18:05 19 Settembre 2020
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Da un forum all'altro. A Mosca si conclude la due giorni dedicata al giornalismo ed all'era post mainstream, mentre a San Pietroburgo sta per iniziare il Forum economico internazionale. Anche in politica esiste il mainstream e per romperlo servono idee innovative, che potrebbero arrivare dal prossimo incontro tra Renzi e Putin.

Questa è l'opinione di Fabrizio Dragosei, giornalista del Corriere della Sera, intervistato in esclusiva da Sputnik Italia.

Viviamo in un'epoca dove basta uno smartphone per sentirsi giornalista: ieri, nella sessione inaugurale del forum, Maria Zakharova, ha detto che vorremmo vivere nell'illusione di essere in una redazione globale, ma restiamo invece nel villaggio globale, con tutti i pro e i contro in termini di attendibilità che questo comporta. Condivide questa osservazione?

Credo che l'osservazione di Maria Zakharova sia stata estremamente precisa. Oggi sulla rete tutti possono dire e sapere tutto. Il problema è capire chi è attendibile e che cosa è vero e cosa non lo è. Questa è la grande sfida del giornalismo mainstream che si sta già riciclando o deve pensare di riciclarsi in questo campo. I grandi giornali sono quelli che possono dare al lettore la garanzia che quelle certe informazioni siano effettivamente autentiche, garantite e controllate da giornalisti indipendenti. Io credo che il futuro sia dalla parte del grande giornalismo indipendente, ma resta il problema della sostenibilità economica, perché il giornalismo di qualità costa.

Al Forum si è toccato anche il tema della censura dei social network, se usati per coordinare azioni di protesta. Secondo lei, dov'è il confine tra libertà di informazione e libertà di accesso all'informazione?

Anche in questo caso va fatto un distinguo: la libertà di accesso alle informazioni va rispettata e garantita, anche quando sono in corso violenze e manifestazioni. Su questo non ho dubbi, però non bisogna esagerare dall'altra parte. Le società multinazionali che controllano la rete e si rifiutano di fornire ai governi informazioni su specifiche attività sovversive o su individui o gruppi sospettati di terrorismo, credo che siamo oltre la normalità. I governi legittimi e democratici hanno il diritto di accedere a queste informazioni quando c'è l'autorizzazione della magistratura, come avveniva con la vecchia posta, che restava inviolabile senza autorizzazione di un magistrato inquirente.

  • Giornalisti indiani e cinesi in platea durante una delle sessioni del forum
    Giornalisti indiani e cinesi in platea durante una delle sessioni del forum
    © Sputnik .
  • Un momento dell'intervento del presidente Putin al forum
    Un momento dell'intervento del presidente Putin al forum
    © Sputnik . Mikhail Voskresenskiy
  • Liam Halligan del Telegraph in platea al forum Una nuova era nel giornalismo: la fine del mainstream
    Liam Halligan del Telegraph in platea al forum "Una nuova era nel giornalismo: la fine del mainstream"
    © Sputnik . Vladimir Astapkovich
  • Danish journalist and writer Flemming Rose during the second session, New Media: Guaranteeing Freedom of Information, held as part of the New Era of Journalism: Farewell to Mainstream international media forum at the Rossiya Segodnya International Multimedia Press Center
    Danish journalist and writer Flemming Rose during the second session, New Media: Guaranteeing Freedom of Information, held as part of the New Era of Journalism: Farewell to Mainstream international media forum at the Rossiya Segodnya International Multimedia Press Center
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  • Julian Assange interviene in video conferenza al forum Una nuova era nel giornalismo: la fine del mainstream
    Julian Assange interviene in video conferenza al forum "Una nuova era nel giornalismo: la fine del mainstream"
    © Sputnik . Maksim Blinov
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Giornalisti indiani e cinesi in platea durante una delle sessioni del forum

Alla luce della sua esperienza pluriennale, com'è cambiato (se è effettivamente cambiato) il modo di raccontare la Russia in Italia?

L'immagine della Russia in Italia e non solo si va modificando continuamente a seconda degli eventi nel mondo. Pensiamo a quello che è successo in Ucraina con il confronto molto aspro tra USA, il cosiddetto Occidente e Russia, ma pensiamo anche a quello che è avvenuto in Siria, dove per fortuna sembra che si stiano ricucendo i rapporti tra Occidente e Russia. Per quanto riguarda l'Italia, tra il nostro paese e la Russia esiste un fondamento di relazioni talmente buone e antiche che queste questioni verranno superate. Io penso che l'Italia stia lavorando insieme alla Russia per andare oltre l'attuale stato di confronto e tornare agli anni passati, ma ci vuole lo sforzo di tutte le parti. La situazione non è facile e ci sono problemi oggettivi da superare, come gli accordi di Minsk, tanto belli sulla carta, ma molto difficili da attuare. Ci vorrà una qualche personalità indipendente, che si inventi un modo per uscire dall'attuale stallo. Italia e Russia grazie alla loro antica amicizia, per non dire solidarietà, possono lavorare per superare questi problemi.

Si chiude il forum organizzato da MIA Rossiya Segodnya, ma tra una settimana si aprirà quello economico di San Pietroburgo, con l'Italia ospite d'onore. Lei che conosce Putin, pensa che questa sintonia fra Italia e Russia possa riflettersi in una sintonia fra i due leader, Putin e Renzi?

Putin l'ho conosciuto e intervistato. E' un presidente disponibile e disposto a cercare di comprendere i suoi interlocutori e di essere comodante. Renzi, d'altra parte, fra i leader europei è quello che maggiormente è disposto a rompere gli schemi prefissati e non seguire le cose ovvie che bisogna dire e sembra naturale fare. Spero che i due, trovandosi faccia a faccia, tirino fuori questa capacità e riescano a trovare una formula per superare l'attuale situazione di stallo. Ma è difficile.

Anche nella politica c'è il mainstream?

Anche nella politica c'è il mainstream. E' difficile che le iniziative che vengano da uno stream un pò meno main, come l'Italia, possano andare avanti. Pero l'Italia ha dimostrato anche con la vicenda dei migranti di poter cambiare le carte in tavola. Pensiamo alla proposta di cui si sta discutendo adesso in Europa, di andare ad aiutare i rifugiati nei paesi di origine. Prima si parlava solo di come respingerli dove metterli, ora grazie all'Italia è spuntata l'idea di renderli un po' meno poveri nei paesi d'origine. L'auspicio è che anche su altre questioni possa venire fuori un'idea innovativa. Parlarsi fa sempre bene.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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forum, Matteo Renzi, Vladimir Putin, Mosca, Russia
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