01:27 20 Novembre 2017
Roma+ 8°C
Mosca+ 1°C
    Vladimir Putin

    È ora di fidarsi della Russia, parla Putin (in italiano)

    © Sputnik. Alexei Druzhinin
    Opinioni
    URL abbreviato
    Tatiana Santi
    36300011600

    Parla Putin, questa volta in italiano. Il quotidiano La Stampa infatti riporta una parte tradotta in italiano del discorso pronunciato dal presidente russo al recente Forum Valdai. In questo modo, Putin si rivolge direttamente agli italiani: è ora di fidarsi della Russia.

    Proprio dalle colonne del giornale torinese, abitualmente molto critico nei confronti di Mosca, arriva forte e chiaro il messaggio di Putin.

    Nel testo il presidente russo parla della cooperazione internazionale contro il terrorismo e invita ad accantonare le minacce immaginarie, secondo cui la Russia vorrebbe invadere Paesi e conquistare il mondo.

    Fanno sul serio quei giornalisti italiani quando dipingono la Russia come una minaccia per la sicurezza dell'Europa? Sarebbero i media russi il nemico da combattere assieme a Daesh come propone l'eurodeputata Fotyga nella risoluzione recentemente approvata dal Parlamento europeo?

    I lettori italiani, nonostante una narrazione mediatica prevalentemente antirussa, con il tempo maturano una propria opinione su Putin e la Russia. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.

    — La Stampa ha riportato le parole di Vladimir Putin. Marcello Foa, come commenterebbe questo discorso di Putin?

    Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.
    © Foto: fornita da Marcello Foa
    Marcello Foa, direttore del gruppo del Corriere del Ticino, editorialista de Il Giornale.

    — Ha scritto un editoriale secondo me molto chiaro, in cui spiega quello che ad alcuni analisti italiani era chiaro, ma alla maggior parte della gente non lo è. Senz'altro non è chiaro neanche alla stampa, che ha tenuto un atteggiamento molto critico nei confronti del presidente Putin.

    Ho trovato il suo discorso molto efficace, moderato e condivisibile nelle sue argomentazioni.

    — Che idea si è fatto del passaggio dove il presidente Putin parla del ruolo della Russia e della cooperazione internazionale?

    — Io sono abbastanza pragmatico. Se analizzo la politica estera di Putin da quando lui è diventato presidente, cioè dall'anno 2000, io non trovo traccia di politiche imperialiste e espansioniste. La Russia non ha mai cercato in questi anni di ampliare la propria sfera di influenza. Tutte le tensioni che sono sorte in questo periodo, dalla Georgia all'Ucraina, dalla questione della Crimea alla situazione in Siria, non sono dovute alle azioni della Russia, ma di Paesi terzi o a operazioni più complesse. La Russia ha semplicemente reagito a queste azioni. Questo è un punto importante a mio avviso.

    È ora di smettere di parlare di minacce, anche immaginarie, è arrivato il momento di una vera fiducia reciproca", scrive Putin. Che cosa pensa di questo passaggio?

    — Quando io, partecipando ai dibattiti, chiedo di indicarmi un solo episodio in cui la Russia è stata aggressiva e fuori dalle righe, ebbene, non riescono mai ad argomentare e citarmene uno.

    Putin cita i numeri nel suo discorso: sebbene la Russia sia un Paese enorme geograficamente, dal punto di vista della popolazione non c'è paragone rispetto ai numeri dell'Ue e i Paesi NATO. A mio avviso sembra chiaro che l'élite russa attuale non ha più la mentalità imperialista dell'Unione sovietica, ma è solo desiderosa di partecipare alla globalizzazione e ad uno sviluppo economico che prima delle sanzioni ha portato grandi benefici alla Russia stessa.

    Gli occidentali e la NATO accusano Putin di essere aggressivo e di voler invadere l'Europa dell'Est, io ritengo quest'accusa non solo strumentale, ma ridicola, perché priva di ogni fondamento.

    — Putin a più riprese ribadisce che la Russia non aspira a un dominio globale. Perché secondo lei l'Occidente continua a dipingere la Russia come un nemico?

