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    Matteo Renzi, Angela Merkel e Francois Hollande a Ventotene

    Vertice di Ventotene, tutto fumo niente arrosto?

    © REUTERS/ Remo Casilli
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    Tatiana Santi
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    Quello di Ventotene indubbiamente è un gran spettacolo: simboli importanti, belle proposte e paroloni da lanciare al vento. Come piace a Matteo Renzi in sostanza. Tutto fumo niente arrosto?

    Il primo vertice europeo dopo Brexit si è concluso a Ventotene, luogo scelto non a caso da Renzi, che ha ospitato Frau Merkel e Monsieur Hollande in pompa magna sulla Garibaldi. Non è mancata una visita lampo per deporre i fiori sulla tomba di Altiero Spinelli, uno dei padri dell'Europa, quella unita e libera.

    Un trio a rappresentare l'Europa, dove a condurre sembra sempre lei, Angela Merkel, ferma e inflessibile sulla flessibilità. Ebbene sì, come dice Renzi "l'Europa non è finita", il problema principale forse è capire dove sta andando. Che Europa ci aspetta? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Tiberio Graziani, Presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienza Ausiliarie (IsAG), direttore della rivista Geopolitica.

    — Si è concluso l'atteso vertice di Ventotene, il primo dopo Brexit. Possiamo dire che è stato un vertice soprattutto simbolico e a forte impatto mediatico?

    Tiberio Graziani, Presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG), direttore della rivista Geopolitica.
    © Foto: fornita da Tiberio Graziani
    Tiberio Graziani, Presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG), direttore della rivista "Geopolitica".

    — Sicuramente. È stato un vertice pieno di simboli, sia per la locazione, l'Isola di Ventotene, sia per la portaerei Garibaldi, che si occupa della sicurezza nel Mediterraneo. Al di là dell'enfasi e della retorica, non vi sono risultati tangibili. Ad ogni modo questo tipo di vertici non danno dei risultati immediati.

    Ci sono stati degli enunciati, mi pare che i tre leader europei abbiano guardato alle proprie crisi interne, piuttosto che porre delle basi e delle linee guida per il rilancio dell'Unione europea.

    — Si è parlato di sicurezza, di crescita economica e di una maggior cooperazione nel campo dell'immigrazione. Si passerà ai fatti secondo te o si tratta di una passarella di belle intenzioni?

    — Credo che siamo al livello delle belle intenzioni, proposte, degli enunciati e della retorica. Si è parlato di una sicurezza e una Difesa comune, quando noi sappiamo che in Italia ci sono stati molti tagli alla Difesa. Al vertice si è parlato del rilancio culturale, quando in Italia per quanto riguarda la cultura e la ricerca ci sono stati numerosi tagli.

    Come si può inoltre parlare di una Difesa comune europea, quando poi l'Europa è allineata nell'ambito della NATO ed esegue le richieste degli Stati Uniti nel contesto strategico del Mediterraneo, che è un tema ovviamente europeo, in particolare italiano?

    — Secondo il premier Renzi "l'Europa non è finita, ma va scritta ora una pagina migliore". Questo vertice è stato anche un po'come una sfida lanciata da Renzi. Matteo Renzi se l'è cavata, è stato lui il protagonista del trio?

    — Credo che nelle sue aspettative c'era l'idea di rilanciare la sua presidenza. In realtà a me non pare proprio così. Anzi, secondo me è da scrivere un punto negativo per quanto riguarda la sua presidenza. Poi bisognerà passare a dei fatti concreti e dare seguito alle proprie parole.

    Sul piano della crescita economica vediamo un triumvirato, una forte presenza tedesca ancora maggiore rispetto a quando c'era la Gran Bretagna nell'Unione europea.

    — Niente di fatto sulla flessibilità infatti, che è stato il momento più delicato del vertice. La Merkel ha riconfermato la sua posizione.

    — Esatto. La Merkel è stata la voce più autorevole. Sulla questione della crescita ha parlato della flessibilità e dei vincoli che ci sono, valutarli spetterebbe alla Commissione europea, ha specificato la cancelliera. Sulla questione dei migranti Angela Merkel ha riproposto il problema della Turchia presentandola come un partner.

    Ritengo che il dopo-Brexit significa semplicemente una presenza maggiore della Germania nell'Unione europea.

    — Che Europa ci può attendere quindi nel prossimo futuro?

    Il presidente degli USA Barack Obama seguito dal primo ministro italiano Matteo Renzi al G7.
    © AP Photo/ Charles Dharapak

    — È un'Europa diversa che potrebbe avere anche delle chances, perché la Gran Bretagna rappresentava un certo fardello sia sul piano culturale che ideale, l'Inghilterra non si mai sentita parte dell'Europa.

    Ci potrebbero essere delle opportunità per l'Europa, ma questo dipende dalla statura degli attuali leader. Mi pare che nel confronto con Altiero Spinelli, Colorni e Rossi, gli attuali politici non riescano a comprendere bene il tempo in cui vivono e quindi mancano di decisionismo.

    — Qual è il ruolo dell'Italia nell'Europa di oggi?

    — L'Italia è proiettata sul Mediterraneo. Finché non si risolve la situazione e non si raggiunge stabilità nel Mediterraneo, l'Italia ne farà le spese. Finché l'Italia non diventa protagonista, non si sceglie gli alleati adatti chiaramente ne soffrirà nel medio lungo periodo anche l'Europa. 

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    vertice, François Hollande, Angela Merkel, Matteo Renzi, Italia, Ventotene
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