16:30 08 Dicembre 2019
I voucher da 10 euro distribuiti ai migranti

Più immigrati per tutti e l'economia torna a girare

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Un caro amico italiano che vive all'estero mi segnala un articolo, apparso recentemente su BBC.com News, che mi ha talmente colpito che non posso rinunciare a riferirvi.

Il titolo: In un angolo lontano del Sud Italia, transazioni in moneta falsa non sono solo accettate dai negozi locali, sono perfino incoraggiate. A prima vista vien da pensare che si tratti di qualche solito atto criminoso imposto da qualche mafia locale ma, leggendo il resto, si scopre tutt'altra cosa.

Parliamo di Gioiosa Ionica, una piccola cittadina di quella regione ove la ‘ndrangheta la fa da padrona e dove nella vittoriosa campagna elettorale di tre anni fa l'attuale sindaco proponeva di chiedere a Roma di poter ospitare in loco quanti più migranti fosse possibile. Ora si capisce cosa aveva in testa e perché la cittadinanza lo votò.

Occorre ricordare che lo Stato italiano devolve a chi si fa carico di organizzare la permanenza e i servizi per le comunità di migranti in attesa d'identificazione o di altra destinazione ben 35 euro a testa il giorno. Proprio quella cifra, affatto irrisoria contando che parliamo di centinaia o di migliaia di arrivi il giorno e di permanenze destinate a durare diversi mesi almeno, è ciò che ha fatto dire a un delinquente di "mafia capitale" che "con i migranti si guadagna più che con la droga". Nelle intenzioni dello Stato, gli euro elargiti alle organizzazioni ospitanti, solitamente ONG private, servirebbero a coprire vitto, alloggio, assistenza medica, lezioni d'italiano e assistenza burocratica per le pratiche richieste secondo la condizione dello straniero arrivato abusivamente sul nostro territorio. Ebbene, a Gioiosa i migranti ricevono direttamente la gran parte di quella somma ma non in euro, bensì in "voucher" che possono spendere per affittare casa in gruppo e comprarsi da mangiare. La limitazione, non insignificante, è che quei "buoni" possono essere spesi solo all'interno del perimetro cittadino, perché al suo esterno non hanno alcun valore.

Immigrati protestano contro il trattamento riservato a loro in Italia
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Immigrati protestano contro il trattamento riservato a loro in Italia

Interrogato a proposito, il sindaco ha ricordato che il suo è un paese povero, con molte case sfitte o semi abitate e che, considerato il piccolo numero di abitanti autoctoni rimasti dopo le emigrazioni dei gioiosani, anche i negozi soffrivano. Ha anche aggiunto che, consentendo ai profughi (o rifugiati o emigranti che siano) di gestirsi autonomamente, si sarebbero favoriti la reciproca conoscenza e l'interscambio culturale facendo venir meno possibili tensioni invece presenti altrove. Sembrerebbe, ed è sempre lui a dirlo, che questa iniziativa porti nelle casse della città almeno un milione di euro lasciando contenti tutti: negozianti, affittacamere, "ospiti" e assessori cittadini.

Chi incassa i buoni quale pagamento sarà pagato dal Comune stesso in euro veri quando da Roma arriveranno i soldi stabiliti. Se questi ritardano (e conoscendo il nostro Paese capiterà certo di frequente) i servizi sono comunque elargiti e il credito resta a carico dei fornitori di servizi o di beni.

Non abbiamo prove dirette che tale meccanismo funzioni virtuosamente ma ce lo auguriamo. Dobbiamo però fare alcune considerazioni: innanzitutto non è un sistema replicabile in realtà più grandi, sia per ragioni economiche (si tratta pur sempre di circolazione suppletiva di denaro virtuale non autorizzato da alcuna Banca Centrale che, da molto lontano, ricorda i bit-coin) che sociali.

In secondo luogo, considerato il tutto nel suo insieme, ne risulta una situazione invidiabile anche per alcuni italiani indigenti che si troverebbero, se avessero le stesse condizioni, molto meglio di quello che invece devono quotidianamente affrontare (trentacinque euro il giorno significano quasi 1100 euro al mese. Anche se una parte se ne va al Comune e per pagare stipendi del personale delle ONG, per vitto alloggio e cure mediche avanzerebbe molto piu' della pensione minima, detta "sociale", elargita a italiani che non hanno altro reddito). Se si diffondesse la voce, non sarebbe un ulteriore incentivo per nuovi e piu' numerosi arrivi?

In terzo luogo, benche' comprendiamo le difficolta' degli abitanti di Gioiosa Ionica e siamo contenti per loro, non va dimenticato che quanto  lo Stato elargisce deriva dalle tasse di tutti i cittadini dello Stivale e imporne la spesa solo li' ci sembra, almeno in via di principio, non del tutto corretto.

Infine la nota piu' stonata: i Voucher sono stampati come fac-simile delle monete da 10, 20 e 50 euro. Su di una facciata portano la firma del responsabile del coordinamento dei servizi per i rifugiati, tale Giovanni Maiolo, e sull'altra, invece delle bellezze del Bel Paese o dell'Europa, ci sono, rispettivamente le effigi di Che Guevara, Hugo Chavez e Karl Marx. E' gia' un primo invito ai migranti per una adesione politica? O forse, solamente, si vogliono ricordare i visi di tre benefattori che hanno accresciuto la ricchezza del mondo intero e consentito, di conseguenza, l'accumulo del denaro utilizzato per mantenere, oggi e qui da noi, questi ex-disperati.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

 

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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