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17:57 23 Ottobre 2019
Dopo l'attentato a Nizza

È ora di combattere il terrorismo, l’Europa alleata alla Russia

© REUTERS / Eric Gaillard
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La strage di Nizza fa ripiombare la Francia e l’Europa tutta nel terrore, più di 80 vite innocenti spezzate all’improvviso. Evidentemente i gessetti colorati e le marce di pace non bastano più. È ora di combattere il terrorismo, l’Europa alleata alla Russia.

Franco Frattini
© Foto : Ufficio stampa SIOI
Franco Frattini
Mohamed Lahouaiej Bouhlel, si chiamava così il cittadino franco-tunisino, che a bordo di un camion, ha seminato la morte uccidendo più di 80 persone a Nizza durante i festeggiamenti del 14 luglio. L'Europa viene nuovamente colpita al cuore.

Colpisce anche il silenzio delle comunità islamiche in Europa, che dovrebbero invece collaborare con le forze di polizia nella lotta al terrorismo, segnalando i soggetti sospetti.

È ora di reagire con più forza, perché parlare di dialogo con degli estremisti, che seminano morte e terrore è ridicolo. Nella lotta al terrorismo internazionale la Russia ha un ruolo strategico, ma l'Occidente continua ad etichettare Mosca come un nemico.

"L'iniziativa del presidente Putin sulla Siria ha condotto ad una sveglia di tutta la comunità internazionale. Smettiamo di fare la guerra economica ai nostri amici, in questo caso i russi, e combattiamo i nostri nemici che sono i terroristi",

è l'opinione espressa in un'intervista a Sputnik Italia da Franco Frattini, presidente della SIOI, Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale — UN Association for Italy, già Ministro degli Esteri.

— A Nizza abbiamo visto un ennesimo attentato alla Francia. Presidente Frattini, come dovrebbe reagire l'Europa secondo lei?

Massacro a Nizza.
© AFP 2019 / Valery Hache

— Innanzitutto si devono chiudere tutti i punti deboli che abbiamo ancora in Europa: la facilità di arrivare sul territorio europeo, come è accaduto in molti casi di altri attentati, anche attraverso i flussi dell'immigrazione clandestina. Serve un maggiore controllo su coloro che arrivano sul territorio europeo.

Ci vuole molta più severità nella prevenzione che deve compiere l'intelligence. È impossibile che un personaggio come quello della strage di Nizza, già conosciuto dalla polizia, condannato per atti di violenza, possa noleggiare un camion così grande. Nessuno ha registrato questa circostanza, nessuno è obbligato a riferire alla polizia un fatto del genere… quando sappiamo che già in altri attentati terroristici sono stati usati dei camion come strumento per seminare la morte.

— Quali sono le misure da intraprendere a suo avviso?

— Secondo me occorre una tracciatura del traffico telefonico, i nostri telefoni cellulari sono come un'antenna ricetrasmittente. È necessario sapere che i sospetti per qualsiasi motivo si stanno muovendo da un luogo all'altro, come in una torre di controllo per gli aeroplani.

Bisogna inoltre allargare la rete per individuare i sospetti, molto spesso ci sono soggetti che parlano sui blog, che sui social media fanno affermazioni di simpatia verso il terrorismo. Questo basta per essere inseriti in una lista di persone che vanno controllate sempre, come vanno controllate le persone e i luoghi che frequentano.

— Le fiaccolate di solidarietà, i gessetti e "i je suis" non bastano più.

— È indispensabile che l'Europa dimostri finalmente una forza e una capacità di reazione, perché è inutile fare ancora una marcia di pace se poi i terroristi continuano a colpirci al cuore, a uccidere tutti noi. Sono molto soddisfatto ad esempio che l'iniziativa del presidente Putin sulla Siria abbia condotto ad una sveglia di tutta la comunità internazionale. Tutti hanno capito che ci voleva una grande coalizione per sconfiggere Daesh, dove Daesh è nato, cioè in Siria.  Vedo con piacere che anche gli Stati Uniti ieri, con la visita di Kerry, hanno dimostrato che sono d'accordo in linea di massima per un coordinamento diretto con la Russia contro il terrorismo.

Non si può parlare di riconciliazione e di dialogo con coloro che ci vogliono uccidere tutti quanti.

È mancata inoltre una forte ribellione delle comunità musulmane che vivono nei nostri Paesi. Oggi ha parlato la moschea di Parigi, la comunità islamica di Francia, non ho visto però i grandi leader dell'Islam nel mondo prendere la parola con altrettanta forza. Nel caso dei terroristi del Belgio abbiamo visto che la comunità islamica di Molenbeek li aveva protetti, c'era stata omertà, nessuno parlava. Le comunità islamiche vanno addirittura oltre il silenzio, arrivano alla protezione e alla tolleranza di questi terroristi.

— Che cosa dovrebbero fare le comunità islamiche?

— Bisogna dire con grande chiarezza alle comunità islamiche che non basta più il silenzio oppure qualche dichiarazione, devono aiutare le autorità di polizia indicando le persone sospette, perché loro li conoscono. Le persone che vivono nei quartieri musulmani lo sanno, come sapevano che questo criminale, che ha ucciso più di 80 persone, fosse un personaggio strano e violento. I vicini lo sapevano.

Ci vuole molto di più che l'indifferenza. Purtroppo dell'indifferenza c'è stata da parte delle comunità islamiche e in qualche caso pure la protezione.

È necessario il rigore della legge, quindi la forza e non si può più fare il discorso dei diritti del terrorista. Il terrorista ha i diritti quando è stato arrestato, ma se cerca di uccidermi, lo devo neutralizzare. I diritti delle vittime, di quei bambini uccisi a Nizza valgono molto molto di più di un sospetto terrorista. Siamo in guerra e questo bisogna dirlo.

— Dopo questo attentato è ancora più evidente la necessità di una collaborazione più stretta con la Russia per lottare contro il terrorismo?

— Con un'Europa colpita al cuore e con i terroristi che colpiscono dovunque, è ridicolo ragionare sulle sanzioni alla Russia, invece di dire che insieme alla Russia e agli Stati Uniti, l'Europa deve lottare contro il nemico numero uno, il terrorismo. Non possiamo immaginare che la Russia sia un avversario, la Russia è un partner strategico. Se vogliamo lottare contro il terrorismo dobbiamo riconoscere che senza la morsa di Putin, Daesh si troverebbe ancora a Palmira e in tante città della Siria da cui i bombardamenti l'hanno cacciato. Smettiamo di fare la guerra economica ai nostri amici, in questo caso i russi, e combattiamo i nostri nemici che sono i terroristi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.     

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Strage a Nizza, Lotta al terrorismo, Europa
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