04:23 24 Ottobre 2018
Barack Obama

Ora basta, dasvidania Obama!

© AFP 2018 / ARIS MESSINIS
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Tatiana Santi
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Nuove sanzioni, carri armati ai confini con la Russia, espulsioni di diplomatici. Per finire in bellezza, il Nobel per la Pace Obama conduce fino all’ultimo la sua guerra fredda contro Mosca, è più forte di lui. Ora basta però, dasvidania Obama!

È un gioco pericoloso quello di Obama, che non si smentisce proseguendo il suo progetto di guerra e tensione. Stanziare carri armati e migliaia di soldati NATO ai confini con la Russia, nel contesto dell'operazione Atlantic Resolve, non giova assolutamente neanche all'Europa stessa. Le più grandi manovre NATO dalla fine della guerra fredda, oggi nei Paesi europei creano solo insicurezza e tensione.

Obama, a qualche giorno dalla sua dipartita dalla Casa Bianca, non fa che minare il terreno prima dell'insediamento di Donald Trump, complicando così il riavvicinamento con Mosca voluto dal nuovo presidente. Obama non si dà pace, evidentemente trova la sua opera di distruzione e destabilizzazione incompleta. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari.

Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari
© Foto : fornita da Mirko Molteni
Mirko Molteni, giornalista esperto di storia e argomenti militari

—  In queste ore migliaia di soldati NATO si stanno stanziando alle frontiere con la Russia. Mirko, possiamo dire che Obama negli ultimi giorni della sua presidenza non può smettere di giocare alla guerra?

— Sì, come è emerso nelle ultime settimane, l'amministrazione americana uscente vuole lasciare in eredità al presidente Donald Trump una situazione che renda più difficile riallacciare i rapporti con la Russia. L'ultimo esempio è lo schieramento in Polonia di circa 4 mila soldati anche con 87 carri armati pesanti M1 Abrams. I soldati sono stati inviati in Polonia non a caso, lì vicino si trova l'exclave di Kaliningrad, territorio russo circondato a ovest dal territorio polacco e dal lato orientale dalla Lituania. Kaliningrad si trova praticamente all'interno del perimetro NATO.

Già da qualche mese è in atto un confronto, perché gli americani proseguono il loro piano di installazione in Polonia di una base antimissili a Redzikowo, che è prevista operativa entro il 2018. Questa si aggiungerà all'altra base antimissile, nata alla fine del 2015, che è già operativa in Romania a Deveselu. Queste manovre NATO rientrano nel programma generale di pressione militare rivolta alla base di Kaliningrad e più in generale alla Russia nell'ambito del confronto in Europa orientale.

Addio a Obama
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
Addio a Obama

—  Manovre NATO per dimensione mai viste dalla fine della guerra fredda, no?

—  Certo, già nel 2015 c'era stato un convoglio di veicoli militari americani che si erano spostati attraverso Germania, Polonia e i Paesi Baltici. Tutto questo rientra nella famosa operazione Atlantic Resolve, cominciata nel 2014 con l'inizio della crisi ucraina. Ora con la nuova amministrazione, Trump dovrà confrontarsi con tutto l'apparato militare e di intelligence per convincerli gradualmente a cessare questi programmi, se lui vorrà riallacciare a pieno i rapporti con la Russia.

—  Non solo truppe NATO ai confini con la Russia, Obama ha espulso decine di diplomatici russi dagli Stati Uniti, ha prolungato nuovamente le sanzioni alla Russia. Possiamo dice che Obama sta minando il terreno prima dell'insediamento di Trump. Trump riuscirà a gestire questa tensione provocata dal Nobel per la pace?

—  Non sarà facile perché Trump si è scelto uno staff presidenziale che lo segue nel progetto di pace con la Russia, basti pensare a Rex Tillerson, però dovrà confrontarsi con la comunità dell'intelligence americana, che prevalentemente ragiona in termini di sospetto nei confronti della Russia. Trump dovrà inoltre confrontarsi con i generali del Pentagono e soprattutto con il Congresso: oltre ad avere contro i democratici, anche molti deputati e senatori repubblicani non condividono la linea di Trump sui rapporti con la Russia. Un esempio su tutti e John McCain. Non sarà per niente facile mutare rotta. Trump lo sa e ha ribadito in questi giorni di voler eliminare le sanzioni, però sa che non potrà farlo subito e ha aggiunto che comunque per un certo periodo rimarranno ancora, con la speranza di poterle togliere quanto prima.

—  Obama in questi 8 anni di mandato ha veramente distrutto tutto quello che era possibile distruggere, compresi i rapporti fra Europa e Russia. Obama è stato un disastro in politica estera, non credi?

—  È stato un disastro per molti aspetti sia per la gestione fallimentare nei rapporti con la Russia dal 2014 ad oggi, sia perché si è quasi sempre disinteressato del Medioriente, ad eccezione dei primi anni della crisi siriana, quando Obama voleva addirittura partire con i bombardieri su Damasco per abbattere Assad. In quell'occasione fu fermato in extremis da Putin, che invece si mise in mezzo.

Uno dei pochissimi punti a favore di Obama potrebbe essere l'accordo con l'Iran del 2015 che almeno per il momento ha congelato la possibilità di una crisi nucleare. Si è trattato di un accordo però che lo stesso Trump definisce maldestro, non ben architettato. Anche qui probabilmente la situazione è tamponata solo provvisoriamente.

—  È giunto quindi il momento di dire "dasvidania" ad Obama e ringraziarlo per tutto.

—  Già. Vorrei aggiungere che l'amicizia Trump-Putin potrà essere interessante anche per risolvere i problemi fra Stati Uniti e Cina. Non va dimenticato che negli ultimi mesi Obama, ma anche Trump, erano molto preoccupati per l'espansione cinese nelle nuove basi sulle isole Spratly nel Mar Cinese meridionale. La tensione fra Cina e Stati Uniti continua a crescere, soprattutto a livello aeronavale nel Pacifico. Il fatto che la Russia sia molto amica della Cina dal punto di vista degli accordi economici e della collaborazione militare, fa sì che Putin e il governo russo possano mediare fra Washington e Pechino. Potrebbe essere un buon auspicio per i prossimi mesi e il prossimo anno. Trump che vuole riallacciare rapporti positivi con Mosca e la Russia che è amica della Cina faranno valere la mediazione russa per disinnescare le tensioni nel Pacifico.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
NATO, Barack Obama, USA
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