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    Papa Francesco invita è a “non essere timidi” contro la corruzione.

    Politi: “Diaconato femminile può creare una netta differenza con la chiesa ortodossa”

    © flickr.com/ Catholic Church England and Wales
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    Marina Tantushyan
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    Papa Francesco ha annunciato che istituirà una commissione di studio sul diaconato femminile, come esisteva nella chiesa primitiva, ritenendo che le donne diacono siano «una possibilità per oggi».

    Per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica si aprirebbero così le porte del clero anche alle donne. Comunque, la rottura di un vero e proprio tabù come quello dell'accesso delle donne al clero fa tremare i cardinali più conservatori.

    Il vaticanista Marco Politi ha parlato Sputnik Italia delle conseguenze che potrebbe avere questa storica apertura del Papa sui rapporti tra la chiesa cattolica e quella ortodossa.

    — Come commenterebbe la decisione del Papa Bergoglio di creare questa commissione ufficiale? È stato per Lei un annuncio inaspettato oppure esistevano già i presupposti?

    Papa Francesco
    © AP Photo/ Filippo Monteforte, pool

    — Quello che si sapeva è che pochi mesi dopo la sua elezione in una intervista alla rivista dei gesuiti "Civiltà cattolica" Papa Bergoglio aveva detto che le donne nella chiesa devono andare in posti dove si prendono decisioni e si esercita autorità. Cioè fin dall'inizio del suo pontificato Francesco si è posto come punto programmatico quello di dare visibilità al ruolo delle donne nella chiesa. Però è stata una sorpresa questa sua risposta alla riunione dei rappresentanti di tutte le suore del mondo durante il cui il Papa ha confermato la sua disponibilità a creare una commissione che studi come era il diaconato femminile nei primi secoli di cristianesimo.

    — Come cambierà il volto della Chiesa con il diaconato femminile?

    — Noi non sappiamo ancora se verrà istituito il diaconato femminile. Però in questo incontro con i rappresenti delle suore il Papa ha ribadito che le donne nella chiesa devono andare in posti decisionali e che devono esercitare la corresponsabilità, e che possano nel futuro essere a capo di uffici della curia. Quindi a prescindere dal diaconato femminile, il Papa vorrebbe che in tante commissioni delle conferenze episcopali non fossero soltanto gli uomini sacerdoti ma fossero anche delle donne. Inoltre se si fa la riforma della curia, certi consigli pontifici potrebbero essere guidati da donne. Per esempio perché il consiglio pastorale per la sanitaria non può essere guidato da una donna, oppure potrebbe darsi che il consiglio per la famiglia si è guidato da una coppia di sposi, da un uomo e una donna. Quindi si aprono molte strade per una presenza femminile nella chiesa cattolica.

    — L'apertura prefigurata da Francesco avvicinerebbe la Chiesa cattolica a quella anglicana, dove ci sono donne preti e vescovi. E quali conseguenze potrebbe avere questa novità ai rapporti tra la chiesa cattolica e quella ortodossa? Potrà cancellare l'avvicinamento raggiunto dopo una lunghissima pausa?

    — Certamente l'istituzione del diaconato femminile potrebbe avvicinare la chiesa cattolica non soltanto alla chiesa anglicana ma anche alle chiese riformate luterane, dove ci sono le donne vescove. Qualche anno fa in Germania c'era una donna che era presidente di tutta la conferenza episcopale luterana riformata. Comunque il diaconato femminile che è una ordinazione sacra creerebbe una forte differenza con la chiesa ortodossa. Però allo stesso tempo in questo momento una scelta del genere sarebbe anche un grande stimolo per la chiesa ortodossa perché questa chiesa che è sempre stata molto fedele alle origini del cristianesimo però bisogna anche capire che la società del hanno zero, quando è nato Cristo, è diversa dalla società del 2000 del 21-simo secolo. Credo che bisogna anche interpretare i testi tenendo contro del contesto culturale e sociale del mondo contemporaneo. Penso che sarebbe anche positivo per la chiesa ortodossa, con la quale il Papa Francesco vuole strettamente collaborare, misurarsi con questi temi.

    — Potrebbe prevedere la reazione della chiesa ortodossa?

    — No le so dire. Questa domanda bisogna porre alla chiesa ortodossa.

    — Comunque la Curia romana sembra divisa in due su questa notizia. Quali sono i principali argomenti "pro" e "contro"?

    — Gli argomenti "contro" riguardano il fatto che il diaconato comunque è un gradino verso il sacerdozio e anche il fatto che non ci si vuole allontanare dalla chiesa ortodossa che non prevede finora che ci sono dei diaconi femminili. Gli argomenti a favore sono che comunque nella chiesa primitiva c'era questa figura delle diaconesse e che non bisogna essere soltanto legati a quello che succedeva nei primi secoli del cristianesimo ma bisogna anche capire quale il ruolo enorme che le donne esercitano oggi nella società moderna. Quando il Papa ha parlato di corresponsabilità sottolinea l'elemento che la chiesa non può essere guidata soltanto da una società di maschi lasciando le donne in una situazione di funzioni subordinate. 

    — Dato tutti i malcontenti, a suo avviso, Papa-riformista riuscirà a resistere ai suoi oppositori e portare questa iniziativa alla fine?

    — Questo la grande scommessa di questo pontificato perché certamente non soltanto nella curia romana ma anche tra i vescovi di tutto il mondo c'è un forte gruppo molto conservatore che ha paura delle novità. Allora in questo momento il Papa procede con decisioni personali. Francesco è abituato a fare lavorare rapidamente le sue commissioni, credo che entro un anno sapremo quale la decisione del Papa.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    riforme, Chiesa Ortodossa, Chiesa Cattolica, Papa Francesco, Italia, Vaticano
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