05:38 19 Dicembre 2018
Biblioteca della Marina militare

Nuovi pattugliatori PPA per gli interessi nazionali dell’Italia

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Tatiana Santi
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L’Italia per la sua storia e la sua posizione geografica è un Paese marittimo per eccellenza. Il mutare degli scenari geopolitici e un Mediterraneo sempre più allargato determinano la necessità di nuovi strumenti navali. Alla Marina Militare è stato presentato il progetto del nuovo Pattugliatore Polivalente d’altura (PPA).

Nella maestosa biblioteca di Palazzo Marina a Roma il 20 giugno si è tenuto il convegno organizzato dalla rivista RID in collaborazione con la Marina Militare "Interessi marittimi nazionali e nuovo strumento navale" alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l'Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi.

Ammiraglio De Giorgi
© Foto : Marina Militare
Ammiraglio De Giorgi

Al pubblico è stato presentato lo speciale X-trà della Rivista Italiana Difesa, dedicato ai nuovi strumenti navali della Marina. Il nuovo pattugliatore PPA oltre a presentare una maggiore tempestività di intervento, è anche un progetto che dà forti stimoli al settore dell'industria italiana ed è una nave rivolta all'export. Molti Paesi come il Brasile, il Perù, l'Argentina sono interessati al PPA, che è "uno strumento del Paese, sempre più flessibile e necessario perché l'Italia continui a giocare quel ruolo che ha sempre giocato negli ultimi 30 anni", come ha sottolineato Pietro Batacchi, direttore della rivista RID.

Il docente di Studi Strategici alla Luiss Guido Carli Germano Dottori nel suo intervento ha posto l'accento sul crescente disimpegno degli Stati Uniti nel Mediterraneo e sul fatto che l'Italia si ritrova a difendere la propria sfera d'influenza in un contesto dove gli alleati diventano spesso dei veri competitor.

Il progetto presentato è rivolto al futuro, perché si tratta di un PPA con spazi e tutti volumi di crescita necessari, una nave che potrà essere aggiornata nel tempo. Il capo di Stato Maggiore De Giorgi durante la sua dettagliata illustrazione del nuovo strumento navale, ha sottolineato l'importanza della marittimità dell'Italia:

"Attraverso il mare si esporta il 55% dei prodotti finiti, si riceve l'80% del petrolio via mare. Sebbene il Mar Mediterraneo rappresenti l'1% di tutto la superficie acquea globale, è interessato dal 19% del traffico marittimo mondiale.

L'Italia è la dodicesima flotta mercantile al mondo, la quarta in Europa, la terza flotta peschereccia in Europa, la prima flotta di traghetti al mondo".

L'Ammiraglio De Giorgi ha inoltre posto l'accento sulla necessità di navi capaci di rispondere a diversi tipi di minacce e in grado di soccorrere grandi numeri di profughi e persone.

Il convegno “Interessi marittimi nazionali e nuovo strumento navale”
© Foto : Marina Militare
Il convegno “Interessi marittimi nazionali e nuovo strumento navale”

Secondo il rapporto dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), il 2015 ha segnato il record con un 9,7% in più di persone fuggite da guerre e violenze nel mondo rispetto il 2014. Si tratta di 65,3 milioni di persone.

Va ricordato l'immenso impegno della Marina Militare italiana che ha portato in salvo centinaia di migliaia di vite in mare.

A margine del convegno, il Capo di Stato Maggiore della Marina, l'Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, che il 22 giugno cederà il comando all'Ammiraglio Valter Girardelli, ha gentilmente risposto alle domande di Sputnik Italia in occasione della Giornata Internazionale dei rifugiati del 20 giugno.

Relatori del convegno
© Foto : Marina Militare
Relatori del convegno

— Ammiraglio De Giorgi, qual è il messaggio che vorrebbe lanciare oggi, nella giornata internazionale dei rifugiati?

— Le Marine non devono mai lasciare indietro nessuno. Prima di chiedersi qualunque altra cosa, prima di porsi qualunque altro problema, bisogna sempre avere chiaro che la vita in mare dev'essere tutelata e che noi dobbiamo prima di tutto salvare i naufraghi e poi pensare al resto.

— Oggi l'Europa vive momenti duri, si ergono sempre nuovi muri. Qual è la particolarità del mare invece in questo contesto?

— Nel mare non si possono avere muri e sono convinto che anche l'Europa supererà tutti questi problemi, come ha sempre fatto del resto. Credo che poi la cultura, la civiltà che c'è dietro la nostra storia ci imponga un approccio che sia tale da salvare questa gente e da accoglierla.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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PPA, Analisi Difesa, Marina Militare, Giuseppe De Giorgi, Italia
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