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09:34 24 Luglio 2019
Recep Tayyip Erdogan

Soltanto Erdogan può fermare sé stesso, ma non lo farà

Turkish Presidential Press Office
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Mario Sommossa
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Nella sua folle corsa verso il potere assoluto Erdogan non mostra più alcun pudore. Non pago di espropriare interi giornali sostituendo i precedenti redattori con suoi accoliti, ora decide anche cosa devono o non devono fare i partiti di opposizione.

L'ultima sua soperchieria è di impedire a un partito, teoricamente a lui contrario, di cambiare i propri vertici attraverso un congresso.

E' successo il 15 maggio e coinvolto è il MHP: il Movimento Nazionalista di Turchia, terzo partito in Parlamento.

Tayyip Erdogan
© REUTERS / Kayhan Ozer
La ragione nasce dal fatto che Erdogan punta a cambiare la Costituzione per dare al Presidente, cioè a lui stesso, tutti i poteri che oggi spettano al Parlamento e, in subordine, al Governo. Al fine di ottenere questo scopo ha bisogno di vincere il referendum previsto per quest'autunno. Per avere il consenso dei nazionalisti, dopo aver perso il sostegno dei curdi che aveva illuso con una precedente politica di apertura alle minoranze poi abbandonata, ha lanciato una campagna militare spietata contro questi ultimi.

Usando la scusa della lotta ai terroristi ha ordinato all'esercito di usare tutta la forza disponibile, di compiere bombardamenti continui anche sui villaggi curdi e ha imposto un coprifuoco che oramai dura da mesi. E' grazie a questa repressione contro una minoranza di ben venti milioni di abitanti (su una popolazione totale di ottanta milioni) che cerca di ingraziarsi gli elettori del MHP.

E' sembrato esserci riuscito quando il vecchio leader del MHP, Devlet Bahceli, ha fatto dichiarazioni molto possibiliste verso l'appoggio alla nuova possibile Costituzione. Peccato che la maggioranza di quel partito non è stata per nulla d'accordo con la svolta decisa autonomamente dal suo leader e un certo numero di membri ha raccolto firme sufficienti per convocare un Congresso straordinario destinato a cambiare i vertici dell'organizzazione. Lo scopo del Congresso: modificare alcune regole interne, sostituire il leader al potere da almeno venti anni e confermare una posizione del partito favorevole a mantenere l'attuale sistema parlamentare opponendosi al presidenzialismo voluto dal "sultano".

I seguaci di Bahceli il 13 maggio hanno fatto ricorso ai tribunali per impedire che si tenesse l'assemblea ma la prima sentenza è stata loro contraria. Hanno allora interpellato un'altra Corte che ha dato loro ragione, mentre una terza ha invece autorizzato la riunione.

Poiché un cambio di vertice nel MHP gli avrebbe tolto il sostegno che Bahceli gli garantiva, Erdogan, nonostante la contraddittorietà' delle plurime sentenze, ha ordinato alla polizia di sequestrare l'albergo ove il Congresso si doveva tenere e impedire l'ingresso di chiunque, delegati compresi. Ben cinquemila membri del partito si sono quindi trovati davanti all'edificio ove avrebbero dovuto discutere e votare ma il cordone di poliziotti che circondava lo stabile lo ha impedito.

A questo punto si attende, probabilmente durante il mese, una sentenza definitiva della Corte d'Appello che deciderà se il MHP potrà tenere il suo Congresso oppure no. Ciò che conta è che Erdogan ha, intanto, dato più tempo al suo alleato Bahceli per capovolgere i rapporti di forza dentro il partito e riconfermare così il sostegno alla riforma della Costituzione in senso assolutistico.

Ciò che sta accadendo in Turchia è evidentemente fuori da ogni procedura democratica e ciò avviene proprio mentre l'Europa, così attenta alle forme da censurare per ben minori cose il Presidente ungherese Orban Viktor, sta rilanciando con Ankara il processo di adesione all'Unione. Colpisce anche che la NATO, tanto critica con dittatori altrui siano essi veri o presunti, non batta ciglio davanti  a siffatti comportamenti se avvemgono all'interno di un suo Stato membro.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
politica interna, Movimento Nazionalista di Turchia (MHP), Recep Erdogan, Turchia
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