18:50 18 Dicembre 2018
Cartellone con le foto di Putin e Trump, Montenegro

Con Trump stop sanzioni alla Russia?

© REUTERS / Stevo Vasiljevic
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Tatiana Santi
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L’Unione europea ha prolungato di altri sei mesi le sanzioni alla Russia, ballando così l’ultimo giro di valzer con la vecchia amministrazione americana. Si chiude in bellezza l’anno 2016 dell’Ue, che per l’ennesima volta fa della Russia un nemico. Con Donald Trump presidente stop sanzioni alla Russia?

Paolo Gentiloni, per la prima volta da premier a Bruxelles, ha lanciato un segnale all'Europa dicendosi contrario ad un nuovo pacchetto di sanzioni antirusse per la situazione siriana, come desideravano invece alcuni Paesi Ue. L'Italia è in prima fila per togliere le sanzioni alla Russia, ma alla fin fine le sottoscrive come sempre.

La Russia, come si evince da una nota del Cremlino, si è detta subito disponibile a collaborare strettamente con il nuovo esecutivo italiano, ma l'Italia non sembra altrettanto pronta. Quanto dureranno queste folli sanzioni? Con Trump cambierà finalmente musica? Quali rapporti fra Ue e Russia ci aspettano nel 2017? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano.

—  L'Unione europea ha prolungato nuovamente le sanzioni alla Russa di 6 mesi. Professor Sapelli, come commenterebbe questa decisione?

Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano
Giulio Sapelli, professore ordinario di storia economica all'Università statale di Milano

—  Un errore, un ennesimo passo falso, perché non farà altro che irrigidire le parti. È evidente che siamo entrati in una fase di negoziazione e le pressioni perché questa negoziazione non abbia un esito positivo vengono dagli Stati Scandinavi e gli Stati Baltici. C'è una forte pressione da parte della Svezia che si è realizzata nel tentativo di non far raddoppiare il Nord Stream con Gazprom, che passa per un'importante regione svedese. Anche se il presidente della regione, il sindaco della città interessata è stato da sempre favorevole, c'è stata una pressione diretta dal primo ministro svedese perché ciò non accada.

Poi c'è la pressione dei Paesi Baltici, perché facevano parte dell'Unione sovietica. Si è risposto in modo molto negativo alla manovra che le Forze Aeree russe e alcuni sommergibili atomici hanno fatto dirigendosi dal Mar Artico fino al Mediterraneo davanti alla Siria per contribuire alla sconfitta dell'ISIS. Da molti è stata vista come una manovra aggressiva e non com'è in realtà, anche secondo me, una linea di politica estera già espressa da Primakov: per il riprendere il proprio ruolo la Russia dovrebbe rafforzarsi nei Mari caldi. Non c'è niente di nuovo né di aggressivo.

È altamente stupido, ma queste sono le pressioni della diplomazia americana obamiana e clintoniana, che verrà rinnovata con la vittoria di Trump. Vediamo oggi l'ultimo colpo di coda della vecchia diplomazia, che vede il riavvicinamento della Russia alla Turchia in Medio Oriente, come un tentativo di staccare la Turchia dalla NATO. Io non credo proprio che Putin abbia la folle idea di staccare la Turchia dalla NATO, la Russia può avere buoni rapporti con la Turchia tanto più se essa rimane nella NATO. Chiunque sappia un po'di diplomazia, lo capisce.

—  Secondo lei con Trump le sanzioni finiranno l'anno prossimo?

—  Sì, io penso di sì. Gli ambasciatori americani nominati da Trump in Europa faranno pressione sui rispettivi governi per andare verso un abbandono delle sanzioni. Qualsiasi cosa possiamo dire della politica di Trump, del suo stile un po'selvaggio, non è certo una persona educata, ma ha un'idea giusta: il mondo può riavere un ordine solo attraverso una cooperazione fra Stati Uniti e la Russia.

—  L'Italia è in prima fila per togliere le misure restrittive antirusse, ma poi però alla fine le sottoscrive sempre, perché?

—  Perché ci sono pressioni americane in politica estera, soprattutto mediterranea. Qui è l'errore degli italiani, perché il vero scontro che l'Italia ha nel Mediterraneo è con la Francia. I francesi sono i principali nemici dell'Italia, fanno di tutto per cacciarci dalla Libia, c'è stato poi il caso dello studente Regeni, che non è stato sicuramente ucciso dagli egiziani. Gli italiani hanno avuto un comportamento scomposto, l'Italia è stata allontanata dall'Egitto e questo la danneggia molto.

Gentiloni, ma anche Renzi, hanno dei buoni principi, sanno che la collaborazione con la Russia è essenziale per l'Italia, ma per la pressione esercitata dalla diplomazia americana sbagliano. Se questo sbaglio viene continuato sarà molto grave per l'Italia, che è in forte crisi economica, come l'Europa. L'Italia potrà sollevarsi solo se contribuirà alla ricostruzione del Medio Oriente. Dato che la Russia avrà un peso importante per decidere chi ricostruirà il Medio Oriente, per l'Italia avere dei buoni rapporti con la Russia è fondamentale. Sarebbe stato molto meglio se Gentiloni al di là delle pressioni francesi, tedesche e americane, avesse detto "no" al proseguo delle sanzioni fin da subito. Sarebbe stato un buon inizio, veramente significativo della sua carriera da primo ministro.

—  L'Italia potrebbe avere un ruolo importante nella ricostruzione dei rapporti fra Russia e Europa?

—  Sì, io credo di sì. L'Italia dovrebbe liberarsi da tutti i condizionamenti esterni. Anche la Germania e la Francia in cuor loro vorrebbero evitare le sanzioni, ma adesso dovranno affrontare le campagne elettorali e temono la parte dell'opinione pubblica che non guarda con favore alla Russia e che vede Putin come un aggressore dell'Ucraina.

La gente però non sa la storia, non sanno che la Russia è nata a Kiev e che la Crimea fino al 1964 apparteneva alla Russia, che poi ci fu la decisione folle di Kruscev di regalarla all'Ucraina.

La Germania e la Francia premono affinché anche l'Italia faccia le sanzioni. L'Italia fa un errore gravissimo, soprattutto adesso con la presidenza di Trump.

—  Come vede il prossimo futuro dei rapporti fra Russia e Unione Europa nel contesto geopolitico che sta cambiando con il fattore Trump?

—  Io vedo un miglioramento netto, soprattutto se in Francia vincerà Fillon, che è un amico della Russia, all'ultimo Valdai dove partecipai c'era anche lui, fece un discorso molto significativo e positivo. Lui è molto favorevole alla Russia in sé come potenza destinata a dare un contributo per la pace e la sicurezza mondiale.

Ci saranno però molte divisioni, in Unione europea inizieranno le polemiche. I Paesi Baltici, e la Polonia soprattutto, hanno un atteggiamento spiccatamente antirusso. I polacchi già polemizzano con l'Ue per molti aspetti in politica economica.

Nascerà una discussione molto accanita e molto dura, sarà un passo avanti verso la lacerazione dell'Unione europea. Dato che non ho un giudizio positivo su quest'Unione europea, per me questo processo non è negativo, è un'occasione per prendere la meteora europea per la coda e rovesciarla.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Unione Europea, Sanzioni, Donald Trump, Russia
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