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    Italia, il nuovo orizzonte è lavorare gratis per il governo

    © Fotolia/ Ihar Ulashchyk
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    Marco Fontana
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    Con la sua ultima uscita in pubblico, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha stracciato qualsiasi record di sfacciataggine già registrato dal governo in carica.

    Alla trasmissione di Lilli Gruber "Otto e Mezzo" la Lorenzin ha lanciato un appello dopo il disastro della campagna pubblicitaria sul Fertility Day:

    Chiediamo alle teste dei buoni creativi di aiutarci possibilmente a titolo gratuito perché, sa, dobbiamo far quadrare i conti del nostro bilancio, a trovare una nuova denominazione a questa campagna.

    Quindi, cari italiani, procreate in lingua inglese, e lavorate a gratis per il Governo! Agli occhi dei più, la campagna per la fertilità è risultata razzista, sessista e inopportuna, ma il Ministro ha rilanciato con una richiesta sprezzante e indegna della Costituzione. Già, la Costituzione italiana: quella che qualcuno riesce a definire la più bella del mondo e nel contempo la vorrebbe cambiare.

    Ripassiamo l'articolo 1: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Poi l'articolo 36: Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. Lavoro? Prego signori, ecco il meraviglioso Jobs Act, col suo rutilante nome anglosassone! Retribuzione? Suvvia, non siate venali, aiutateci gratis! Dietro le parole della Lorenzin sta qualcosa di peggio del disprezzo della Costituzione: c'è un'idea profondamente distorta del lavoro. Quanti giovani vengono sfruttati subito dopo aver conseguito il titolo di studio? Quanti vedono il loro contratto di apprendistato o tirocinio non tramutato in un contratto a tempo indeterminato? Quanti liberi professionisti lavorano praticamente senza compenso pur di avere qualcosa a curriculum e poter accedere alle gare pubbliche? Si fa un ben parlare del Jobs Act, ma si ignorano sempre alcuni dati interessanti: finiti gli incentivi, si sono già persi dall'inizio dell'anno 72mila posti di lavoro dei 500mila che Renzi decanta ogni volta che si reca all'estero. E in giro non si legge che in molti aspettano i 3 anni di fine incentivi per licenziare, visto che se anticipassero la lettera dovrebbero restituire gli 8mila euro di minori costi offerti dal Governo: sarà quindi necessario attendere 3 anni per comprendere fino in fondo l'effetto della riforma Renzi.

    E intanto, la Lorenzin si vede costretta a ritirare una campagna pubblicitaria, ribissa l'insuccesso e licenzia un funzionario, come se lei stessa non avesse visto il cartellone prima di presentarlo ai media. Ma chi vuole prendere in giro? Vengono fatte riunioni preparatorie in qualsiasi ente pubblico, si preparano conferenze stampa con giorni d'anticipo, ma al Ministro basta revocare un mandato per sentirsi a posto. Così è rimasta a piedi Daniela Rodorigo, direttrice della comunicazione del Ministero. Lo potremmo definire un gesto scaricabarile, ma dovremmo trovare un analogo termine in inglese per farci capire dai rappresentanti del governo.

    A proposito, ecco la difesa d'ufficio di Renzi: Tecnicamente parlando è stata una campagna pubblicitaria inguardabile dal punto di vista della comunicazione. E' sbagliato, lo ha detto anche la ministra. Lorenzin non deve dimettersi, non scherziamo. Ha posto un tema vero di mancata crescita demografica. Involontariamente ribadisce lo scarso rispetto mostrato verso i cittadini e verso il lavoro altrui…

    Il problema di fondo comunque rimane di carattere politico: in un primo momento sono stati resi pubblici per il Fertility Day messaggi che condannavano chi cerca la maternità oltre una certa età, poi in una seconda fase il messaggio è stato cambiato puntando il dito contro "i cattivi compagni", dove si frapponevano l'immagine di due coppie eterosessuali di bianchi "ariani" e l'immagine seppiata con un rasta, una fumatrice e un uomo di colore.

    Quindi ora vale tutto: lanciare campagne con immagini equivoche, scaricare responsabilità su terzi, lanciare appelli a lavorare gratis per il governo. E intanto nessun ministro ci spiega come mai il governo Renzi incasserà 60 milioni di euro in più di ticket per le prestazioni sanitarie e come mai è stato sospeso dal servizio un primario di Vicenza che aveva osato smascherare una cricca di infermieri e medici che facevano a gara a chi usava la cannula più grossa per le infusioni venose. Insomma, sarebbe ora di occuparsi dei problemi dell'Italia, invece di pensare a un qualche slogan che dura sì e no quindici giorni con un effetto pari allo zero virgola.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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