15:18 02 Marzo 2021
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L’Italia vuole avere una propria voce e Renzi dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo riconferma le posizioni dell’Italia in merito alle sanzioni e al ruolo centrale di Mosca nelle questioni internazionali. Sempre più forte l’asse Italia-Russia.

L'Italia è l'ospite d'onore del Forum di San Pietroburgo e nel primo giorno di negoziati con la Russia sono stati siglati importanti accordi commerciali, riconferma di un rapporto economico solido fra i due Paesi.

Renzi però nei suoi discorsi punta sull'importanza dei valori come la cultura, la bellezza e sottolinea che Italia e Russia sono legate da un profondo legame storico. "La parola guerra fredda non ha più senso nel terzo millennio, la Russia e l'Europa devono tornare ad essere buoni vicini di casa" ha affermato Renzi al Forum. Renzi sarà un "grande oratore" come l'ha definito Putin, ma le parole avranno un seguito politico? L'Italia riuscirà a ricucire i rapporti fra Mosca e l'Europa?

Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Dario Citati, Direttore del Programma di ricerca «Eurasia» dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG).

— Al Forum economico internazionale di San Pietroburgo sono stati firmati accordi per la somma di un miliardo di euro fra Russia e Italia. Le cifre parlano da sé. Sono risultati molto importanti soprattutto in questo periodo di sanzioni?

Vladimir Putin al Forum Internazionale di San Pietroburgo
© Sputnik . Vladimir Astapkovich

— Assolutamente sì, d'altra parte sono delle cifre che seguono delle parole abbastanza significative, forse non da parte della politica, ma da parte di settori significativi della società civile italiana. Fin dalla prima proclamazione delle sanzioni e in tutte le occasioni in cui sono state rinnovate, il mondo dell'economia italiana, oserei dire anche una parte significativa dei mass media, si sono schierati contro le sanzioni per ragioni essenzialmente di convenienza economica.

Questi accordi testimoniano come in un certo senso la classe politica non abbia potuto che riconoscere che almeno su questo punto l'Italia deve essere in prima linea. Inoltre l'Italia si manifesta come il Paese più filorusso in Europa, o senz'altro quello meno antirusso, disposto a dialogare, a ripartire soprattutto con la collaborazione economica.

— Renzi al Forum economico ha sottolineato che l'estremismo non può essere combattuto senza la Russia e che la parola "guerra fredda" non ha più senso nel terzo millennio. Possiamo dire che l'Italia è un vero ponte fra la Russia e l'Europa?

— Lo è sicuramente da un punto di vista ideale, ma anche da un punto di vista pratico. Ci sono comunque due ordini di problemi da affrontare. Innanzitutto c'è la limitata forza d'azione che ha l'Italia a livello internazionale. Il Paese ha una capacità di mediazione, ma che arriva fino ad un certo punto.

Il secondo problema è quello di dare una visione strategica vera e proprio al tutto. Pensare che questi buoni risultati significhino che l'Italia ha una posizione chiara e persegue una strategia di riappacificazione con la Russia, verso la quale vuole condurre tutta l'Europa, sarebbe sbagliato.

In questo caso sotto la spinta del mondo economico c'è una forte tendenza a voler ricucire con la Russia, l'importante però è dare continuità a quest'azione con una visione che vada al di là dell'utilità economica degli accordi e si traduca nell'importanza del dialogo politico.

— Che peso può avere in questo senso la visita di Renzi al Forum? È comunque un segnale a tutta l'Unione europea?

— Certo, è un segnale che va anche al di là di Renzi, non dimentichiamoci che al Forum di San Pietroburgo c'è un grandissimo Padiglione dell'Italia e questa è un'eccellenza di per sé. Proprio l'Italia è ospite d'onore e c'è un'importante attenzione mediatica in merito.

Come dare continuità a questi rapporti dipenderà da altri fattori che non riguardano direttamente la Russia, per esempio la questione del Brexit, la tenuta complessiva dell'Unione europea e la visione degli altri partner, che hanno posizioni diverse.

— Putin ha detto di Renzi che è "un grande oratore". Renzi ha ribadito a sua volta l'importanza dell'apertura, dicendo che oggi le logiche della chiusura non servono a nessuno. Per il premier italiano la cultura e la bellezza sono valori che uniscono Italia e Russia. Il formato di comunicazione che hanno Putin e Renzi in generale è un po'speciale, no? Si sente dalle loro battute.

— Assolutamente sì. Le battute, forse nell'aspetto più leggero, è laddove si mostra paradossalmente la continuità a cui facevo riferimento prima. Anche con Berlusconi c'era un ottimo rapporto, ma anche con tutti i primi ministri italiani degli ultimi anni, proprio da un punto di vista dell'immagine e della cordialità. Questi incontri sono stati caratterizzati da un buon impatto mediatico. La capacità di comunicare anche emotivamente la simpatia e il legame Italia-Russia è un segnale di continuità.

L'importante sarà darvi una sostanza politica più solida.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Sanzioni, guerra fredda, Spief 2016, Vladimir Putin, Matteo Renzi, Italia
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