09:30 05 Dicembre 2016
    Vladimir Putin parla all'Assemblea Federale

    La Russia non cerca nemici, ma alleati per la sicurezza mondiale

    © Sputnik. Grigoriy Sisoev
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    Tatiana Santi
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    La Russia non cerca nemici, ma vuole essere artefice del proprio destino senza suggerimenti altrui non richiesti. Questa è la posizione in politica estera espressa dal presidente Putin davanti all’Assemblea Federale. Pronti a collaborare con Trump, perché dai rapporti bilaterali fra Stati Uniti e Russia dipende la sicurezza mondiale.

    Durante il consueto discorso alle due Camere riunite del Parlamento, il presidente Putin ha sollevato questioni e problematiche interne del Paese: dalla crisi economica alla crescita demografica, dalla lotta contro la corruzione all'istruzione e il welfare.

    Non potevano mancare però anche riferimenti alla situazione geopolitica, in particolare i rapporti con gli Stati Uniti e l'Unione europea, il recente caso riguardante la risoluzione europea contro i media russi. Il presidente Putin ha posto l'accento sulla questione del terrorismo internazionale, ringraziando i soldati russi per la lotta svolta contro i terroristi in Siria e parlando dell'importanza di una cooperazione internazionale contro la vera minaccia comune, Daesh. 

    Tiberio Graziani, Presidente dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica (l’IsAG), Direttore della rivista “Geopolitica”.
    © Foto: fornita da Tiberio Graziani
    Tiberio Graziani, Presidente dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica (l’IsAG), Direttore della rivista “Geopolitica”.

    Il messaggio di Vladimir Putin all'Assemblea Federale va ben oltre le stanze del Cremlino e mostra la Russia di oggi, aperta alla collaborazione con gli Stati Uniti, ma che guarda anche ad Oriente, a partner strategici come la Cina. Per tirare le somme del discorso all'Assemblea Federala di Vladimir Putin, Sputnik Italia ha raggiunto Tiberio Graziani, Presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica (l'IsAG), Direttore della rivista "Geopolitica".

    — Durante il suo discorso Putin ha ribadito che la Russia non cerca nemici, non vuole contrasti con altri Paesi, difende solamente i propri interessi. Tiberio, qual è il tuo punto di vista sulla posizione di Putin?

    — La posizione di Putin ormai la conosciamo fin dalla sua prima presidenza, da sedici anni. La Russia con Putin non ha mai tentato di invadere il campo dell'Occidente, ma è stato esattamente il contrario. Per cui il tono conciliante con cui si è rivolto alle due Camere riconferma ancora una volta la lucidità di Putin.

    Anche se da un certo punto di vista, chiaramente, magari potrebbe sembrare una sorta di debolezza nel non essere molto più assertivo, come sono stati assertivi per esempio i Clinton e l'amministrazione Obama negli ultimi tempi. Questo riguarda sia le questioni fra Stati Uniti e Russia, sia la tensione fra l'Unione europea e la Federazione russa.

    — Vladimir Putin si è detto aperto alla collaborazione con la nuova amministrazione americana. Il presidente ha inoltre sottolineato che l'accordo fra Russia e Stati Uniti è responsabile della sicurezza mondiale. Con Trump secondo te è possibile giungere a un rapporto di mutua fiducia e rispetto?

    — Con Trump è possibile, almeno così appare, anche dalla designazione di Flynn come consigliere alla sicurezza. Bisogna vedere chi sarà il sottosegretario agli Esteri. C'è senz'altro un'opportunità da cogliere che è data dall'apertura di Trump. 

    L'aspetto molto interessate sottolineato da Putin è quello relativo alla sicurezza globale. È impensabile infatti una sicurezza globale senza l'apporto e la partecipazione paritaria della Federazione russa e, a mio giudizio, anche degli altri colossi, come la Cina.

    — Putin ha parlato infatti anche dei partner orientali della Russia, sottolineando l'importanza dei rapporti con la Cina, ma anche con il Giappone. Il presidente ha spiegato che questa politica russa è dettata non dal raffreddamento con gli Stati Uniti e l'Ue, ma dal fatto che lo sviluppo mondiale segue questa direzione. Tiberio, qual è il ruolo della Russia in questo scacchiere eurasiatico?

    — L'Unione eurasiatica è un'unione economica che sta diventando sempre più politica. È una politica estera che Putin conduce da diverso tempo con l'Asia centrale e tutta l'Asia.

    Un secondo aspetto importante è la sicurezza nel Pacifico e quindi i rapporti fra Cina e Giappone, Russia e Giappone e ovviamente i due polmoni dell'Eurasia, cioè la Russia e la Cina. L'attuale distensione fra Stati Uniti e Russia potrebbe essere interessante non soltanto per la sicurezza globale, ma anche per i nuovi rapporti che potrebbero instaurarsi fra la Cina e l'America. La stabilità del Pacifico quindi ha un effetto di normalizzazione dei rapporti a livello globale e, in questo nuovo scacchiere, la Russia avrà un'importanza e una responsabilità sempre maggiore.

    — Putin ha anche accennato al caso della recente risoluzione del Parlamento europeo contro i media russi Sputnik e RT: "Hanno sempre accusato la Russia di censura nel proprio Paese, ora sono loro stessi ad esercitare questa censura". Come si può commentare questo paradosso?

    — È Il paradosso dei due pesi e delle due misure. L'Occidente utilizza una misura che dovrebbe in teoria contravvenire ai principi basilari della sua ideologia democratica e liberale. Si ritrova a censurare i media di un Paese, ma a mio giudizio nessun cittadino europeo né occidentale è obbligato ad informarsi presso RT o Sputnik o altri media della Federazione russa. C'è libertà di informarsi e chiaramente anche una libertà di informare.

    L'opinione dell'autore può non coincedere con l'opinione della redazione.

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