22:57 26 Maggio 2019
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Varsavia, per la NATO il male è sempre la Russia

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Tatiana Santi
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Il vertice dell’Alleanza Atlantica a Varsavia mette alla prova i rapporti fra l’Europa e la NATO, fra la Russia e gli Stati Uniti, ma anche fra l’Europa e Mosca. Fra i temi principali vi è infatti la fatidica “minaccia russa”. Quali sorprese ci riserverà il summit?

Quello dell'8 e 9 luglio a Varsavia è il primo vertice NATO post-Brexit e l'ultimo summit dell'Alleanza Atlantica con Obama presidente degli Stati Uniti, un appuntamento che cade in un momento particolare come non mai per l'Europa, la quale vive grosse spaccature al suo interno.

Fra le maggiori preoccupazioni vi è la possibilità di uno confronto ancora più accentuato con la Russia. È di data recente infatti l'esercitazione "Anaconda" ai confini con la Russia, la più massiccia dalla guerra fredda. Prossimamente inoltre verranno stanziati, a rotazione fra Polonia e Paesi Baltici, quattro battaglioni che contano in totale 4 mila soldati. Provocare la Russia sarà la tattica migliore della NATO per assicurare sicurezza ai propri alleati? Perché Mosca viene considerata come un nemico? Che ruolo potrebbe giocare l'Italia nei rapporti fra l'Occidente e la Russia?

In attesa della riunione NATO-Russia, Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione sul vertice di Varsavia Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss Guido Carli di Roma.

Germano Dottori
© Foto : fornita da Germano Dottori
Germano Dottori

— Il vertice NATO di Varsavia si colloca in un momento delicato per l'Europa, fra Brexit e un'Unione sempre più divisa per quanto riguarda i rapporti con la Russia. Che vertice possiamo attenderci secondo lei? 

— Di quanto avverrà e sta avvenendo sappiamo quasi tutto. La riunione dei Ministri della Difesa dell'Alleanza ha praticamente eliminato tutte le incognite maggiori sul tappeto un paio di settimane fa a Bruxelles. Sorprese maggiori non sono quindi all'orizzonte, anche se qualche dettaglio in più potrà certamente aggiungersi al quadro delle decisioni. Sappiamo adesso, ad esempio, che tra i Paesi che forniranno truppe ai famosi quattro robusti battaglioni multinazionali in via di schieramento nel Baltico ed in Polonia oltre a Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania vi sarà il Canada. Non escludo altri annunci.

— Al vertice si parlerà ovviamente della "minaccia russa". Perché la NATO, che conduce un'esercitazione dietro l'altra ai confini con la Russia (vedi l'ultima Anaconda) fa di Mosca il nemico numero uno, quando c'è Daesh da sconfiggere?

— Perché all'interno della Nato è fortemente condivisa l'opinione che l'annessione russa della Crimea sia stata una rottura delle regole del gioco intorno alle quali ruota la politica internazionale. Sono su questa linea di pensiero gli anglosassoni, i tedeschi ed i Paesi un tempo appartenuti all'Urss o al Patto di Varsavia. Italia e Francia hanno opinioni meno drastiche, ma faticano a farle affiorare. Negli altri quadranti, gli alleati hanno visioni non sempre identiche. Nel fianco sud, ad esempio, non c'è una posizione univoca circa la condizione ottimale che si dovrebbe cercare di far emergere nel Mediterraneo. L'Alleanza vuol proiettare stabilità, ma senza difendere lo status quo. In pratica, si limiterà ad assecondare eventuali richieste di aiuto da parte di Paesi in subbuglio che vogliano rimettersi in piedi. Il concetto di stabilità è relativo, dentro e fuori la Nato. Anche a Bruxelles ne sono consapevoli.

NATO all'est contro la minaccia russa
© Sputnik . Vitaly Podvitsky
NATO all'est contro la minaccia russa

— E' negli interessi europei condurre esercitazioni ai confini con la Russia e stare al gioco della guerra fredda condotto dagli Stati Uniti? Possiamo dire che questo vertice sarà una prova da superare per i rapporti fra Unione Europea e Stati Uniti?

— Il problema della Nato è che considera molte delle posizioni espresse dalla Russia in questi mesi come pura propaganda, anziché il riflesso di percezioni acutamente avvertite.

A Bruxelles nessuno pare credere seriamente che la Federazione Russa si sente sotto assedio. E conseguentemente si sottovalutano le reazioni, emotive prima ancora che politiche o strategiche, che lo schieramento dei quattro robusti battaglioni determinerà da parte di Mosca. Gli italiani provano a farsi sentire. Ed alla Ministeriale dello scorso mese, alla fine, anche il Segretario Generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg ha dovuto chiarirlo: l'Alleanza non vuole una nuova escalation né tornare alla Guerra Fredda. Si conta di spiegare la vera portata delle misure prese per rassicurare gli alleati dell'Est Europa in occasione della prossima riunione del Consiglio Nato-Russia, in programma per il 13 luglio.

— A seguito del vertice dell'Alleanza, si terrà il summit Russia-NATO. Si faranno dei passi in avanti verso un vero dialogo secondo lei? 

— L'Alleanza dovrà convincere la Russia che non intende accerchiarla, né minacciarla, né destabilizzarla. Le parole saranno importanti. Ed è fondamentale per la sicurezza europea che il dialogo riprenda. Altrimenti tutti saremo costretti a devolvere maggiori risorse alla Difesa, tanto in Occidente quanto in Russia, spendendo ben oltre ciò di cui effettivamente necessitiamo. In tempi, oltretutto, di difficoltà economiche.

— In questo contesto da "guerra fredda", da un punto di vista della sicurezza internazionale e la lotta al terrorismo, che ruolo dovrebbe giocare l'Italia nei rapporti fra Russia e Occidente? 

— L'Italia fa realisticamente quello che può, scommettendo sulla diplomazia e cercando di indurre i propri alleati ad una maggiore moderazione. Un diplomatico del mio Paese, dietro vincolo di anonimato, mi ha detto a Bruxelles: "è un lavoro difficile, spiegare ogni volta ad alcune nazioni amiche, che ci sono differenze tra gli interventi militari di stabilizzazione in Stati esterni all'Alleanza (come l'Ucraina) e l'innesco della Terza Guerra Mondiale". Penso abbia riassunto bene il senso della nostra azione nella Nato.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Minaccia russa, Dislocazione truppe NATO, Rafforzamento potenziale NATO, Presenza NATO nell'area post-sovietica, Vertice NATO, guerra fredda, NATO, UE, USA
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