13:04 28 Novembre 2020
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La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia dedica sempre un ampio spazio ai cinematografisti russi. Cambiano i direttori di festival e la situazione politica ma l’amore nei confronti della Russia non si spegne.

Quest'anno nella sezione "Classici" saranno presentati due capolavori del cinema russo: "Oci Ciornie" (1987) Mikhalkov ispirato ad alcuni racconti di Anton Chekhov e la pellicola di fantascienza "Stalker" (1979) del leggendario Andrej Tarkovskij basata sul romanzo dei fratelli Strugatskij "Picnic sul ciglio della strada".

Anche il maestro russo Andrei Konchalovskij torna a Venezia dopo aver vinto il Leone d'argento nel 2014 con un suo nuovo film "Rai" ("Paradiso") che è stato incluso nel concorso.

Sputnik-Italia ha raggiunto il noto studioso Valerio Mentosi per capire perché il cinema russo è così amato in Laguna?

— A mio avviso, il cinema russo è quasi sempre presente a Venezia per ragioni diverse. Per quanto riguarda il cinema contemporaneo cioè i film che partecipano ai vari festival e manifestazioni cinematografiche, concorsi riservati al cinema moderno, l'industria cinematografica russa produce i film in una quantità assai consistente e quindi è prevedibile che in mezzo di questi film ce ne siano diversi pellicole abbastanza meritevoli e interessanti da attirare l'attenzione di manifestazioni come quella di Venezia oppure quella di Cannes.

Per quanto invece riguarda gli omaggi, le retrospettive, nell'ambito della storia della cinema russo ci sono tantissimi autori importanti, grandi maestri che hanno influenzato generazioni e gli autori che sono venuti dopo di loro. Io mi riferisco a Tarkovskij, Georgij Danelia oppure Čuchraj che quando l'occasione si presta (per esempio, potrebbe essere il restauro di un vecchio film) è giusto che questi grandi autori che hanno fatto la storia del cinema vengono riproposti per i giovani generazioni che non hanno mai visto questi film e hanno occasione di scoprirli e anche per un pubblico di spettatori più vecchi che li hanno già visti ma magari hanno l'occasione per riscoprirli.

— Cosa pensa invece pensa dei film presentati nella sezione "Classici"? A Suo avviso, visto la popolarità dei film in 3D, le pellicole di questa genere sono ancora attuali oggi? Come valuta il loro contributo al cinema internazionale?

Attrici del cinema russo.
© Sputnik . Ekaterina Chesnokova

— Prendo spunto proprio da quello che sta succedendo in questo momento nella Mostra di Cinema di Venezia che ha fatto l'occasione per i due film che verranno riproposti al pubblico — "Oci Ciornie" di Mikhalkov e "Stalker" di Tarkovskij. Anche qui vorrei dare una risposta diversa rispetto a questi due pellicole. Per quanto riguarda "Oci Ciornie", devo dire che non sono proprio sicuro al cento per cento che sia un film ancora cosi influente sul cinema contemporaneo moderno. È un film molto godibile però devo dire che gran parte del merito e della riuscita del film è dovuta alla interpretazione di Marcello Mastroianni. Mastroianni era un attore talmente versabile e bravo che riusciva a dare un contributo fondamentale a quasi tutti i film ai cui partecipava. Molti considerano che "Oci Ciornie" è un film troppo sentimentale, forse hanno anche ragione. Questo film non è probabilmente valido come altri lavori di Mikhalkov come, ad esempio, "Alcuni giorni di vita di Oblomov" oppure "Partitura incompiuta per pianola meccanica" o "Sciava d'amore" che sicuramente appartengono alla fase più felice della carriera di questo regista. 

È diverso invece il discorso per "Stalker" che è sicuramente un film influente. Per dire qualche anno fa in Russia è uscito un altro film "Mishen" di Alexander Zeldovich e questa pellicola era sicuramente influenzato da Tarkovskij. Oppure uno dei grandi autori del cinema fantastico contemporaneo Christopher Nolan nei suoi film, secondo me, si sente l'influenza di Tarkovskij e ci sono tantissimi similitudini.

Perché "Stalker" è un film ancora adesso così importante? Io direi perché è ancora un film universale che parla dei temi universali. Un intellettuale e uno scienziato, rispettivamente chiamati "Scrittore" e "Professore" per tutta la durata del film, si avventurano nella "Zona", un territorio rurale desolato e in rovina dove le normali leggi fisiche sono state stravolte per cause ignote. Il fatto che Tarkovskij in un film di fantascienza non usa gli effetti speciali e gestisce il film accompagnando questo viaggio fisico con il viaggio nel mondo interiore, dando quindi un idea che l'universo interno sia sconosciuto alieno come questa zona popolata dalle strane presenze e leggi fisiche imprevedibili.

Tutto questo sicuramente contribuisce a rendere questo film attuale perché "Stalker" parla dei temi universali che dicono molto ai spettatori moderni, per esempio: qual è il mio desiderio più intimo?; cosa che io desideri veramente, ecc.  Insomma, è un film di grande fascino, molto bello da vedere ancora oggi e questo, secondo me, contribuisce a renderlo lavoro di grande valore.

— Al concorso invece ci sarà il film di Andrej Konchalovskij "Rai" ("Paradiso") che racconta le storie di tre personaggi: l'emigrante russa Olga, aderente al movimento di resistenza francese, il francese Jules e il tedesco Helmut, altolocato ufficiale delle SS. Pensa che una pellicola di questa genere potrebbe fare concorrenza agli altri film in corsa per il Leone d'Oro? Come valuta i chances di Konchalovskij?

— Questo naturalmente dipende dai giurati e dalla concorrenza che avrà il film. Vorrei collegarmi a quello che ho detto prima cioè all'importanza che un film si concentri sui temi universali. Io direi che per il successo di questo film alla Mostra sarà quanto il film riesce a dire qualcosa sul tema della guerra. Il tema della guerra è un tema molto presente nella cinematografia russa — forse la Russia possiede una collezione più ricca nel mondo di film sulla guerra. Per questo esiste una serie di ragioni. Innanzitutto c'è un motivo "politico" — durante l'Unione Sovietica c'erano molte censure sui film che si poteva realizzare, uno dei pochi temi che era accettato era quella della guerra. Quindi tantissimi autori giravano i film di guerra per lavorare e esprimere attraverso questi film i temi che stavano nel loro cuore. C'è anche da dire che la Grande Guerra Patriotica, come è chiamata in Russia la Seconda Guerra Mondiale, è stato un trauma fortissimo per la popolazione sovietica e quasi tutte le famiglie hanno perso i propri cari per questa guerra e questo trauma è vivo ancora oggi. Devo dire che comunque il fattore importante è quanto questo film di Konchalovskij sarà concentrato sui temi che possano essere compressibili o sensibili per un pubblico esclusivamente russo e quanto invece il tema potrà affrontare temi universali. Faccio un esempio, io amo molto il film di Martin Scorsese "Toro scatenato" che un film su un italo-americano e racconta un certo periodo della storia americana ma il film non è solo quello perché affronta temi come cosi il successo, il fallimento, la violenza, ecc. Quindi sono i temi che dicono qualcosa a tutti, anche a chi che non conosce quel periodo della storia americana. La longevità e il successo di un film dipendono moltissimo da quanto il film riesce a essere universale.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

Tags:
film, cinema, Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, Italia, Venezia, Russia
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