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    Gente, occhio alla propaganda russa!

    © Sputnik. Alexey Filippov
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    Tatiana Santi
    L'Europarlamento approva la risoluzione contro i mass media russi (22)
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    È curioso osservare come la lotta per la libertà d’espressione in Unione europea possa svanire in un attimo. Per il Parlamento europeo Sputnik e Russia Today sono una minaccia pari a Daesh. Gente, occhio alla propaganda russa!

    L'Unione europea, che ama dare lezioni di democrazia alla Russia, questa volta ha sorpreso tutti con un colpo di scena. A Strasburgo infatti è stata approvata una risoluzione a firma dell'eurodeputata polacca Fotyga, la quale di fatto invita a combattere e censurare i media russi Sputnik e RT, rei di una propaganda che mirerebbe alla divisione dell'Europa.

    La risoluzione approvata contro i media russi, in realtà, è rivolta innanzitutto contro i lettori e i cittadini europei, i quali dovrebbero scegliere da soli in piena libertà quali media consultare. Evidentemente al Parlamento europeo hanno scelto molto democraticamente di censurare i media che offrono un'altra visione, a volte scomoda, rispetto all'assoluta verità diffusa dagli Stati Uniti.

    Bruno Ballardini
    © Foto: fornita da Bruno Ballardini
    Bruno Ballardini
    Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Bruno Ballardini, saggista, esperto di comunicazione strategica.

    — Bruno Ballardini, come si può definire la risoluzione contro i media russi approvata dal Parlamento europeo se non come un attacco alla libertà d'informazione?

    — Io ho letto in parte anche le motivazioni riportate dall'eurodeputata polacca Anna Fotyga. Trovo assolutamente ridicolo e assurdo questo provvedimento e anche il fatto che sia stato votato da altri politici. Ci sono stati degli eurodeputati che hanno votato a favore di questo testo. È assurdo, perché il Parlamento europeo non dovrebbe occuparsi di queste cose.

    Ci siamo dimenticati della propaganda americana, del fatto che gli americani sono i primi a fare propaganda. Se viene fatto un provvedimento del genere dal Parlamento europeo, dovrebbero fare lo stesso con la Radio Free Europe, un'agenzia di stampa finanziata dalla CIA che esiste dal 1950 con sedi in vari Paesi europei compresa l'Italia. Questa radio fa propaganda che serve a mantenere alta la tensione con i Paesi dell'Ex Unione Sovietica. Oggi questa russofobia è anacronistica.

    — Perché l'Unione europea non ha intenzione di lottare contro la propaganda americana allora?

    — Io mi aspetto che questo sia uno degli ultimi atti di una strategia vecchia che apparteneva anche all'ultima amministrazione americana, la quale ha speso molti soldi per la propaganda contro la Russia e contro i Paesi alleati della Russia. Si parlava di Assad come di un regime, abbiamo sentito la parola "regime" in tante occasioni, ma veniva propagata dalle stesse agenzie con sede in America. Parliamo di United Press per esempio: il resto dei Paesi alleati pubblicavano facendo copia-incolla direttamente, senza mai verificare quello che veniva diffuso da un paio di fonti. Chi fa seriamente il lavoro di giornalista, sa che non bastano due fonti, bisogna verificare bene i dati. Tutti i Paesi allineati da anni continuano a pubblicare quello che piace e vogliono gli Stati Uniti. Non è più possibile essere così dipendenti al di sotto di un unico amministratore della verità. La verità non può essere amministrata.

    — Evidentemente l'Unione europea con questo provvedimento ha voluto censurare i nostri media per delle informazioni scomode che andavano ad intaccare quell'unica assoluta "verità" diffusa dagli Stati Uniti fino adesso?

    — Chi si occupa di informazione non può che apprezzare il lavoro fatto da RT e Sputnik. Sono media non solo molto efficienti, ma molto puntuali nel fornire delle notizie molto attendibili e solide. Non c'è più propaganda che in altri Paesi. Parlare di propaganda da parte di chi è alleato come i polacchi degli Stati Uniti è assurdo, perché la propaganda la usano abbondantemente, la teorizzano nelle università americane. È ridicolo tutto ciò, chi studia comunicazione sa queste cose.

