23:52 29 Ottobre 2020
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“Gli stereotipi vanno usati come un trampolino, per saltare più in alto, non come una zavorra che ti tira giù”, così il giornalista e scrittore Beppe Severgnini introduce la sua conferenza all’Ambasciata d’Italia a Mosca “Italia, la tentazione e la spiegazione”.

Severgnini è legato alla Russia per diversi motivi, nel 1991 ha lavorato come corrispondente da Mosca ed esattamente 30 anni fa assieme a sua moglie Ortensia, presente anche lei all'incontro all'Ambasciata, festeggiava il suo viaggio di nozze percorrendo la famosissima transiberiana.

Nella splendida cornice di Villa Berg a Mosca, Severgnini ha tenuto una conferenza sugli stereotipi, sull'essere italiani oggi, raccontando anche del viaggio di nozze passato in treno 8 giorni sulla tratta Mosca-Pechino. Durante il viaggio non sono mancate le avventure, i due sposini infatti per errore sono stati collocati in uno scompartimento a 4 cuccette, dove viaggiavano 2 russe, entrambe di nome Liuba.

Tatiana Santi e Beppe Severgnini
© Foto : fornita da Tatiana Santi
Tatiana Santi e Beppe Severgnini
Il pubblico ha seguito con grande interesse la conferenza, o meglio, il racconto istruttivo e allo stesso tempo divertente di Severgnini, che ha dedicato diversi libri ai viaggi e all'essere italiani. Nel libro "La vita è un viaggio" per esempio Severgnini descrive i profumi che hanno per lui diverse città, Mosca sa "di sottoscala (un aroma lievemente rancido, che sa di gelo e disgelo). Su Rai 3 nel programma di Severgnini "L'erba dei vicini", che punta a confrontare la cultura italiana con quella di un altro Paese, una puntata è stata dedicata anche alla Russia.

Al termine della serata Beppe Severgnini ha rilasciato un'intervista a Sputnik Italia.

— Quali sono secondo lei gli stereotipi sugli italiani da sfatare in primis?

— Ti faccio un esempio. C'è una leggenda secondo cui l'Italia è il Paese del dolce far niente. È una sciocchezza colossale. L'Italia qualche volta è purtroppo la terra del difficile far molto. Invece gli italiani dovrebbero avere nei prossimi dieci anni una battaglia per la semplicità e per la semplificazione. Questo vale anche per la Russia in parte.

Se parliamo dell'Italia, c'è l'idea che sia un popolo di gente pigra, che pensa al mangiare, alla bellezza, all'amore. È uno stereotipo veramente vecchio. L'Italia è un Paese attivissimo, qualche volta fin troppo.

— Lei ha vissuto in Russia, è stato corrispondente da Mosca. Quali sono gli stereotipi più diffusi in Italia sui russi con i quali non è d'accordo?

— I russi che sono arrivati gli ultimi anni in Italia sono persone anche con grandi mezzi economici. Le persone con grandi mezzi economici che siano russi, americani, tedeschi, italiani qualche volta pretendono molto. Sul turista russo c'è questa nomea di essere spiccio, rude, di volere le cose e pretenderle. È una nomea che sarebbe bello perdere, ma credo che come in tutti gli stereotipi ci sia anche in questo caso un granello di verità. Il mio consiglio ai turisti russi, anche ai più facoltosi, è ricordare che gli italiani sono molto sensibili alla gentilezza e al sorriso. Qualche volta si può sorridere di più, sembra banale.

A me ha colpito una cosa questi giorni che sono a Mosca. Il mio russo è rudimentale, questi giorni però ho dovuto costantemente chiedere indicazioni in giro per la città. La gente era disponibilissima, anche senza sapere l'inglese spesso. Questa cortesia arriva spesso come una sorpresa per gli italiani. Un altro stereotipo è che si tratta di un Paese dove i soldi sono l'unica cosa che conta, non è vero! Al salone del libro di Torino l'altro giorno ho detto che i due popoli più letterari e più capaci di profondità e riflessione artistica in Europa sono i russi e gli inglesi.

— I russi adorano l'Italia, l'avrà percepito anche lei. Secondo lei è un amore corrisposto?

— È sbilanciato, l'abbiamo visto anche nella mia trasmissione "L'erba dei vicini". L'amore che c'è per l'Italia in Russia forse addirittura non ce lo meritiamo. In Italia c'è meno attenzione, anche perché il Paese è complesso, è distante, ha un clima diverso. Per me la Russia è un Paese di grande attrazione, tanto è vero che sono qua. Per il turista medio russo l'Italia è evidentemente attraente, si mangia bene, c'è il sole e il mare. Per il turista medio italiano la Russia è un posto più complesso.

Beppe Severgnini  parla alla sua conferenza all’Ambasciata d’Italia a Mosca
© Foto : di Tatiana Santi
Beppe Severgnini parla alla sua conferenza all’Ambasciata d’Italia a Mosca

— A proposito del suo programma, ho seguito con grande interesse la puntata dedicata alla Russia. Ha invitato Kasparov, le sue idee sono note a tutti. Mi è sembrata la puntata più politicizzata rispetto alle altre. Mi sbaglio?

— Ti sbagli, gli israeliani hanno avuto la stessa reazione, l'hanno avuta i turchi. Voi dovete capire che alcune scelte in materia di libertà di espressione, libertà di stampa del vostro presidente sono difficili da comprendere o anche da accettare. Io faccio il giornalista, amo questo Paese, rispetto le autorità. Io protesto contro l'America quando fanno le intercettazioni e l'ho scritto, con il mio Paese l'ho fatto, con la Turchia l'ho fatto. Devo farlo anche con la Russia, sono un giornalista. È il mio dovere. Il problema dell'omofobia esiste in questo Paese, ma nel mio programma abbiamo fatto vedere che esiste anche in Italia.

— Per fare un altro esempio: alla fine del programma ha fatto domande su Putin anche a Pupo, e Pupo ha detto che è un musicista e parla di musica.

Putin e l'allora premier Letta il 26 novembre 2013 in occasione del bilaterale Italia/Russia a Trieste
© Sputnik . Михаил Климентьев

— No, lui ha risposto che stima Putin e gli canta le canzoni. La Cristoforetti è stata neutra, perché ha parlato del suo lavoro. Dei tre ospiti uno era favorevole, Kasparov era molto critico. La gente guarda le trasmissioni come la mia e poi cerca di farsi una sua idea, di leggere altre cose.

Questa serata all'Ambasciata mostra che ci sono persone che amano un Paese, sono curiose, sono affettuose, leggono. Io per esempio questa volta ho fatto tutta un'escursione a Mosca su Bulgakov, a me interessa questo Paese.

Le critiche sono inaccettabili quando vengono da persone che ti disprezzano. Se si capisce che qualcuno è veramente interessato, magari sbaglia qualcosa, bisogna dar atto che c'è buona fede e passione. Io come italiano non accetto quando le persone parlano dell'Italia con disprezzo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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Tags:
Stereotipi, Ambasciata d'Italia a Mosca, Vladimir Putin, Beppe Severgnini, Italia, Russia
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