlato con Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, responsabile in Italia di CitizenGo.

    — La pratica della gravidanza surrogata prolifera proprio in Paesi con un forte tasso di povertà, come l'India e l'Ucraina. Possiamo dire che questo aspetto sottolinea il legame fra gravidanza surrogata e mercificazione del corpo della donna che soffre la povertà?

    — È uno dei tanti drammatici risvolti della crisi dei Paesi più poveri, ma è anche un drammatico risvolto di un Occidente che sta sempre più facendo della vita e del corpo umano un oggetto di commercio. Dico Occidente perché così come in Ucraina così in India quasi sempre è dall'Occidente che arrivano queste coppie desiderose di comprare e di produrre dei figli, come se i figli fossero diventati degli oggetti di cui doversi fornire.

    Tutto ciò è drammatico e la comunità internazionale deve finalmente porre sullo stesso livello il problema dell'"utero in affitto" così come lo fa con i grandi problemi della tratta internazionale degli schiavi o la prostituzione.

    — In Italia è vietata la gravidanza surrogata, ma ci sono tanti italiani che ricorrono a questa pratica rivolgendosi ad altri Paesi, come l'Ucraina dove addirittura sui siti internet i servizi sono descritti già in italiano. Questi casi come si inseriscono nella realtà italiana dove la pratica è illegale? Qualcosa non torna, no?

    — In Italia la pratica è vietata, ma sarebbe vietato anche sponsorizzarla e pubblicizzarla. Purtroppo i tribunali e i giudici, quando una coppia torna dall'estero avendo sfruttato questa pratica, con un'interpretazione assolutamente ingiusta e anche contraria secondo noi ai diritti della dignità umana, riconoscono comunque il figlio alla coppia che l'ha comprato. Questo lo spiegano dicendo che è nell'interesse maggiore di quel bambino crescere con le persone che l'hanno comprato. Questo per noi è un paradosso: alle persone che hanno speso dei soldi per pagare una donna, perché vendesse suo figlio, viene riconosciuto il diritto di tenere il bambino, che non è figlio naturale di almeno di una delle due persone.

    Come spesso succede anche in altri casi, sono i giudici che inventano delle vere e proprie leggi e permettono quello che in Italia è totalmente illegale. Noi in Italia abbiamo molto protestato e chiediamo una legge che vieti anche la possibilità di vedersi riconosciuta la genitorialità quando si pratica all'estero l'"utero in affitto". Servirebbe una convenzione per tutelare la dignità della donna innanzitutto e quella della vita nascente.

    — Alle coppie che non possono avere figli o alle coppie omossessuali che vorrebbero dei figli e ricorrono a queste pratiche tu cosa diresti?

    — Direi che il figlio non è assolutamente una cosa che si può acquistare o che si può andare a prendere da qualche parte. Il figlio è un essere umano che ha i propri diritti e la propria dignità: prima che essere figli di qualcuno, siamo esseri umani e nessuno può fare di un altro essere umano un oggetto di diritto. Una persona è un soggetto di diritto.

    Queste pratiche rendono l'essere umano un prodotto, un commercio, un business. Attorno a questa pratica nascono servizi di natura legale, sanitaria e commerciale. Che le coppie siano omosessuali o eterosessuali non fa nessuna differenza, acquistare un essere umano si chiama schiavitù.

    — Una variante allora per le coppie eterosessuali sarebbe adottare dei bambini rimasti orfani a tuo avviso?

    Orfani di Duplessis
    © Foto: Lucien Landry, Tony Doussot: Comité des Orphelins victime d'abus (CODVA)

    — Assolutamente sì, se hanno questo naturale e comprensibile desiderio di genitorialità, che tutti gli uomini hanno nel loro cuore, certamente possono dimostrarlo a chi i genitori li ha persi. Questo nei confronti dei bambini rispettando il loro diritto a ritrovare un papà e una mamma. Siamo chiaramente contrari all'adozione per le coppie dello stesso sesso, perché non rispettano i diritti di quel bambino ad avere un papà ed una mamma.

    — Tornando al tema della gravidanza surrogata, da un punto di vista psicologico, come potranno queste coppie spiegare il modo in cui è nato il figlio: secondo catalogo, seguendo modalità commerciali e in cambio di soldi?

    — In realtà le scienze psicopedagogiche dimostrano che sempre un essere umano mantiene dentro di sé la necessità di scoprire qual è il legame biologico con i suoi genitori reali. Questo fenomeno si manifesta anche nei bambini che sono stati adottati. In particolare si riscontra nei casi di bambini nati con procreazione artificiale o ancora peggio con l'"utero in affitto".

    I bambini manifestano un grande disagio quando scoprono di essere frutto di pratiche commerciali e spesso vanno alla ricerca dei loro genitori reali, e le coppie che li hanno avuti con queste pratiche spesso non hanno il coraggio di dire tutta la verità sui metodi con i quali hanno ottenuto il bambino. Si ricorre spesso a delle bugie: ci sono tantissimi libri di favole scritti per raccontare in modo fiabesco la nascita di questi bambini. In tutto il mondo è pieno di questi libri che vengono usati addirittura nelle scuole. Questa è la falsificazione di una realtà molto più drammatica che di cui i ragazzi poi sentono le ferite sulla loro pelle.

    — Tu sostieni la tesi, quindi, secondo la quale avere un figlio non è un diritto da ottenere a tutti i costi?

    — Assolutamente! È un diritto poter vivere la propria vocazione ad essere un padre o una madre, ma questo diritto è reale se rispetta il diritto degli altri, cioè anche il diritto del figlio ad avere un padre e una madre, ad averli in modo naturale. Altrimenti questo significherebbe che una persona può decidere dell'esistenza di un'altra, questa si chiama schiavitù e ci riporta indietro nel passato, non verso il progresso, come viene sbandierato da varie associazioni.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    trafficanti di persone, commercio, Famiglia, Italia, Ucraina
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