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11:13 23 Settembre 2019
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Uscire dall’Euro sarebbe davvero un dramma per l’Italia?

© AFP 2019 / ATTILA KISBENEDEK
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Stando ai media principali e alle dichiarazioni del governo l’economia italiana è in continua crescita e parlare di sovranità economica e uscita dall’eurozona è pressoché un tabù. Uscire dall’Euro sarebbe davvero un dramma per l’Italia?

Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord
© Foto : fornita da Claudio Borghi
Claudio Borghi, economista ed esponente della Lega Nord
Con l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, l'allarme si è diffuso su tutte le prime dei giornali, poi di fatto nessuno si è accorto di nulla e sembra che l'Inghilterra non sia crollata in frantumi.

In Europa sono molte le forze politiche che sostengono la necessità di uscire dall'eurozona per riprendersi la sovranità economica, processo che non è obbligatoriamente collegato all'uscita dall'Unione europea. L'economista ed esponente della Lega Nord Claudio Borghi ha raccontato a Sputnik Italia come e perché l'Italia dovrebbe uscire dall'euro.

— Secondo lei per uscire dalla crisi economica l'Italia dovrebbe uscire dall'eurozona. Perché l'euro è il male a suo avviso?

— La moneta è lo strumento con cui i prodotti realizzati in un Paese vengono prezzati nei confronti di altri Paesi. È evidente che se questa moneta è troppo forte rispetto alla forza economica di quel Paese, i suoi prodotti e i servizi diventano troppo cari. Il sistema del Paese ovviamente va in crisi. È successo a tutti i Paesi del mondo quando hanno provato a fissare il valore della moneta ad uno Stato più forte. Si pensi per esempio all'Argentina quando prese la decisione sciagurata di fissare il peso al valore del dollaro e iniziò ad andare in una crisi irreversibile, che riuscì a risolversi solamente nel momento in cui staccarono il cambio fisso del peso rispetto a quello del dollaro.

— Come funzionerebbe il processo di una possibile uscita dell'Italia dall'euro?

— Il processo può essere fatto in due modi: concordato o unilaterale. Concordato ovviamente ha dei grandi vantaggi, se l'Eurozona si rendesse conto collettivamente che l'euro è un progetto sbagliato, alla fine anche chi ne beneficia poi ne finirebbe travolto, allora lo smantellamento diventerebbe molto semplice. Il progetto migliore sarebbe iniziare a dividere l'euro in due, prima i Paesi più forti e successivamente man mano che le aree diventano sempre più omogenee riprendere sovranità su ogni singolo Stato.

L'uscita unilaterale richiede invece una velocità di esecuzione maggiore, perché la gente potrebbe provare ad ottenere dei vantaggi speculativi dal cambiamento della moneta. Il processo andrebbe fatto chiudendo le banche per un certo periodo, riuscendo a fare la conversione che deve essere fatta con un tasso 1 a 1 di ogni moneta nazionale nei confronti dell'euro.

— Solo stando al governo con un decreto legge è possibile uscire dall'euro? Il referendum non ha senso?

— Il referendum non è una strada percorribile perché l'uscita unilaterale per i tempi di esecuzione non può essere eseguita attraverso una procedura referendaria. Oltretutto tale referendum sarebbe naturalmente viziato dal fatto di essere ancora sottoposti all'autorità di una banca centrale, che potrebbe decidere in corso di referendum di chiudere le banche paventando disastri, disperazione, esattamente come è successo nel caso del referendum in Grecia.

L'unica maniera è presentarsi alle elezioni con l'uscita dall'aerea euro nel programma ed esigerlo.

— Uscire dall'euro sarebbe più facile assieme ad altri Paesi europei. Voi della Lega state già lavorando in questa direzione con i colleghi francesi e austriaci?

— Certamente. Quasi tutti i Paesi che appartengono al nostro gruppo al Parlamento europeo condividono la nostra posizione sulla necessità di smantellare l'euro. Quelli che non lo fanno è perché hanno già la loro moneta e quindi non hanno i nostri problemi.

Condividendo quest'idea stiamo lavorando su procedure coordinate. Qualora riuscissimo ad essere al governo assieme in Europa la cosa si potrebbe fare con minore dispendio di energia e fatica.

— Quali sono i vantaggi principali per l'Italia con l'uscita dall'euro?

— Il vantaggio principale è quello di riuscire a perseguire politiche per la crescita. Quello che non è possibile fare ora. Anche se ci si consentisse di rilanciare l'economia con delle politiche di crescita, per l'incostanza di moneta comune, il denaro messo in circolo dalla nostra economia finirebbe nei Paesi esteri. Se un cittadino italiano infatti ha ricevuto più soldi tramite un calo di tasse, utilizzerebbe questi soldi non per comprare prodotti fatti in Italia, ma fatti all'estero. Ciò a causa della moneta troppo forte.

L'unica maniera per poter riuscire a reindustrializzare il Paese e riportare in Italia la produzione dei beni è quella di uscire dalla moneta unica.

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L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Unione Europea, euro, Economia, Uscita dall'eurozona, Italia
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