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    La soprano russa Anna Netrebko

    Soprano russa Anna Netrebko può vincere il Grammy

    © Sputnik. Igor Russak
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    Marina Tantushyan
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    La soprano russa Anna Netrebko è stata nominata per il Grammy Musical Award nella Categoria la miglior interpretazione vocale solista di musica classica, grazie al suo album "Verismo" (Deutsche Grammophon).

    Netrebko, che è stata nominata per questo importante premio per la prima volta, ha registrato il suo nuovo CD con la rinomata Orchestra Sinfonica dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, diretta da Antonio Pappano.

    In vista della cerimonia di premiazione che si terrà il 12 febbraio 2017 a Los Angeles Sputnik-Italia ha raggiunto il primo violino dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Maestro Carlo Maria Parazzoli che ha partecipato alla registrazione di questo importante album.

    — Che emozione ha provato quando ha sentito la notizia della nomination per il Grammy?

    — Ovviamente è una cosa che fa molto, molto piacere a tutti noi. Al di là del fatto del Grammy che per noi è un segno di un grande riconoscimento, però il fatto questa incisione fosse una cosa molto particolare già era chiaro a tutti noi mentre la stavamo facendo. Quindi l'eventuale premio Grammy sarebbe soltanto una conferma di qualcosa che noi forse già sapevamo. 

    La soprano russa Anna Netrebko durante il concorso internazionale Novaya Volna a Sochi
    © Sputnik. Nina Zotina
    La soprano russa Anna Netrebko durante il concorso internazionale "Novaya Volna" a Sochi

    — Come valuta i vostri chance di vincere questo prestigioso premio?

    — Io penso che un disco cosi con un personaggio della levatura artistica della Netrebko abbia ottime possibilità per riuscire ad aggiudicarselo. Comunque il bello della musica, secondo me, e che non è una cosa scientifica o matematica. Cioè i gusti sono più vari e al pubblico piacciano le cose diverse. Questa caratteristica è valida per qualsiasi forma d'arte. Con Grammy o senza Grammy, secondo me, noi comunque abbiamo raggiunto un grandissimo resultato dal punto di vista artistico. 

    — Nel 2013 il soprano russo Anna Netrebko ha già registrato un album "Britten, War Requiem" (Warner) con l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Il "Verismo" invece comprende arie da diverse opere, tra cui Adriana Lecouvreur, Madame Butterfly, Tosca e Manon Lescaut. Qual è composizione nell'interpretazione di Netrebko, che ha nel passato conquistato l'amore del pubblico con la sua Carmen, considera come il biglietto da visita di questo album?

    — Ovviamente tutte le arie sono meravigliose. Però se io dovessi scegliere, sceglierei "Un bel di vedremo" dalla Madama Butterfly, non perché sia il pezzo in cui la Netrebko canta meglio ma perché un pezzo talmente e universalmente noto che è stato interpretato da tutti i più grandi cantanti di ogni tempo. Quello, a mio parere, è un po' la pietra di paragone e la carta di presentazione di questo album. Naturalmente ci sono tante altre cose molto interessanti tra cui tutto l'ultimo atto di Manon che è ovviamente ha più ampio respiro.

    — Molto spesso la stampa e la televisione descrivono Netrebko esclusivamente come "diva". Condivide questo parere? Com'è stato lavorare e fare le prove con lei? 

    La mostra C'era una volta l'Urss, grande pittura figurativa d'oltrecortina
    © Foto: Daniel Pavel

    — Io ho avuto la fortuna di collaborare parecchie volte con la Netrebko. Si, è vero viene descritta sempre come una super diva, come l'ultima diva. E questo sicuramente fa parte del suo personaggio pubblico. Basta guardare la foto di copertina del CD Verismo dove lei si presenta come una vera e propria diva. Però devo dire invece che al contrario quando lavora, quando incide e canta, la diva si trasforma in artista e professionista di altro livello. Io ho avuto tutta questa l'impressione che fosse lì esclusivamente per far musica senza divismi che non sarebbero stati neanche necessari perché, non essendoci pubblico, noi eravamo come fosse in sala d'incisione.

    — Oggi viviamo in un contesto storico estremamente complicato, pieno di guerre, tensioni, sanzioni e controazioni, però per fortuna i cantanti lirici e musicisti russi riescono ancora a superare queste barriere. A Suo avviso, la cultura rimarrà un ambito intoccabile da questo punto di vista?

    — Io spero di sì però non credo che rimarrà intoccabile. Credo che dovremo lavorare sempre, ogni giorno tutti quanti noi che facciamo arte, che facciamo cultura perché rimanga intoccabile. Non è una cosa ne così facile, ne automatica. E' un lavoro costante di tutti giorni, di tutte quelle che amano la pace e l'arte perché altrimenti l'intoccabile di per se' non rimane niente.

    — L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è molto stimata in Russia. Avete per caso nel programma di 2017 un tournee nelle città russe? 

    — Per quanto mi risulta per adesso purtroppo non abbiamo programmato nessun tournee in Russia. Però abbiamo tanta speranza di tornarci un giorno perché in effetti siamo stati molte volte sia a Mosca che a San Pietroburgo. Ci torniamo sempre molto volentieri perché la tradizione musicale russa è veramente molto importante e poi appunto io, essendo violinista, mi emoziono moltissimo ogni volta quando suono in Russia, nella patria di violino.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    musica, Intervista, Russia
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