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    Savoini: “Speriamo di andare alle elezioni anticipate in primavera”

    © Foto: Marco S
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    Marina Tantushyan
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    Gli italiani hanno bocciato il tentativo del governo Renzi di riformare la costituzione. Dichiarandosi responsabile del fallimento, il primo ministro ha detto che andrà al Quirinale per consegnare le sue dimissioni al presidente della Repubblica che però per adesso sono state congelate.

    Che tipo di formazione avrà il nuovo governo, ci saranno le elezioni anticipate o esiste ancora la possibilità che Presidente Mattarella chiederà Renzi di ritirare le dimissioni?

    Sputnik Italia ne ha parlato con Gianluca Savoini, presidente dell'Associazione culturale Lombardia Russia, responsabile della Lega per i rapporti con la Russia.

    Gianluca Savoini: "Come è ormai noto, Renzi ha accettato di "congelare" le sue dimissioni fino a venerdì su richiesta del presidente della Repubblica, per permettere un passaggio lampo della manovra finanziaria al Senato. Speriamo veramente che non ci siano brutte sorprese e Renzi si dimetta una volta per tutte. Quando sento parlare di "senso di responsabilità" manifestato a parole da chi per oltre due anni ha devastato il paese, riempiendolo di immigrati, delinquenti e disoccupati, mi scappa da ridere. Questo regime renziano, duramente colpito dal voto referendario di domenica scorsa, farà di tutto per non permettere di andare alle elezioni anticipate in primavera, come ha immediatamente chiesto Salvini cinque minuti dopo il primo exit poll nella notte di domenica. C'è da sperare che il Pd non trovi qualche stampella interessata anche fra alcune parti dell'opposizione". 

    Corrispondente: Che conseguenze avrà il fallimento del referendum sulla politica e l'economia italiana? C'è il rischio che Italia cada in un periodo d'instabilità? E vero, come dice la stampa estera, che la crisi economica, e soprattutto quella bancaria, sarà aggravata?

    Gianluca Savoini: "La stampa estera, come quella italiana, e i vari personaggi di grido che imperversano su tutte le tv prefigurando scenari negativi, per metà recitano una parte in commedia nel teatrino globale e per l'altra metà non capisce nulla, perché non approfondisce le tematiche, non studia. Così come è accaduto per la Brexit e poi per le elezioni americane, sondaggisti e establishment si sono schierati in maniera totale dalla parte di chi ritenevano vincitore, ma che invece poi ha perso. E' successo anche in Italia per il referendum. Questi maggiordomi dei poteri forti internazionali raccontano solo frottole per cercare di spaventare l'opinione pubblica, ma se guardiamo ai fatti reali notiamo che Wall Street è ai suoi massimi storici nonostante (o grazie?) a Trump e anche la Borsa italiana è in segno positivo dopo la vittoria del No. Non che mi interessi la sorte della borsa, ma visto che tutti prefiguravano scenari apocalittici, ecco il ben servito. Che tacciano e si vergognino, questi buffoni propagandistici". 

    Corrispondente: Nel contesto mondiale la scelta di respingere le riforme di Renzi è stato paragonato al Brexit e alla vittoria di Trump. L'anno prossimo i due grandi dell'Ue — la Germania e la Francia — andranno alle elezioni nazionali e i partiti di estrema destra stanno guadagnando punti in entrambi i paesi. E' veramente possibile che il risultato di questo referendum possa contribuire a un drastico cambiamento dell'Occidente? Come vede la mappa "ideologica" dell'Europa fra qualche anno?

    Gianluca Savoini: "Speriamo che oltre ai francesi e ai tedeschi possano andare al voto anche gli italiani. Lo hanno chiesto espressamente votando No a Renzi pochi giorni fa. Io starei più attento a definire di "estrema destra" partiti che in realtà sono identitari e sovranisti, come la Lega, il Front National e Alternative fuer Deutschland.Stiamo assistendo da qualche tempo a forti scosse telluriche che colpiscono l'ordine globalista instaurato dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine dell'Urss. Negli ultimi mesi il terremoto ha veramente cominciato a fare grossi danni nel fronte mondialista e adesso la Superpotenza Usa che ha sempre cercato di difendere in ogni modo la struttura di un mondo unipolare, si trova guidata da un presidente che la pensa in maniera diametralmente opposta. Bisognerà vedere se Trump passerà dai propositi ai fatti concreti dopo che si sarà insediato alla Casa Bianca, ma i segnali per ulteriori enormi scosse telluriche geopolitiche sono evidenti. Ormai le ideologie tradizionali legate al mondo della destra e della sinistra sono superate: esistono due fonti contrapposti, quello identitario e sovranista e quello globalista e ultra-liberale. Lo scontro finale si sta svolgendo ovunque su questi presupposti e per la prima volta dal dopoguerra l'establishment che ha dominato in tutti questi anni sta perdendo le prime importanti battaglie. Ma la guerra è ancora lunga". 

    Il leader del Movemento 5 stelle Beppe Grillo
    © AFP 2017/ Filippo Monteforte

    Corrispondente: Per ognuno che ha votato NO quel NO ha rappresentato un'idea diversa. Per qualcuno significava un blocco al tentativo di Renzi di indebolire il potere legislativo e aumentare i poteri propri. Per qualcun altro significava un rifiuto della politica di Bruxelles. E così via. Che cosa significa il NO per la Lega Nord e quale sarà il vostro prossimo passo? 

    Gianluca Savoini: "Per la Lega Nord il No al referendum è stato un No ai poteri forti internazionali che hanno creato i governi italiani degli ultimi quattro anni. E' anche vero che, se fosse passata la riforma di Renzi, l'Italia avrebbe ulteriormente regalato quel poco di sovranità rimastagli all'Unione europea, quindi è stato anche un No a questa Ue burocratica e al servizio dei banchieri e non dei popoli. Il prossimo passo lo ha annunciato Salvini: andare alle elezioni al più presto, senza perdere tempo. Prima che sia troppo tardi".

    L'opinione dell'autore può non coincidere con l'opinione della redazione.

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    Referendum, Intervista, Lega Nord, Matteo Salvini, Matteo Renzi, Italia
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