01:39 27 Novembre 2020
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America ha scelto Trump. L'esito delle presidenziali, di una Brexit all’americana, ribalta le previsioni praticamente di tutti i sondaggi della vigilia e sta scatenando un terremoto sui mercati mondiali.

"Lavoreremo con tutti nazioni che vogliono lavorare con noi", — ha sottolineato Trump nel giorno della sua vittoria trionfale.

Per capire come cambierà il mondo con il 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America Sputnik Italia ha intervistato Raffaele Marchetti, Professore di Relazioni Internazionali della LUISS Giudo Carli.

— Prof. Marchetti, aspettava un risultato così trionfale per Donald Trump? Perché Hillary Clinton non c'è l'ha fatta?

— L'aspettativa era che Clinton vincesse. Almeno di questo parlavano i sondaggi. Però bisogna tener presente che persone non sempre rispondono francamente e hanno in qualche modo vergogna che votano per Trump e quindi i sondaggi non sono affidabili. Comunque ci sono tanti motivi perché Trump ha vinto e Clinton ha perso. Alcuni di loro hanno a che fare con Trump che ha saputo intercettare il malcontento di una larga parte dell'elettorato americano e alcuni hanno invece a che vedere con Clinton con la sua limitata capacità carismatica nei confronti degli elettori e questo naturalmente l'ha pagata.

— Il 20 gennaio 2017 il successore di Barack Obama presterà giuramento a Washington per un mandato di quattro anni e saranno determinanti i primi 100 giorni di Donald Trump. Quali potrebbero essere le mosse della sua presidenza nella politica interna?

— Il nuovo presidente degli Stati Uniti avrà appunto tantissimo potere — controllerà la presidenza, la Camera e il Senato. Ci aspettiamo che lui prende delle decisioni economiche importanti riguardo questioni commerciali, riguardo questioni di immigrazione. Il terzo tema importante al quale Trump ha dedicato molta attenzione durante la campagna elettorale era la tassazione. Cioè lui dovrebbe diminuire la libertà di importare merci negli Stati Uniti attraverso la rottura di alcuni accordi commerciali che sono oggi in vigore. Dovrebbe anche abbassare la tassazione e rendere più difficile il processo di immigrazione negli Stati Uniti.

— Con la vittoria di Clinton si temeva tanto che Hillary diventerà una "President of War" e trascinerà il mondo in una guerra mondiale. Quali prospettive a questo riguardo ci sono adesso con Trump?

— Con Trump ci aspettiamo un miglioramento dei rapporti con la Russia e un relativo allontanamento dall'Unione Europea. La questione con la Cina è più controversa. Da un lato Trump aumenterà il livello di tensione economica ma mi aspetto che non sia invece interessato ad aumentare la tensione politica e quindi probabilmente le dispute sulle isole del Mar meridionale cinese verranno attenuate.

— Che effetto avrà la vittoria di Donald Trump invece sulla NATO visto che lui ha promesso di tagliare le spese militari?

— Avrà l'effetto che i Paesi europei dovranno spendere di più in budget di difesa. Quindi questo significherà un aumento del contributo a difesa di tutti paesi europei.

— Come affronterà l'amministrazione Trump la crisi siriana? A Suo avviso, si possa aspettare una revisione della politica americana in Siria e nel Medio Oriente in generale?

— Molto dipenderà da come Trump svilupperà i rapporti con il mondo arabo e in particolare con i paesi del Golfo che avevano un rapporto molto stretto con Hillary Clinton e molto meno con Trump. Su questo aspetto è un po' l'incognita. Vediamo come il nuovo presidente americano costruirà i rapporti con il mondo sunnita e con l'Israele perché questo ovviamente poi determinerà anche come gli USA si moveranno nel Medio Oriente nei prossimi anni. Su questo però è molto difficile fare previsioni…

— Donald Trump era spesso accusato di simpatie nei confronti di Putin. Trump ha pure detto varie volte durante la compagnia elettorale che, se vince, l'Ucraina non sarà più tra le priorità della Casa Bianca. Come cambiano adesso i rapporti con la Russia che sono al livello più basso negli ultimi 30 anni?

— Certamente il tema più importante sul quale la cooperazione potrebbe svilupparsi è quello della Siria. Lì Trump ha sempre detto che vuole combattere l'Isis e io penso che ci sia un maggior coordinamento. Il tema dell'Ucraina naturalmente andrà rivisto. Mi immagino che il governo ucraino vedrà in parte diminuito il forte sostegno che ha avuto fino ad oggi dal governo americano e quindi questo ovviamente cambierà la forza in campo. Inoltre, se il rapporto migliorerà, è possibile prevedere che ci sia una ridiscussione delle sanzioni sia da parte statunitense, sia di conseguenza anche da parte europea.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Donald Trump, Vladimir Putin, Siria, UE, USA, Cina, Russia
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