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    Nonostante tutto Renzi ostenta ottimismo

    M5S a Mosca: Renzi si è venduto l’anima agli Stati Uniti

    © AP Photo/ Alessandra Tarantino
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    Tatiana Santi
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    Il Movimento 5 stelle da Mosca, dove ha partecipato al congresso del partito Russia Unita, lancia un messaggio molto chiaro: l’Italia non può perdere un partner fondamentale come la Russia. Al congresso tra i 10 politici che hanno preso parola durante i lavori, c’era il deputato Manlio Di Stefano, capogruppo del M5S in Commissione Affari Esteri.

    Di Stefano nel suo intervento ha ribadito l'impegno del Movimento 5 stelle nella battaglia contro le sanzioni antirusse e il ruolo centrale di Mosca per la sicurezza internazionale e la lotta al terrorismo. Nel frattempo, dopo che gli ambasciatori a Bruxelles hanno prolungato le sanzioni, il PD al Senato ha già respinto una mozione leghista per l'annullamento delle misure restrittive antirusse.

    Il Movimento 5 stelle invece continua fermamente la sua lotta e guarda sempre più a Mosca. Il deputato Manlio Di Stefano ha gentilmente rilasciato un'intervista in merito a Sputnik Italia.

    Manlio Di Stefano
    Manlio Di Stefano

    — Manlio, hai partecipato a Mosca al congresso del partito "Russia Unita". Che valore ha per te e per il Movimento questa vostra presenza?

    — Questo è un segnale forte e chiaro che abbiamo voluto dare, ma che evidentemente ci ha voluto dare anche Russia Unita, cioè quello di aprire una collaborazione, che con il nostro governo sembra molto difficoltosa. Credo che i russi abbiano visto chiaramente che il governo di Renzi prima va a San Pietroburgo a dire che è contro le sanzioni, poi al Consiglio europeo invece vota per rinnovarle.

    Noi siamo sempre stati molto onesti con la Russia, abbiamo combattuto le sanzioni, abbiamo detto che non siamo filorussi e neanche filoamericani, ma filoitaliani e vogliamo fare gli interessi dei nostri cittadini, che in questo momento coincidono con quelli russi.

    — Voi avete chiesto che il Parlamento venga interpellato in merito alle sanzioni entro il 31 luglio. Renzi a San Pietroburgo si è detto contrario alle sanzioni. A Bruxelles gli ambasciatori le hanno prolungate però e al senato è stata respinta da parte del PD una risoluzione proposta dal leghista Tosato sull'annullamento delle sanzioni. Ora è evidente a tutti che Renzi non voglia togliere le sanzioni, perché secondo voi?

    — Io credo che Renzi si sia venduto l'anima agli Stati Uniti e abbia delle convenienze di partito, di governo o personali probabilmente. Quindi fa questo doppiogiochismo, che però per fortuna è chiaro a tutti. L'azione politica di Renzi è sempre la stessa a livello anche nazionale: dice A per fare poi B.

    Credo sia arrivato il momento in cui i cittadini debbano rendersi conto che il politico si valuta da quello che vota e non quello che dice. Alle amministrative Renzi l'ha pagato questo doppiogiochismo.

    — Durante il tuo intervento al congresso a Mosca hai ribadito che non siete né filorussi né filoamericani, bensì filoitaliani. Qual è il ruolo della Russia per rapporto agli interessi italiani?

    — Alla tavola rotonda dove ho partecipato ho presentato dei dati molto importanti. Rispetto al 2013, anno prima delle sanzioni, abbiamo perso 7 miliardi di interscambio economico, siamo passati da 10,8 a 3,7 miliardi. I dati dell'ISTAT ci dicono che sono già 80 mila i posti di lavoro persi e quelli potenziali sono 215 mila. Non possiamo mai pensare di escludere un'economia storicamente alleata alla nostra, cioè quella russa, perché dobbiamo fare i capricci in politica estera. Un governo serio pensa agli interessi nazionali.

    — Nel contesto della sicurezza internazionale che ruolo ha la Russia dal vostro punto di vista?

    — Noi abbiamo fatto anche una mozione parlamentare in cui chiedevamo di rimuovere le sanzioni anche nell'ottica di aumentare la collaborazione fra l'intelligence europea e le intelligence non europee, in primis quella russa, contro il terrorismo. Basti guardare la gestione di Libia, Siria e dell'ISIS stesso. Noi oggi dobbiamo ringraziare la Russia e i peshmerga se i militanti dell'ISIS sono stati respinti di 27 mila chilometri quadrati di Siria. Non lo dobbiamo certamente alla NATO.

    Bisogna prendere atto del fatto che c'è bisogno di una più ampia collaborazione contro il nemico comune che è l'ISIS.

    — Le azioni di Renzi sono molto strane, vedi il caso delle sanzioni: a parole dice una cosa, coi fatti ne fa un'altra. Sembra che non sia libero di agire. Arrivando al potere non avete paura di subire le stesse pressioni?

    — Chiaramente tutto è possibile, noi abbiamo un grande vantaggio perché non abbiamo una struttura piramidale come i partiti, è più difficile anche minacciarci. Anche se in questo caso non credo siano delle minacce, ma dei ricatti economici.

    Siamo anche noi esposti a questo rischio, probabilmente abbiamo degli anticorpi e lo dimostreremo. Fino ad ora siamo stati veramente incorruttibili, c'hanno offerto assessori nei comuni, ministri in Parlamento e abbiamo sempre detto di no. Crediamo che questa politica vada mandata a casa in blocco e che non ci si possa alleare con questa gente.

    In politica estera noi non vogliamo diventare alleati di chissà chi a prescindere, vogliamo una politica intelligente e concreta per i cittadini italiani.

    — I vostri prossimi passi nei rapporti con la Russia?

    — Il contatto è ormai stabilito, qualora ci dovesse essere la possibilità sia da parte russa che italiana di portare avanti una battaglia comune, noi sulle sanzioni continueremo di certo a farla, siamo pronti.

    Per fare una battuta, mentre Renzi a San Pietroburgo diceva che bisogna costruire nuovi ponti, al consiglio europeo lui li ha distrutti, noi invece l'abbiamo fatto per davvero.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    sanzioni antirusse, Sanzioni, Sanzioni contro la Russia, Proroga sanzioni, M5S, Senato, PD, Manlio Di Stefano, Matteo Renzi, Bruxelles, Italia, USA
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