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    Petro Poroshenko

    Grimoldi: “Poroshenko ha detto la mezza verità sulle sanzioni antirusse”

    © REUTERS/ Thomas Peter
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    Marina Tantushyan
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    Il Presidente ucraino Petr Poroshenko ha ringraziato i parlamentari italiani per il loro rifiuto di approvare le risoluzioni che chiedono la revoca delle sanzioni antirusse. Però alcuni deputati sostengono che le parole del leader ucraino non corrispondono alla verità.

    Sputnik-Italia ha raggiunto l'autore di una di queste risoluzioni, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda Paolo Grimoldi per i chiarimenti:

    — Come giudica il ringraziamento espresso nei confronti del parlamento italiano da parte del presidente ucraino? Cosa è successo in realtà?

    Paolo Grimoldi
    © Foto: fornita da Paolo Grimoldi
    Paolo Grimoldi

    — Poroshenko dice una mezza bugia e una mezza verità. Nel senso che noi non abbiamo votato nessuna risoluzione, nessuna mozione che parlasse esplicitamente in modo competo del problema delle sanzioni alla Russia. La verità è un'altra che si sono votate delle risoluzioni sulla politica estera che riguardavano la situazione in Libia, in Siria e in Afghanistan e i rapporti commerciali con il Sud America, con il Giappone, l'Australia e con gli Stati Uniti. Era un documento che parlava all'estero a 360 gradi e nella risoluzione che è stata presentata dal gruppo parlamentare della Lega Nord c'era un passaggio che chiedeva l'abolizione delle sanzioni alla Russia. E' un tema molto caro alla Lega Nord. La maggioranza del governo ha bocciato la risoluzione della Lega che su cinque pagine di risoluzione conteneva tre righe che come al solito chiedevano il ritiro delle sanzioni antirusse.

    È vero che il parlamento italiano ha bocciato il ritiro delle sanzioni ma non è vero che l'ho fatto due settimane fa. Anzi adesso tutte le forze politiche, non solo la Lega, portano avanti i documenti che chiedono il ritiro delle sanzioni. Visto che le più importanti regioni d'Italia hanno votato per la revoca delle misure restrittive, tra le cui una come la Toscana a guida PD (cioè maggioranza di governo), penso che Poroshenko abbia ben poco da cantare vittoria.

    — A suo avviso, per quale motivo Poroshenko ha pronunciato queste parole che lei ritiene "mezza verità"? Quale obiettivo voleva raggiungere il leader ucraino?

    — A mio avviso, ci siano ormai troppi componenti internazionali. Mi riferisco al Senato francese, al fatto che ci sono governi e capi di stato — pensiamo della situazione in Austria e in Repubblica Ceca, in Finlandia e persino in Polonia che a causa delle sanzioni alla Russia è stata particolarmente danneggiata al livello economico. Ma soprattutto del voto del senato francese e il voto della Lombardia, del Veneto, della Liguria e della Toscana in Italia, Poroshenko ha capito che ormai l'appoggio internazionale contro la Russia sta venendo meno. E quindi il presidente ucraino cerca politicamente di rassicurare l'opinione pubblica del suo paese dicendo: "guardate all'estero mi ascoltano ancora". Io invece vedo il resultato contrario perché oramai la situazione è in caduta libera per il governo ucraino.

    — In questi mesi i consigli regionali di cinque regioni italiane — Veneto, Liguria, Piemonte, Lombardia e Toscana — hanno approvato le risoluzioni che la revoca delle sanzioni nei confronti di Mosca. Secondo Lei, dopo tutti questi tentativi il governo italiano prenderà in considerazione le vostre proposte?

    — Il governo italiano ha un serie di difficoltà su questo tema perché all'interno della stessa maggioranza di governo sempre più componenti vogliono il ritiro delle sanzioni. È una difficoltà economica, perché le misure restrittive danneggiano soprattutto il nostro paese. È una situazione di difficoltà anche di prospettiva. Vi faccio un ulteriore esempio. Noi con la situazione che si è venuta a creare con la Russia abbiamo perso l'occasione di costruire il gasdotto South Stream e adesso la Germania chiede il raddoppio di Nord Stream. Quindi anche un bambino capisce che abbiamo un governo di rimbambiti perché noi rinunciamo un progetto energetico per fare un dispetto alla Russia e la Germania, che teoreticamente mette le sanzioni alla Russia, si comporta in questo modo. Questo vuol dire che noi in Italia pagheremo di più per l'energia. 

    Noi aspettiamo il momento che in parlamento si possa votare un atto che parli esclusivamente delle sanzioni antirusse e di ritiro delle stesse. Speriamo anche che in quella circostanza si possa mettere in difficoltà il governo una volta per tutte. Crediamo che il governo Renzi non ha fatto abbastanza perché dovrebbe esercitare il veto sulle sanzioni, dopodiché persino il governo si rende conto che queste misure sono una cretinata pazzesca. 

    — Le sanzioni imposte alla Russia due anni fa hanno creato danni enormi a tutti i paesi europei. A Suo avviso, l'Italia, dove si parla sempre più spesso di revocare immediatamente queste "inutili" misure restrittive, potrebbe diventare un ponte, un interlocutore tra la Russia e l'Europa?

    — Penso che l'Italia è uno dei paesi in Europa che ha i migliori rapporti con la Russia. Siamo al secondo posto per i scambi commerciali dopo la Germania. Però in termini di intercambio culturale, di turismo e di amicizia pensiamo di essere assolutamente al primo posto. Quindi all'interno del governo cappeggerebbe tutti quelli paesi europei che in modo ufficiale o ufficioso chiedono ritiro delle sanzioni antirusse. E siccome sappiamo che ce ne sono tantissimi, l'Italia ha un`occasione storica di diventare capofila per il loro ritiro e diventare punto di rifiorimento della Russia in Europa. Inoltre adesso questo obbiettivo è facile di raggiungere. Dopo il referendum sulla Brexit e da quando il Regno Unito non fa più parte dell'Unione Europea, è molto più semplice chiedere la revoca delle sanzioni perché sappiamo benissimo che il Regno Unito era uno dei paesi più importanti sia al livello economico che dal punto di vista militare che era determinato di mantenere il regime sanzionatorio nei confronti alla Russia. Oggi con l'uscita di Gran Bretagna dall'Ue è molto più semplice chiedere il ritiro delle sanzioni perché la bilancia adesso pende molto di più verso la parte dei paesi che chiedono il suo ritiro.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    Sanzioni contro la Russia, Petr Poroshenko, Italia, Ucraina, Russia
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