    Arrivare all'insulto di paragonare l'informazione fornita dai media russi alla propaganda dell'ISIS è assurdo.

    Nell'UE lottano contro i media Russi
    © Sputnik. Vitaly Podvitsky
    Nell'UE lottano contro i media Russi.
    — Lei ha scritto il libro "ISIS® - il marketing dell'Apocalisse" (Baldini&Castoldi). Com'è possibile secondo lei che al Parlamento europeo siano arrivati a questo punto: paragonare Sputnik e RT a Daesh?

    — L'insulto era articolato in questa maniera: in questo momento la propaganda dell'Isis è stata la più tecnologica e strategicamente efficace rispetto ai vecchi tipi di propaganda. Ad alcuni convegni ho spiegato che loro hanno usato per la prima volta una strategia che si chiama "transmediale", una novità assoluta. Si pensava che sarebbe stata utilizzata in tempi di pace, io assieme ad altri studiosi aspettavo di vedere quando si sarebbe usato questo sistema. Non pensavamo che sarebbe stato usato in guerra e da gente esperta. L'ISIS ha nella cabina di regia persone che conoscono molto bene il mestiere e le tecniche di comunicazione, credo esperti anche occidentali.

    Nel mio ultimo saggio ho spiegato chi è l'ISIS e da dove viene: è una costola di Al-Qaida, ma la cabina di regia è saudita e statunitense, questo si sa. Oggi hanno la faccia tosta di paragonare questo tipo di propaganda a quello delle agenzie di stampa russe. Allora anche Associated Press fa propaganda, ma non c'è soltanto la propaganda americana, c'è anche l'influenza di Israele, come nel caso del giornale italiano La Stampa. Gli interessi geopolitici si trasformano in comunicazione, quindi propaganda. Convincere la gente che un Paese è cattivo o buono può determinare anche degli effetti in termini economici, commerciali e politici. Oggi la guerra purtroppo si fa anche con la comunicazione. L'ISIS l'ha capito per primo e l'ha fatto.

    — L'idea di paragonare il Daesh ai media russi ha superato ogni limite.

    — È talmente surreale che è impossibile ascoltare le parole di una persona come la Fotyga del gruppo dei conservatori e riformisti europei, quando lei per prima fa parte di un insieme di persone corrotte. Si tratta di un Parlamento europeo decadente che non serve più a niente. Serve solamente agli scopi geopolitici della più grande potenza di propaganda del mondo, non dimentichiamo che gli Stati Uniti fanno propaganda per sé stessi già dal dopoguerra. Lo fanno a partire dal cinema, dove passa l'idea di un governo mondiale guidato dagli USA, l'abbiamo visto in Star Trek, in Guerre Stellari. A partire dal film Western i bianchi americani vincono su tutti gli altri che sono selvaggi e devono essere colonizzati. Questo non è possibile, stiamo scherzando?

    — Possiamo dire che con questo provvedimento l'Unione europea, così famosa per la sua lotta per i diritti, ha mostrato una sorta di degrado della democrazia o quanto meno ha fatto dei passi indietro in questo senso?

    — Sembra quasi che lotta per i diritti della libertà d'espressione sia una lotta dei corrotti o delle persone che stanno distruggendo il significato della parola democrazia. Queste persone sono capaci di fare pressioni sull'opinione pubblica e modificare il significato delle parole. In bocca di queste persone la parola democrazia non significa più niente.

    — Speriamo che non si arriverà a delle conseguenze critiche e che i lettori europei possano leggere e consultare i media che vogliono, compresi Sputnik e RT.

    — Voi dovete continuare a fare il vostro lavoro, perché lo fate molto bene, meglio di molti altri. Semplicemente mi auguro che il mondo si svegli da questo sonno mortale, perché è stato anestetizzato per anni con la propaganda. Il rischio di restare a dormire è molto grave, perché può portare anche alla guerra e noi non possiamo permetterlo.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tema:
    L'Europarlamento approva la risoluzione contro i mass media russi (22)

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    L'Unione Europea approva la risoluzione contro i media russi
    Tags:
    ISIS, libertà d'espressione, liberta` di stampa, risoluzione, propaganda, stampa, Parlamento Europeo, Europarlamento, Anna Fotyga, UE, Russia
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