08:07 27 Giugno 2019
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I media italiani "adorano" Sputnik

© Sputnik . Igor Russak
Opinioni
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Tatiana Santi
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Sputnik su, Sputnik giù, a te fortuna non mancherà! La famigerata propaganda russa, di cui ultimamente si parla molto in Italia, ha un potere stratosferico: può influenzare le elezioni americane e spaccare l’Europa.

Sputnik Italia si è ritrovato nel mirino della stampa italiana, che investe il mass media russo di capacità e poteri veramente straordinari. Sputnik e RT sarebbero le armi più pericolose del Cremlino in Europa, tant'è vero che al Parlamento Europeo a fine novembre è stata approvata la risoluzione, dove si invita a combattere la minaccia dei media russi e dell'ISIS, per l'Ue dei sinonimi.

Dall'incredibile risoluzione europea in poi, le pagine dei media italiani hanno iniziato ad ospitare sempre più spesso articoli dove si esaminano i siti di Sputnik, vero strumento di guerra ibrida, oggi termine molto in voga. Non c'è che dire, grazie per la pubblicità! Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Vincenzo Maddaloni, giornalista, corrispondente a Varsavia negli anni di Lech Wałęsa e di Wojciech Jaruzelski, a Mosca durante l'era di Michail Gorbachev.

—  Da Repubblica a La Stampa, molti giornali italiani in questo periodo scrivono di Sputnik Italia, del pericolo della fatidica "propaganda russa". Vincenzo, perché quest'interesse secondo te?

Vincenzo Maddaloni, giornalista
© Foto : fornita da Vincenzo Maddaloni
Vincenzo Maddaloni, giornalista

—  Penso che ci sia un timore per questo ammodernamento dell'informazione russa, perché l'immagine rimasta, soprattutto presso la generazione ancora al comando, è quella di una Russia vestita da Tass. Vedere un magazine come può essere Sputnik Italia, moderno, aggiornato, sincero e informato li spaventa. Oggi di fronte ad un media di questo genere, c'è il timore di perdere il monopolio dell'informazione e dei punti di vista.

—  In Occidente non fanno che parlare di mass media usati dal Cremlino addirittura per destabilizzare in qualche modo l'Europa. Forse il problema sta nel fatto che i media come Sputnik e RT offrono altre informazioni e altri punti di vista, a volte scomodi?

—  Non solo offrono altri punti di vista, danno molto fastidio. Nel suo intervento la deputata polacca Anna Fotyga fomenta un vero e proprio scontro di civiltà quando dice che la stampa russa, in particolare Sputnik, fa una propaganda contro l'Unione europea come l'ISIS. Come si possono scrivere cose simili? Non esiste un'analisi obiettiva, bensì una foga distruttiva verso tutto quello che può essere una politica di distensione, che in fondo è proprio quello che Sputnik cerca di operare.

—  Possiamo dire che la risoluzione assurda della deputata polacca, che invitava a combattere Sputnik e RT, ha fatto involontariamente pubblicità a questi media, non trovi?

—  Sì, è possibile. È rimasto comunque questo clima da guerra fredda, soprattutto in nazioni come la Polonia, la Lituania e l'Estonia. C'era sempre la volontà di mantenere un clima pesante negli anni della radio Free Europe, che faceva propaganda antisovietica da Mosca. Del resto per quanto riguarda l'Italia ci sono tutt'oggi personaggi che si muovono in televisione come l'americano Luttwak, che scarica quotidianamente i suoi veleni da 40 anni a questa parte.

Sostenere una lotta contro la stampa russa vuol dire rimanere in determinati schemi e quindi vivere in tranquillità mediatica. Si parlava questi giorni in televisione di attacchi hacker e la corrispondente da New York, la signora Botteri, del tutto gratuitamente rievocava la polemica dell'intervento russo sulle elezioni di Trump. Dico gratuitamente, perché non le era stata posta alcuna domanda al riguardo. È una testimonianza in più della voglia di esprimere sempre contrarietà su tutto quello che si fa in Russia.

—  Ora è molto attuale il tema degli hacker, dell'informazione, delle fake news. Spesso non si da solo la colpa ai geniali hacker russi per aver influenzato le elezioni americane, ma anche a testate giornalistiche come Sputnik. Alla fine i media occidentali ci investono di un grandissimo potere, no?

—  Il tempo dirà da che parte sta la verità. Quello che può apparire scomodo su determinata stampa, alla fine sarà verificato. Vorrei citare un esempio: Boris Gromov, generale della 40-sima armata sovietica che lasciò l'Afghanistan in un'intervista che mi rilasciò, disse che l'intervento americano nella regione avrebbe avuto un esito comunque perdente. Non lo disse da profeta, ma perché conosceva bene la situazione in quella parte di mondo. Per quell'intervista si levarono delle critiche feroci. Dopo tre-quattro anni, visti i risultati, aveva ragione Gromov.

Quello che appare sia su Sputnik Italia sia sugli altri siti di Sputnik può essere verificato giorno per giorno. Smentire senza prove di fatto è un'operazione di truffa verso i lettori, americani, italiani e tutti gli altri, che si avvicinano a questi media russi.

—  I lettori dovrebbero essere liberi di leggere tutti i media che vogliono, che sia Repubblica, il Washington Post, Sputnik. Sta ai lettori decidere come informarsi e Sputnik Italia può tornare utile anche al pubblico italiano, che ne pensi?

—  Ovviamente, per fortuna i media si sviluppano on-line, c'è la possibilità di attingere a diverse fonti. Non è come una volta quando bisognava sintonizzarsi sulle frequenze. Oggi l'informazione è aperta a tutti. I lettori che si avvicinano a Sputnik, dovrebbero leggerlo, farsi una propria opinione, esprimere il proprio giudizio senza subire l'influenza dalla campagna pesante che si sta svolgendo in Occidente.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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giornalismo, Media, Sputnik, Russia
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