    — È molto semplice. In tutto questo l'Europa ha un ruolo passivo. Washington segna la linea della politica con la Russia. Il vicepresidente Biden all'Università di Harvard nel 2014 disse che gli americani avevano costretto gli europei a imporre le sanzioni alla Russia. Quella fu una gaffe diplomatica, che la dice lunga però su chi guida questa campagna contro la Russia.

    A mio giudizio, l'America da diverso tempo cerca di applicare l'idea strategica di Brzezinski, secondo cui chi controlla l'Eurasia, controlla il mondo. Chiaramente gli Stati Uniti non vogliono una Russia indipendente, ma un Paese totalmente allineato, un po'com'era la Russia di Eltsin, un presidente, che soprattutto dopo i suoi problemi cardiaci, era di fatto molto appiattito sulle posizioni americane.

    — Con Putin invece com'è cambiato il rapporto con gli Stati Uniti?

    — Putin invece ha dimostrato di avere un'indipendenza di giudizio e di voler difendere gli interessi della Russia, questo ha provocato le tensioni che conosciamo. Nel 2004 Putin ha visto la rivoluzione arancione a Kiev, e prima le varie azioni in Kirghizistan e in Georgia, ha capito che l'America aveva una doppia agenda: faceva l'amica ai congressi internazionali e poi promoveva queste rivoluzioni alla fine non così tanto spontanee, oggi lo sappiamo con certezza.

    Da qui vediamo la sua resistenza e un'America che continua ad andare avanti con la sua linea. La conseguenza finale è la situazione di impasse di oggi, che probabilmente con Trump cambierà.

    — Secondo lei quindi con Trump c'è la chance che i rapporti fra Occidente e Russia possano migliorare?

    — Secondo me sì, perché Trump l'ha detto più volte in campagna elettorale, ha nominato come consigliere alla sicurezza Flynn, che non è di certo un nemico della Russia. Adesso vediamo chi nomina come segretario di Stato.

    Spesso anche nelle relazioni internazionali l'alchimia nei rapporti personali ha un ruolo importante. Se Trump non si rimangia quel che ha promesso in campagna elettorale, ci sono le premesse per una vera distensione fra la Russia e gli Stati Uniti e dunque anche fra l'Europa e la Russia, che da un punto di vista economico e geostrategico converrebbe a tutti.

    — Al di là della famigerata propaganda di cui sono stati accusati i media russi, compreso Sputnik, i lettori italiani hanno iniziato a cambiare idea su Putin e la Russia, a cercare altre fonti, stanchi del solito mainstream antirusso?

    — Sputnik e RT fanno informazione con dei ragionamenti strategici che sono diversi da quelli degli altri media occidentali. Per cui io li ritengo una fonte di informazione molto interessante e totalmente legittima. Se vediamo che relazioni ci sono state fra le grandi testate americane e Hillary Clinton, quando era nel Dipartimento di Stato, allora dovremmo fare ragionamenti spiacevoli anche sulla stampa occidentale. Quella in Occidente non è propaganda russa, ma informazione e un modo di vedere il mondo diverso. Non c'è nessun obbligo di leggere Sputnik o o RT.

    Sputnik
    © Sputnik. Alexey Filippov

    Per quanto riguarda l'opinione pubblica italiana, se prendiamo la fascia di pubblico un po'più informata, sono spesso sorpreso dal vedere come molta gente si chieda i motivi per i quali siamo così duri con la Russia. Anche soltanto vedendo come si sta comportando Putin in Siria nella lotta contro l'ISIS, la gente si rende conto che il presidente russo fa sul serio. Ci sono ampie fasce dell'opinione pubblica italiana che stanno maturando un giudizio su Putin molto diverso da quello che viene trasmesso quasi all'unanimità dai grandi media italiani.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Correlati:

    Il messaggio del presidente Putin all'Assemblea Federale - Sputnik Italia Live 1/12 h10:00
    Сolloquio telefonico Putin-Rouhani: focus su petrolio e Siria
    Libération: demonizzazione di Putin rinforza la sua popolarità
    “Così non spaventiamo Putin”: ko dopo 2 giorni di esercitazioni cacciatorpediniere UK
    Tags:
    geopolitica, Donald Trump, Vladimir Putin, USA, Russia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik