19:04 11 Dicembre 2018
Russia-UE

Dalle Marche appello a Putin e Juncker: basta sanzioni

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Tatiana Santi
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Dai territori martoriati dal terremoto parte un appello a Putin e Juncker per sospendere le sanzioni. È il presidente della Camera di Commercio di Pesaro ed Urbino Alberto Drudi a chiedere aiuto in una lettera rivolta al presidente russo e al presidente della Commissione Europea: basta sanzioni.

Arriva forte e chiara la richiesta di aiuto per le aziende messe in ginocchio dai recenti drammatici terremoti scagliatisi contro le Marche e l'Umbria, regioni già colpite, come il resto d'Italia, dalla guerra economica in atto fra Bruxelles e la Russia.

La sola provincia di Pesaro e Urbino ha perso 88 milioni di euro solamente nei primi sei mesi dell'anno. Gli imprenditori dicono basta e si rivolgono direttamente all'Unione europea e al presidente Putin con un auspicio di pace. Sputnik Italia ha intervistato l'autore della lettera, Alberto Drudi, Presidente della Camera di Commercio di Pesaro ed Urbino, membro del Consiglio della Camera di Commercio Italo-Russa.

— Presidente Drudi, ci potrebbe parlare della lettera che ha scritto a Vladimir Putin?

Alberto Drudi, Presidente della Camera di Commercio di Pesaro ed Urbino, membro del Consiglio della Camera di Commercio Italo-Russa
© Foto : fornita da Alberto Drudi
Alberto Drudi, Presidente della Camera di Commercio di Pesaro ed Urbino, membro del Consiglio della Camera di Commercio Italo-Russa

— Io ho scritto a Vladimir Putin, ma ho scritto anche al presidente della Commissione Europea Juncker per la questione che riguarda le sanzioni verso la Russia da parte dell'Europa e l'embargo della Russia verso l'Europa, soprattutto l'Italia.

Ho scritto la lettera chiedendo sia all'Europa sia alla Russia la sospensione delle sanzioni, perché la nostra regione Marche, come anche l'Umbria, sono state colpite da un terribile terremoto. Noi come sistema di imprese abbiamo sempre avuto un rapporto straordinario, bellissimo con le istituzioni e gli imprenditori russi. Con molti imprenditori e istituzioni abbiamo un vero rapporto di amicizia. Io faccio parte del Consiglio della Camera di Commercio Italo-Russa.

In questi anni le nostre imprese hanno costruito un rapporto bellissimo con la Russia, oggi però le sanzioni bloccano e frenano tutto. Parliamo di una perdita non solo del mercato, ma anche dei rapporti in generale. Le imprese russe infatti si stanno rivolgendo in altri Paesi, questo non va bene. Abbiamo chiesto perciò la sospensione delle sanzioni almeno transitoria per le imprese delle regioni colpite dal terremoto.

— In termini economici, le sanzioni e l'embargo di risposta russo quanti danni hanno provocato alle vostre regioni?

— Tantissimi danni. Le dico che nei primi sei mesi di quest'anno solo nella provincia di Pesaro e Urbino abbiamo perso verso la Russia 88 milioni di euro. Si tratta di imprese che hanno già perso fino alcune decine di milioni. Parliamo di un danno enorme.

— I vostri territori purtroppo sono stati colpiti dal sisma. In questo contesto quanto sarebbe importante riprendere a commerciare con la Russia?

— Oltre al fattore economico c'è anche un problema psicologico, le nostre imprese avrebbero una spinta emotiva per rilanciarsi sulla produzione, perché come saprà benissimo, oggi il mercato italiano è in grande difficoltà, per non dire fermo. Le imprese che hanno subito dei danni si ritrovano da un lato a dover ricostruire e spendere, dall'altro lato non c'è un mercato per poter vendere i propri prodotti, quindi è chiaro che la disperazione è forte.

Togliere le sanzioni significherebbe per le nostre imprese una via importantissima per la produzione e il mercato, perché manterrebbero i rapporti che hanno sempre avuto con la Russia.

— Le regioni italiane, fra cui il Veneto e la Lombardia, da mesi si sono attivate per dire no alle sanzioni rivolgendosi al governo. Secondo lei può nascere una dimensione politica diretta fra le regioni italiane e la Russia? È possibile creare un dialogo diretto bypassando Roma?

— Questo è difficile dirlo, però è chiaro che se dal Veneto, dalla Lombardia, dalla Liguria, dalle Marche e da altre regioni venisse una forte spinta verso l'annullamento delle sanzioni, il governo nazionale non potrà non tenerne conto. Anche l'Europa non può non tenerne conto, perché i danni sono per tutta l'Europa, non solo per noi che abbiamo inoltre subito il terremoto.

A lungo andare il danno economico potrà diventare un danno per i rapporti politici. L'Europa ha avuto sempre ottimi rapporti con la Russia, l'Italia in modo particolare. Non poter avere più relazioni con le imprese di questo grande e straordinario Paese che è la Russia, provoca dei danni enormi a tutta l'Europa con un appesantimento particolare per l'Italia.

L'opinione dell'autore può non corrispondere a quella della redazione.

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Sanzioni contro la Russia, Embargo, Sanzioni, terremoto, Italia, Russia
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