02:03 08 Marzo 2021
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Friazino, ritenuta la Silicon Valley della Russia, è una zona franca per aziende innovative e tecnologiche ed ora è anche una cittadina dall’accento italiano. A Friazino, gemellata con il comune di Resia, operano degli imprenditori friulani. Si va oltre le sanzioni quindi grazie al “Made with Italy”.

Nonostante le sanzioni la Russia e l'Italia hanno saputo mantenere un rapporto commerciale importante e continuare a cooperare. Nei due anni di misure restrittive, che hanno danneggiato entrambe le economie, sono nate nuove realtà commerciali, il "Made in Italy" spesso e volentieri si è trasformato in nuovo tipo di affari, in un fare tutto italiano, ma in territorio russo.

Attendendo l'incontro bilaterale fra Renzi e Putin al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Sputnik Italia ha raggiunto per una testimonianza sul "Made with Italy" Carlo Dall'Ava, imprenditore e Console Onorario della Federazione russa a Udine.

— Gli imprenditori friulani operano in Russia nonostante le sanzioni. Signor Console, ci potrebbe parlare di Friazino, questo paesino dall'accento italiano?

— Friazino è il paese dove andavano a vivere gli architetti italiani quando costruivano il Cremlino. Oggi è considerata la Silicon Valley russa, la città della scienza del Paese.

Gli imprenditori friulani operano un po'in tutta la Russia, dalla Siberia a Mosca e San Pietroburgo, spaziano parecchio, perché in Friuli c'è una diversità economica molto ampia, c'è di tutto: dalla meccanica all'agroalimentare, che ora in effetti è bloccato per l'embargo.

Abbiamo voluto fare il gemellaggio con Resia, prima di fare business bisogna conoscere i Paesi, per conoscerli bisogna favorire la cultura e lo scambio culturale.

— Dopo le sanzioni piano piano è nato un nuovo concetto di fare business con la Russia, il cosiddetto "Made with Italy".

— È la volontà da parte del governo russo di superare l'embargo, di portare quindi sul proprio territorio gli imprenditori italiani dei quali la Russia inoltre ha una grandissima stima. Come invettiva e come gusto, per la Federazione russa l'Italia è un Paese di eccellenza e Mosca vorrebbe vedere gli imprenditori italiani all'interno del proprio Paese, dove ha creato delle aree franche in cui insediare delle produzioni.

Chi ha bisogno però di avere manodopera specializzata e la materia prima di maggior qualità resterà in Italia.

— Questo nuovo modo di fare affari testimonia che nonostante le sanzioni Russia e Italia sono riuscite a mantenere dei rapporti privilegiati?

 —Certo, anche perché la mission del nostro Consolato per esempio è quella di favorire il turismo, noi siamo la porta in Italia della Russia. I russi che vengono giù, passano prima per il Friuli poi vanno nel resto d'Italia.

— La vostra regione che interessi può rappresentare per i russi?

— È il porto nel Mediterraneo più vicino che hanno senza passare per Odessa. Da Mosca sono 3 giorni di viaggio su ruota. Turisticamente è anche la meta sul mare più vicina che hanno. Parliamo del porto di imbarcazioni private più grande in Italia come capienza.

Abbiamo inoltre un'enogastronomia riconosciuta in Russia, le cantine, i formaggi. La regione offre tanto anche da un punto di vista artistico.

Non dimentichiamoci che proprio i friulani agli inizi del ‘900 sono emigrati verso la Russia per costruire la transiberiana. C'è un nesso che tiene molto unite le nostre due culture.

— Al forum economico internazionale di San Pietroburgo è molto atteso l'incontro fra Putin e Renzi. Quali sono i suoi auspici in merito alle sanzioni da imprenditore e Console Onorario?

— Io sono un piccolo piccolo console onorario. Mi auguro semplicemente che vengano riviste seriamente le posizioni, anche perché ritengo la Russia molto più europea di tanti altri Paesi all'interno dell'Ue.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
commercio, Sanzioni, Spief 2016, Italia
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