03:13 16 Novembre 2019
Donald Trump

Con Trump l’Europa non ha nulla da temere

© AP Photo / Jae C. Hong
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Signore e signori, ecco a voi Donald Trump! L’esito delle elezioni americane ha letteralmente spiazzato i giornalisti italiani, che davano per scontata la vittoria della Clinton. Con Trump l’Europa non ha nulla da temere, ecco perché.

Il governo e i media italiani hanno tifato fino all'ultimo con tutte le loro forze per Hillary Clinton, sarebbe interessante saperne anche i motivi. Indubbiamente dal presidente americano dipendono gli equilibri politici in Europa e sullo scacchiere internazionale. Di conseguenza più che gli scandali sessuali durante la campagna elettorale sarebbe stato più utile capire i programmi dei due candidati in politica estera.

Come cambieranno gli assetti politici in Europa e in Italia? Fra Mosca e Washington inizierà finalmente una fase di distensione? Sputnik Italia ne ha parlato con Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss Guido Carli di Roma.

— Donald Trump presidente. Germano Dottori, che riflesso avrà la presidenza Trump sull'Europa, in particolare sull'Italia a suo avviso?

Germano Dottori
© Foto : fornita da Germano Dottori
Germano Dottori

— Cominciamo con una constatazione: abbiamo evitato una Presidenza Clinton, che prometteva di essere piuttosto impegnativa per l'Europa, con un'agenda basata sull'esportazione aggressiva dei diritti umani ed interventi anche militari tesi al cambiamento dell'ordine politico in Stati sovrani terzi. Avremmo avuto di certo un innalzamento delle tensioni nel nostro Continente, tanto più marcato in quanto Hillary non ha mai nascosto la sua forte avversione alla Russia, viscerale prima che politica, come ha notato Jeremy Shapiro.

Trump perseguirà gli interessi nazionali del suo Paese in un modo verosimilmente molto differente. È un uomo d'affari avverso alla guerra, anche se incline alla trattativa dura. La sua politica sarà realista. E per abbassare il profilo della presenza militare americana all'estero è probabile che il President Elect cerchi prima o poi un accordo di sistema con Mosca. Certo, non farà sconti, non regalerà nulla a nessuno, ma siamo in una logica diversa da quella della contrapposizione frontale mirante al rovesciamento del Governo russo.

La lotta al terrorismo internazionale offrirà forse il primo terreno d'incontro. E forse anche la Nato verrà riorientata verso Sud. Per l'Italia, è una condizione ottimale. Non si capisce davvero perché esponenti di primo piano del Governo di Roma abbiano pubblicamente appoggiato Hillary nella campagna elettorale che si è appena conclusa.

— Putin si è congratulato con Trump. Il nuovo presidente americano ha espresso più volte la volontà di collaborare e ristabilire i contatti con Mosca. Secondo lei miglioreranno davvero i rapporti fra Stati Uniti e Russia o ciò non dipende totalmente da Trump?

Vladimir Putin
© Sputnik . Michael Klimentyev

— Per quanto dipende da Trump, mi attendo dei progressi, ma certo ampi settori della sua Amministrazione resisteranno a questa come ad altre spinte verso il cambiamento.  Il President Elect promette di ripulire la palude a Washington: è un'operazione che dovrà condurre con molta cautela, per sbarazzarsi dei potenziali ostacoli all'esecuzione dei suoi progetti senza perdere delle capacità tecniche importanti. Forse, il vero Trump lo vedremo in azione nel 2018, piuttosto che l'anno prossimo. Nel frattempo, occorrerà garantire al massimo la sua sicurezza: sono rimasto colpito dall'enfasi con cui, nel discorso della vittoria, Trump ha ringraziato i servizi americani per quanto hanno fatto finora per proteggerlo.

— Tutto il sistema mediatico italiano era schierato per la Clinton. Trump però è presidente, come si comporteranno ora i giornalisti che l'hanno preso in giro fino all'ultimo? Lo stesso Renzi come si rapporterà ora con Trump dopo l'endorsement alla Clinton? 

Matteo Renzi e Barack Obama
© AP Photo / J. David Ake

— Sono tuttora increduli, condizionati come sono stati tutti da quanto scriveva e sosteneva la grande stampa statunitense, che oggi sappiamo lavorava a stretto contatto con la campagna per l'elezione di Hillary, manipolando anche i sondaggi. Avrebbero dovuto mostrare maggior rispetto per gli elementi di novità che si coglievano sin dall'andamento delle primarie.

Poi, ha pesato la volontà di essere ad ogni costo dalla parte del vincitore, una vera ossessione alle nostre latitudini. In realtà, si tratta di un atteggiamento moralmente debole, se non ripugnante, perché ci sono battaglie che vale la pena di sostenere anche se si dubita di poterle vincere.  Quella a sostegno di Trump era una di quelle. Vedremo se finalmente verrà meno in Italia l'assurda censura preventiva calata persino sulle rivelazioni che concernevano la promozione da parte dello staff clintoniano di una Primavera Vaticana per distruggere il Papato, un fatto clamoroso se si pensa che l'Italia è un Paese cattolico. 

Oggi siamo più liberi. Qualunque posizione assuma Trump, le modalità di esercizio del potere cui farà ricorso saranno certamente meno invasive di quelle che avremmo visto con Hillary. Quanto a Renzi, farà probabilmente finta di niente. Dopo essersi congratulato con il neo-presidente, cercherà di conoscerlo. Vedremo cosa succederà: perché è possibile che anche Trump ci chieda di contribuire maggiormente alla stabilizzazione della Libia, magari cambiando cavallo all'interno di una strategia nuova e meno accondiscendente verso l'Islam Politico in tutto il Nord Africa ed il Medio Oriente allargato.

Ma penso che alla fine anche Il Presidente del Consiglio italiano ed il suo Ministro degli Esteri si convinceranno del fatto che i margini di manovra a loro disposizione si sono considerevolmente allargati sui molti scacchieri. È un'opportunità per crescere.

L'opinione dell'autore può non corrispondere a quella della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Presidenziali USA 2016, Hillary Clinton, Europa
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